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Full text of "Corrado Malanga - Complete multilingual bibliography"

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EVIDEON 3 

di Corrado Malanga 



Premessa 

Questo lavoro e da considerarsi conclusivo di quel la serie di lavori dal titolo 
Evideon, che ho pubblicato negli ultimi anni. Cid significa che, dopo di 
questo, si chiude un periodo storico di comprensione e se ne apre un altro. 
Proprio perche questo e /'ultimo e conclusivo lavoro che affronta il problema 
della struttura dell'Universo in relazione alia definizione di consapevolezza ed 
al collegabile percorso di riconoscimento della coscienza di se stessi, ho dato 
al testo una impostazione che al lettore sembrera piu difficoltosa. La difficolta 
di comprendere e legata a diversi fattori non ultimo dei quali e la presenza o 
assenza di prerequisiti ma anche I'allenamento a vedere, nella mente, 
I'universo tridimensionale, la capacita di correlare aspetti della fisica moderna 
che, a prima vista, sembrano non avere tra loro nulla a che fare. II mio 
tentativo e stato quello di accomunare i principi di fisica subatomica moderna 
con la visione dell'universo olografico, in relazione all'aspetto coscenziale 
dell'uomo. 

Ancora una volta, alia fine della stesura di questo lavoro, mi sono reso conto 
che ho scritto quello che stavo facendo cioe quello che stavo diventando. 
D'altro canto, ho cercato di fornire al lettore, gli elementi che gli 
permettessero rapidamente di farsi una idea, indipendente dalla mia, sulla 
realta virtuale quantica, espressa dalla fisica moderna, costruendo un 
percorso gia corredato di letteratura, senza che egli dovesse fare I'immane 
fatica di andarsi a cercare le fonti. La letteratura e stata costruita su due 
livelli: il primo livello e legato all'uso della rete ed e stata introdotta 
direttamente nel testo, immediatamente accanto alle cose descritte. Un 
secondo, piu approfondito livello, e stato tracciato con la letteratura di 
approfondimento, collocata alia fine del lavoro. Non si scoraggi il lettore che 
mostra difficolta nella comprensione di concetti fisico chimici, soprattutto 
esposti all'inizio del lavoro, ma prosegua fino in fondo, dove molte cose 
assumeranno una dimensione di chiarezza. In ogni caso, anche se questo 
lavoro non dovesse servire alia acquisizione di consapevolezza, sara 
sicuramente servito a coloro che sono muniti di voglia di capire, a 
comprendere cosa sia la realta virtuale nella quale siamo immersi, senza 
bisogno di affidarsi ai documentari della televisione di stato nei quali si tenta 
di far credere agli spettatori che noi subiamo le leggi dell'universo, siano 
esse di matrice scientifica che religiosa. La conclusione di questo lavoro 
mostra invece che noi siamo i Creatori del Tutto. 

Non sarebbe affatto male che qualcuno cominciasse ad accorgersene. 


EVIDEON 3 

Comprensione e Guarigione. 


La natura dell'unico oggetto che esiste. 

Nei nostri primi due scritti dal titolo Evideon, abbiamo sottolineato come I'esistenza 
dell'antifotone permette di spiegare molte delle cose che i fisici e gli esoteristi non sanno 
ancora spiegarsi. Abbiamo in particolar modo visto come, la fisica moderna, non veda 
I'antifotone per due motivi sostanziali. II primo motivo e legato alia consapevolezza dello 
scienziato che ovviamente, come abbiamo sottolineato in altra sede, vede solo quello che 
la sua consapevolezza gli permette di vedere. In questo contesto, siccome ognuno di noi e 
il creatore del suo universo, ecco che il fisico crede che I'antifotone non esista, perche cosl 
gli e stato detto da altri e perche cosl e scritto sui libri di fisica sui quali si e formato, e 
dunque si creera un universo che non contempla I'antifotone. Vedra dunque un universo 
come lui stesso si e creato e tutto cio vincolera la sua mente a credere che le cose 
possano essere different. Un secondo motivo piu virtuale, che non permette al fisico di 
vedere I'antifotone e legato al fatto oggettivo che, se il fotone esiste e se esiste il suo 
antipodo ottico, che noi chiamiamo antifotone, essi sono in rapida interconnessione I'un 
I'altro alia velocita della luce con frequenza legata al tempo di Planck (che ricordiamolo e 
dell'ordine di 10 M4 sec). 

In questo contesto il fisico vede un fotone virtuale che, secondo I'approccio evideonico non 
possiede massa. 

In realta il fotone virtuale sarebbe costituito di un film con due fotogrammi che si alternano 
sullo schermo alia velocita della luce, che rappresentano la strutturo fotonica ed 
antifotonica, dove Tunica differenza fra i due oggetti e legata ai colori che rappresentano 
I'asse verticale della energia (il magenta ed il verde) che si interscambiano I'un I'altro. 
L'interscambio tra questi due oggetti, che permette di trasformare I'uno nell'altro, avviene 
perche I'asse delle energie si accorcia fino a diventare nullo per poi riallungarsi in 
direzione opposta, fino a raggiungere il suo valore massimo, espresso da vettori (il 3, il 9 
ed il 6). 




E' da notare come la somma dei tre vettori (18) deve rimanere costante per la 
conservazione della energia e quindi non tutti i valori possono essere espressi dalla 
tripletta di vettori che cosl ci appariranno quantizzati (Vedi Appendice 1). 

L'inversione dell'asse delle energie produce un effetto sulla simmetria del fotone e 
dell'antifotone che, non avendo un piano di simmetria, appaiono I'uno I'immagine 
speculare dell'altro non sovrapponibile. Tale fotone virtuale, avendo I'asse delle energie 
con valore nullo (inesistente), appare come senza quell'attributo, che viene associato alia 
massa apparente del fotone. In altre parole il fotone, essendo fatto di due cose in rapida 
interconversione tra loro, una dotata di massa e I'altra dotata di antimassa, ci appare 
sempre senza massa, sia che sia fermo sia che vada alia sua massima velocita, che e la 
velocita della luce. II fotone di questo tipo, che la fisica chiama “virtuale”, e I'unico oggetto 
dell'universo che non presenta massa misurabile sia che sia fermo che sia in movimento, 
eludendo “stranamente”, I'equazione di einsteiniana memoria che recita che E =mv 2 . 

In questa ottica, il modello evideonico proposto in “Evideon” ed “Evideon 2”, prevede che 
la lunghezza degli assi di spazio e tempo non si accorcino mai, anche se possono 
cambiare posizione nello spazio evideonico. Questo aspetto porta a concludere che la 
velocita della luce, cioe la velocita a cui noi associamo la presenza e I'esistenza del fotone 
virtuale, non possa mai modificarsi ed essere sempre eguale ad 1 in unita naturali di 
Planck. 

Detto questo andiamo a verificare se esistono prove sperimentali gia effettuate ed 
osservazioni teoriche in itinere, che possano giustificare la nostra visione delle cose. 

L'antifotone nelle pieghe della fisica quantistica. 

In “Evideon 2” avevamo gia spiegato come un cristallo di Feldspato di Islanda in forma di 
prisma opportunamente orientato rispetto ad un raggio incidente di fotoni virtuali, lo divide 
in due parti, corrispondenti, secondo la nostra visione dei fatti, alle due possibility di 
polarizzazione del fotone virtuale, espresse dai valori di - 1,0, + 1, quali valori di spin. 

La divisione in due raggi, si otterrebbe perche il fotone virtuale potrebbe colpire gli elettroni 
superficial! del cristallo sia in fase che in contro fase cioe sotto forma di spin con il segno 
meno o con il segno piu. In altre parole si potrebbe avere un urto con un fotone o con un 
antifotone e questo provocherebbe una interazione di tipo diastereomerico. I due stati di 
transizione che precedono I'urto, avrebbero cioe energia differente poiche non avrebbero 
un piano di simmetria. Per gli esperti di stereochi mica, si sa che cio porta ad avere due 
stati di transizione che hanno due energie different e due comportamenti diastereomerici 
different in tutto e e per tutto tra loro. Una delle particolarita sarebbe I'indice di rifrazione 
del fotone e dell'antifotone che verrebbero deflessi, all'interno del cristallo in due direzioni 
different nel tentativo di mantenere, nell'istante dell'urto, la simmetria dell'intero sistema 
invariata. Subito dopo I'interazione, ed il cambiamento di direzione, sia i fotoni che gli 
antifotoni tornerebbero ad interconvertirsi gli uni negli altri, dando origine pero a due gruppi 
di fotoni virtuali entangled fra loro; tutto cio farebbe si che, mentre il fascio di fotoni virtuali 
che appaiono come fotoni, vanno in una direzione, I'altra fascio di fotoni virtuali appaiono 
in contro fase e hanno una altra direzione spaziale. L'osservatore vede solo due fasci di 
fotoni virtuali ma non si accorge dell'enfang/emenf tra i due tipi di fotoni virtuali, che 
costituiscono due parti di un fenomeno, che continua a mantenere un piano globale di 
simmetria. 

La reinterpretazione dei dati sperimentali. 

La luce viene definita come un campo elettromagnetico in cui, il vettore campo elettrico, 
oscilla perpendicolarmente al vettore campo magnetico. L'oscillazione globale va in tutte le 
direzioni. Quando faccio passare la luce in un filtro polarizzatore, polarizzo la luce che 
viene rigettata tutta indietro tranne quella che oscilla lungo un asse. 



luce mftirale 



analizzatore: 


y 

polarizzatore 


polarizzata 


La luce cosl polarizzata viene fatta passare attraverso un cristallo di calcite (non lineare). I 
fotoni polarizzati +1 prendono una direzione differente da quelli polarizzati -1, ma essendo 
che essi sono virtualmente non differenziabili, quando vengono riuniti, dopo un passaggio 
attraverso un altro cristallo di calcite in contro-fase, ridanno un unico raggio di luce i cui 
fotoni sono ancora polarizzati nello stesso modo di partenza Vedi illustrazione seguente).. 
Prendiamo N fotoni con propriety A che incidono su due cristalli di calcite (Ideali) allineati 
e disposti uno inversamente all’altro. Tutti gli N fotoni trasmessi emergono dal secondo 
cristallo con proprieta A, ossia vengono trasmessi da un polaroid analizzatore orientato 
verticalmente. 

Tale comportamento e diverso da quello di un insieme di N fotoni dei quali: meta con 
proprieta □ e meta con proprieta 0 . Solo meta di essi (in media) verrebbe trasmesso dal 
Polaroid analizzatore. http://www.fisica.uniud.it/URDF/interreg/quanto/schede/sch19i.htm 
Data la corrispondenza tra cammino e polarizzazione, il diverso comportamento dei due 
insiemi di fotoni comporta I’impossibilita di attribuire una traiettoria al fotone 




Fotoni con proprieta A incidono sul sistema dei due cristalli inversi. 

Le previsioni fatte in base all'ipotesi A differiscono dagli esiti sperimentali 


In altre parole i fotoni virtuali polarizzati costituiti da fotoni ed antifotoni, si dividono in due 
raggi che subito dopo ritornano ad oscillare, mostrando solo le particolarita virtuali di un 
fotone senza massa. I due raggi di fotoni sono pero entangled fra loro e dunque pur 
continuando a vibrare sullo stesso piano sono in contro-fase tra loro. Questo vuol dire che, 
uscendo dai due cristalli, saranno esattamente come sono entrati L'eventuale differenza 
che esiste tra i due tipi di fotoni virtuali e che essi, pur apparendo identici, al di sotto del 
tempo di Planck, mostrano una polarizzazione lungo I'asse della energia di evideon 
opposta di 180 gradi (ma vibrano nello stesso piano e non sono differenziabili da una lente 
polarizzatrice. II cristallo di calcite interagisce con i fotoni virtuali solamente distinguendoli 
in due sottogruppi che, subito dopo, tornano ad essere indistinguibili se non fosse che 
sono entangled da quel momento, fino a che rimangono divisi. II polarizzatore non potra 
mai distinguerli, anche se sono diversi. 


















































I risultati di questa fisica sarebbero in accordo con I'esistenza di un fotone virtuale fatto in 
realta di due forme limiti di risonanza: altrimenti non si vede perche il cristallo di calcite, 
dovrebbe separare due stati quantici di polarizzazione del fotone essendo essi legati ad 
una particella simmetrica, che non avrebbe la sua antiparticella. 

La separazione dei due raggi invece mostra come si possa ottenere la separazione 
enantiomorfa della miscela racema dei fotoni, utilizzando un cristallo di calcite che si 
comporterebbe come una colonna cromatografica chirale; la miscela di fotoni ed antifotoni 
si comporterebbe come una miscela di enantiomeri durante una separazione su colonna 
Chirale. http://www.chimicamo.org/chimica-oraanica/risoluzione-di-una-miscela-racemica.html 

Approfondimento. 

A questo punto e necessario un approfondimento per il lettore non avvezzo ad alcuni 
termini tecnici che abbiamo usato fino ad ora. Due oggetti definiti come uno I'immagine 
speculare dell'altro sono enantiomorfi e sono distinguibili solo perche, non avendo un 
piano di simmetria, non hanno le immagini speculari che si possono sovrapporre. Tutte le 
altre propriety sono identiche. Non sono dunque separabili o distinguibili in nessun modo. 
L'unico modo per farli comportare diversamente e farli interagire con qualcosa di non 
simmetrico. In quel contesto la cosa non simmetrica che interagisce con una enantio 
forma o con I'altra, crea una coppia che si definisce diastereoisomerica. I diastereoisomeri 
sono diversi in tutto e dunque sono separabili ma soprattutto hanno energie di interazione 
different e questo porta ad alcune interessanti conseguenze come che una interazione sia 
piu favorita, in termini energetici (cinetici), dell'altra. 

Piu i diastereoisomeri si differenziano in simmetria e piu differente e I'energia necessaria a 
farli interagire. 

Facciamo un esempio semplice. Sappiamo che i fotoni interagiscono con gli elettroni 
superficial! del materiale con cui vengono a contatto. Sappiamo che per I'impostazione 
evideonica, un elettrone, cioe un leptone, e costituito di un fotone legato ad un antifotone 
(Vedi Evideon). Dunque il leptone non e simmetrico e quando interagisce con un fotone 
virtuale, tale interazione avra due possibili percorsi. 

Fi-F* + F v «-» Fi—F*--F Fi + F*-F (fotone e positrone) 

F v + Fi-F*<-> F*--Fi-F* ->■ F* + F*--Fi (antifotone e elettrone) 

F v =Fotone Virtuale, F*=Antifotone, Fi= Fotone di energia 1, F-F*=Elettrone, F*-F= Positrone, F-F*-F=Quark, F*-F-F*=Anti Quark. 

I due processi sono enantiomorfi e hanno la stessa probability di accadere; ma se uno dei 
due processi accade, deve per forza svolgersi parallelamente anche il secondo, altrimenti, 
localmente, la simmetria viene distrutta. Questo vuol dire che nella realta virtuale di 
Evideon ci sono alcuni processi che non possono accadere se non in coppia con i loro anti 
processi e questo accade quando si cerca di far reagire tra loro particelle subatomiche 
composte, nella loro totalita, da un numero dispari di unita fotoniche ed o antifotoniche, 
come in questo caso. (Vedi Appendice 2) 

Questo e il motivo fondamentale del perche i quark non possono esistere da soli, essendo 
costituiti da tre unita, due fotoniche ed una antifotonica. Invece i quark si trovano sempre 
in compagnia dei loro antiquark (nei mesoni). L'entanglement quantistico e una 
conseguenza di questo aspetto della fisica dell'universo virtuale poiche la prima cosa che 
accade e la separazione in due parti della Coscienza. 

In questo contesto, I'interazione di un solo fotone con un elettrone, e possibile solo se si 
ammette che il fotone che reagisce con I'elettrone gli ceda tutta la sua energia. In altre 
parole il fotone si aggancia all'elettrone ed annulla il suo asse delle energie, facendo 
elongare i due assi delle energie della parte fotonica ed antifotonica dell'elettrone. In altre 
parole il fotone non si aggancia ne come fotone ne come antifotone ma come fotone 



virtuale, cioe come una specie senza asimmetria ma con un piano speculare, fornendo un 
elettrone che ci appare con una enerqia piu elevata. 



Questo oggetto presenta quasi le stesse caratteristiche dell'elettrone di partenza (ha la 
stessa simmetria ma ha energia differente poiche il contributo energetico del fotone di 
partenza, sotto forma di lunghezza del suo asse delle energie, si e redistribuito sull'asse 
della componente fotonica dell'elettrone stesso, (allungando I'asse stesso) e quando torna 
alio stato energetico di base, pud effettuare il processo inverso cioe eliminare un fotone di 
opportuna energia (riformare il fotone con asse delle energie non nullo). II fotone virtuale 
che si e agganciato all'elettrone, come vedremo in seguito, ha liberta di movimento 
rotazionale sopra e sotto il suo piano orizzontale e questo bending, provoca la capacita di 
staccarsi facilmente, rispetto ad una struttura rigida come il quark (vedi in seguito). 

II fotone virtuale, se si aggancia all'elettrone dalla parte fotonica o dalla parte antifotonica, 
pud produrre una identica specie intermedia (vedi Appendice 3) che si interconvertira in un 
elettrone a piu alta energia. 

In realta noi vediamo solo I'effetto finale di questi due processi; la fisica quantistica teorica 
dimostra che se I'antifotone esiste, non solo ha elicita diversa da quella del fotone ma la 
sua elicita (spin) gli impedisce per le regole di simmetria di agire sulla materia come fa la 
sua forma fotonica, con la stessa probability (Vedi Appendice 3). 

Dunque noi vediamo, nella nostra semi realta, solamente un fotone che, se colpisce 
I'elettrone dell'orbitale Is dell'atomo di idrogeno, lo fa saltare da un livello quantizzato con 
numero quantico principale eguale ad 1, ad un livello quantizzato superiore con n = 2. 
Proprio come previsto dalla visione evideonica. Quest'ultima pero e in grado di formulare 
I'ipotesi di dove finisca il fotone che in questo processo sembra scomparire e che invece 
rimane incollato, nella sua forma planare, all'elettrone stesso, pronto ad essere riemesso 
quando il processo contrario accade. II contrario accadra nell'anti atomo di idrogeno, come 
supposto dalla letteratura scientifica. (W. Perkins, "The Antiparticles of Neutral 
Bosons," Journal of Modern Physics, Vol. 4 No. 12A, 2013, pp. 12-19. 

doi: 10.4236/jmp.2013.412A1003). 

Interazioni fra fotoni ed elettroni. 

Ma i fotoni interagiscono fra loro? 

Tecnicamente se i fotoni non avessero massa essi dovrebbero passare uno dentro I'altro 
senza urtarsi ne avere alcuna interazione fra loro e questo e quello che effettivamente 
potrebbe accadere se, i fotoni che interagiscono, sono virtuali nell'istante in cui I'asse 



dell'energia (nell'Evideon I'asse verticale caratterizzato dai colori verde e magenta) e nullo. 
In quel momento infatti il fotone e I'antifotone sono la stessa cosa poiche hanno un piano 
di simmetria (il piano spazio temporale) che permette totale sovrapposizione tra le due 
formule limiti di risonanza (fotone ed antifotone). Sperimentalmente sembra infatti che se 
io prendo due raggi laser e li incrocio fra loro i due raggi sembrano non avere interazione 
fra loro, confortando I'idea che il fotone non abbia massa. 

Purtroppo, anche se la fisica dice cio, esistono numerose sperimentazioni e lavori teorici 
che dimostrano tutto il contrario. 

Come e possibile che un fotone venga attratto dalla gravitazione se esso, non avendo 
massa, non e soggetto alia forza di gravita? 

Einstein, per scavalcare questo problema sostiene che lo spaziotempo si piega sotto 
I'interferenza di una grande massa. Essendo che il campo di esistenza del fotone e 
relegato al piano spaziotemporale, il fotone scivola su di esso e risentendo della piegatura 
di quest'ultimo, da I'impressione di cadere nella buca provocata dalla massa di un corpo. 
Qualcosa pero non torna. 

Paul Dirak, sostiene che non e necessaria una grande massa per distorcere o dare 
I'impressione che il campo spaziotemporale si pieghi. 

Secondo i calcoli infatti basta il nucleo di un atomo pesante come il Mercurio, per far si 
che I'elettrone dell'orbitale Is di questo 
elemento, vada ad una velocita pari a circa un 
quarto della velocita della luce, (la velocita di 
talee elettrone sarebbe infatti data dal numero 
atomico del Mercurio moltiplicato la costante di 
struttura fine dell'universo pari a Z x Alfa = 

80/137) Tale alta velocita, produrrebbe una 
contrazione spaziotemporale degli orbitali 
atomici di forma sferica di tipo “s” che 
schermerebbero il nucleo deH'atomo, 
producendo un rigonfiamento degli orbitali di 
differente geometria come gli orbitali “2p” e “d”. 

Tutto cio, ampliament e documentato dai lavori 
scientifici produrrebbe la liquidity del mercurio. 

2013, DOI: 10.1002/anie.201302742 ). 

Ma questo vuol dire che non e I'effetto della massa a produrre una alterazione forte del 
tessuto spaziotemporale. 

Ma la teoria della relativita che validita possiede? 

Albert Einstein e un nome molto conosciuto perche premio Nobel per la Fisica non per la 
teoria della relativita, come qualcuno crede, ma per I'effetto fotoelettrico, che e tutta 
un'altra cosa. 

Come comprese Einstein, riprendendo la teoria di Planck, I’effetto fotoelettrico evidenzia la 
natura quantistica della luce. Nella radiazione elettromagnetica I’energia non e distribuita 
in modo uniforme sull’intero fronte dell’onda ma concentrata in singoli quanti (pacchetti 
discreti) di energia, i fotoni, ed ogni fotone interagisce singolarmente con un elettrone, al 
quale cede la sua energia. Affinche cio si verifichi, e necessario che il fotone abbia 
un’energia sufficiente a rompere il legame elettrico che tiene legato I'elettrone aN'atomo. 
Questa “soglia minima” di energia del fotone si determina in base alia relazione 
di Einstein: E = h-(c/A) (dove “ h ” e la costante di Planck, “ A ” e la lunghezza d'onda e 
“ c ” la velocita della luce). Sicuramente la teoria della relativita e qualcosa di piu ampio 
impatto perche rappresenta o vuole rappresentare un descrittore di tutto I'Universo mentre 
I'effetto fotoelettrico rappresenta solo un comportamento che descrive I'interazione tra 
fotoni ed elettroni superficial!. 



( F Calvo et al, Angew. Chem., Int. Ed.. 



Come mai la massima onorificenza scientifica conferita ad Einstein non parla della 
relativita? In altre parole, il riconoscimento scientifico ad Einstein viene dato per una 
scoperta che permettera a Compton di scoprire I'omonimo effetto. L'esperimento di 
Compton consisteva nell'invio di un fascio collimato di fotoni (raggi X con A = 0,0709 nm) 
su un bersaglio di grafite, e nell'osservazione dello spettro dei fotoni diffusi e quindi della 
loro lunghezza d'onda (A). 

Quello che vide il fisico statunitense fu che, oltre all'emissione di fotoni della stessa A, vi 
erano anche raggi X di lunghezza d'onda maggiore (in media di 0,0731 nm), e quindi di 
frequenza minore (meno energetici). Inoltre I'aumento assoluto della lunghezza d'onda 
della radiazione diffusa, per un qualsiasi angolo di diffusione, era indipendente dalla 
lunghezza d'onda della radiazione incidente. 
http://www.lucevirtuale.net/percorsi/b3/effetto_compton.html 



Nel 1923 Arthur Holly Compton realizzo il seguente esperimento. Egli indirizzo un fascio 
monocromatico di raggi X contro un bersaglio di grafite e analizzo le propriety della 
radiazione in uscita. I dati sperimentali mostrarono che la lunghezza d'onda A f della 
radiazione diffusa finale e maggiore della lunghezza d'onda A della radiazione incidente; la 
differenza A f - A, inoltre, dipende dall'angolo 0 ungo la cui direzione la radiazione viene 
diffusa. Come per I'effetto fotoelettrico e per il corpo nero, questo risultato e 
incomprensibile sulla base delle leggi della teoria ondulatoria classica della luce, secondo 
la quale i raggi X incidenti dovrebbero essere diffusi in tutte le direzioni, con la medesima 
lunghezza d'onda, contrariamente ai risultati sperimentali. Compton stesso riuscl a 
spiegare questo comportamento dei raggi X. 

Egli fece ricorso alia teoria della relativita ristretta e, soprattutto, suppose che i raggi X, 
nell'urto con gli atomi della grafite, si comportassero come delle vere e proprie 
particelle dotate di energia e di impulso (cioe di massa). 

Se la teoria di Einstein sulla relativita fosse errata allora I'effetto Compton dovrebbe 
cercare altrove le sue spiegazioni, e siccome sia I'effetto fotoelettrico che i dati scoperti da 
Compton, riguardano una forte interazione fra un fotone privo di massa ed un elettrone 
considerato una particelle indivisibile, ci potrebbe invece essere una diversa spiegazione 
con la visione evideonica dell'universo. 

Che la teoria della relativita sia errata lo pensano oggi in molti, anche se in genere, non si 
ha il coraggio di dire quello che si pensa perche andare contro I'idea che abbiano dato un 
Nobel a qualcuno che aveva sbagliato, quasi tutto, non e oggi di moda. 

L'equazione della relativita di Einstein non sarebbe, in realta, di Albert Einstein, bensi di un 
matematico autodidatta italiano, Olinto De Pretto. 

La sconcertante rivelazione arriva dal serissimo giornale inglese “Guardian” che gia otto 
anni fa aveva raccontato la genesi della celebre formula della relativita (il tempo e il 
movimento sono relativi alia posizione deN’osservatore, se la velocita della luce e 











costante), altrimenti conosciuta come E=mc 2 (I’energia e uguale al prodotto della massa 
per il quadrato della velocita della luce) e che ha riproposto la controversa questione circa 
la primogenitura dell’equazione forse piu famosa al mondo. In realta la famosa formula E = 
me 2 non e stata nemmeno scovata da Einstein come riporta, in un articolo di giornale, 
Simona Marchetti, ill3 aprile 2007, sul Corriere della Sera: “Stando a quanto si racconta, il 
23 novembre del 1903 I'italiano De Pretto, un industriale di Vicenza con la passione per la 
matematica, avrebbe pubblicato sulla rivista scientifica “Atte”, un articolo dal titolo “Ipotesi 
dell’etere nella vita delI’Universo”, in cui sosteneva che “la materia di un corpo contiene 
una quantita di energia rappresentata dall’intera massa del corpo, che si muovesse alia 
medesima velocita delle singole particelle”. Insomma, la celebre E=mc2 spiegata parola 
per parola, anche se De Pretto non mise la formula in relazione con il concetto di relativita, 
ma con la vita dell’universo. 

Secondo la ricostruzione fatta dal professor Umberto Bartocci, docente di Storia della 
matematica all’Universita di Perugia, questo difetto nell’impostazione di De Pretto sarebbe 
stato il motivo per cui inizialmente il significato dell’equazione non venne capito. Solo 
successivamente, nel 1905, lo studioso svizzero Michele Besso avrebbe avvisato Albert 
Einstein del lavoro svolto due anni prima da De Pretto e delle conclusioni alle quali era 
arrivato, che il geniale fisico e matematico avrebbe poi fatto sue, senza tuttavia attribuire 
alcun merito all’italiano. Questa, ovviamente, e la 
tesi di Bartocci, alia quale il professore ha 
dedicato pure un libro, pubblicato nel 1999 da 
Andromeda:Albert Einstein e Olindo De Pretto - 
La vera storia della formula piu famosa del 
mondo, dove viene appunto spiegata la teoria 
della “contaminazione einsteiniana” ad opera di 
De Pretto, morto nel 1921. «De Pretto non scopri 
la relativita - ha riconosciuto Bartocci - perd non 
ci sono dubbi sul fatto che sia stato il primo ad 
usare I’equazione e questo e motto significativo. 

Sono anche convinto che Einstein usd le 
ricerche di De Pretto, sebbene questo sia 
impossibile da dimostrare». Nel corso degli anni 
ci sono poi state altre polemiche circa i contributi scientifici che avrebbero permesso ad 
Einstein di scoprire e rendere pubblica la rivoluzionaria formula nel 1905 e fra questi, 
particolarmente importanti si dice siano state le ricerche del tedesco David Hilbert. 
Sembra, perd, impossibile porre fine alia controversia e nemmeno Edmund Robertson, 
professore di matematica dell’Universita di St.Andrew, e riuscito nell’intento: «Una grande 
parte della matematica moderna e stata creata da gente a cui nessuno ha mai dato 
credito, come ad esempio gli Arabi - ha raccontato Robertson al Guardian - Einstein pud 
avere preso I’idea da qualcuno, ma le idee stesse arrivano da ogni parte. De Pretto merita 
sicuramente credito per gli studi che ha svolto e il contributo che ha dato, se queste cose 
si possono provare. Ma cio non toglie, comunque, che la genialita di Einstein resti 
indiscutibile». 

II dubbio persiste, le polemiche pure, la sola certezza e proprio quell’equazione E=mc 2 , di 
cui tutti, almeno una volta, hanno sentito parlarel. Discover di Marzo 2012 pubblica le 
ricerche di alcuni scienziati che rivedono totalmente le idee di Einstein. Recenti studi 
effettuati sugli appunti originali di Einstein mostrano una serie di gravi errori che lui 
avrebbe effettuato . Cosi appare e cos] viene dichiarato con una frase che non lascia 
alcun dubbio interpretative: “Einstein's theory of relativity is arguably the 20th century's 
greatest idea. But not everything he did was right: Some newly uncovered work from the 
brilliant physicist was wrong. Really, really wrong. “ Cosi dichiara Jeoff Brumeiel il 14 






Marzo del 2014, http://www.npr.org/2014/03/20/2914Q8248/einsteins-lost-theorv- 
discovered-and-its-wrong 


Is Einstein's Greatest Worh All Wrong 
—Because He Didn’t Go Far Enough? 

From a farmhouse in the English countryside, gentleman scientist 
Julian Barbour plots to take relativity to its logical extreme and 
redefine the very nature of gravity, space, and time. 

ByZeeye Mer&E | Tuesday, May Q1 , 2012 


Inoltre misure piu precise effettuate con apparecchiature piu sofisticate dimostrano 
chiaramente che la teoria di Einstein deve essere rivista. Per esempio i rapporti tra masse 
di particelle subatomiche non sembrano essere costanti ma fluttuano nello spaziotempo di 
Einstein, al contrario di quanto previsto dalla sua teoria. 

http://www.npr.ora/2013/08/22/214186448/the-worlds-most-precise-clock-could-prove- 

einstein-wrong 



Un dbcente di storfo della malematica sastiene che ta sooperta del fisico tettesco| 


II giallo della formula di Einstein 


to scienziato passato alia storia per la 
'teoria della reJativita’' pubblico i prima 
risultati nel 1905- Oggi si a scoperto che 
gia un anno prlma il vicentino 01 into 
De Pretto era giunto alia sue conclusion! 


C lK- «lt|u-iH'!|ll. 1 , K w- 
Iti... It All^n [jin- 
Sleia Tilenuw if pin jc«n- 

ck- eetthi <kila. fcj'iiJ mi i- 
£cmu. viiichorc del Pramio Niv 
bel nel I '>21 per iver KupePm l^i 
"h-driu -delta cClalivjti", efs for* 
Wl Ktgumilillc jruLii/iufui t^isi 

rflj« due. pile ill rHj&jun^n; I j 

jdulia. ACilpiuitAiUi c I a tin 

Stidi [di s*udi di irno aekruiam ii»- 

I io iVj pOCi) rtflio, luk' Ulrflh-. LK 
I^eIIlV, Ul SdiKi in prnvinem ill Vi- 
Djriin. Delhi hirJurdinarin lalcnin. 
ill De PrcllO -rt e venuii a Ocuiii- 
Hicrrii sftln lira. si It^gt il li 
hrudcl prtrftimr Umherlf Bit. 
LoccL, 'Alt*trt Eirfilcin ■: CHirr.ii 
De ?.rdb:i. La vena Menu ddli far- 
mala piu famuM i£d miaida ', i 
dutiji. buD'a-fi--jsfn^iiiraafci" la 
formula di parle di Linritin si 
rilforcaniu. Lu formula t la rclc 
btrriini E=spil— al li trine della 
lutiria Ualla rrl.il.vilri, l CkirUscci. 
dOcxmlE lii slrceia dalla rnaccmuli- 


aalli. >uu prrwipiile minkhe (iliilj- 
ra cl^I'andmip & laminin. 
Ijisigpuci (Sfinicalk av Heqjrsin- 
redi filw.inii.Ml ci ekserke l'un- 
brhp: nOliim.1 De Pmiinw un 
yranii risenum cheSraMtHW min 

puiIt Jells via I 4ir|i'ilE. 

di dlhJi.wiu umniMii^.iii'.vi pn&Ai 
r,x hinderlii dsH frolrlln Siulac de- 

dkandutd all" sILdiij. dalle pii 
svaiiiEU imilLtia: I'lBarii. la ai-si- 
luatu. rCillMhinliL la liaiCa... li 
ajo irarallara. per nalura ehinMj, li 
aptiVS ciMi la Lie mi diSinwilturi 
Lsmidis uia in elimp.i.anii deali 
amid. Lorefaduli nri druli ciieu, 
rail cippmc durinlr la cicurskim 
i n numlauniL. i'uniLij svaspc' dit 
£>liiit-:i si ciHfaduva. Ncllc vac- 
thic It'lleEr a nd LkioinErti dht 
pasKLiij viana daliniluauniL ue 
earn r pnrpria uanliluncnn: ■: it ilia 
la. educiin, im-iila. Mem si £ mai 
spiualiVma m eei aim I'.'ri: tini- 
LtiiiTia dtlla lamii^EL L» si Lifii. 
sd: itilln splLmilicti rippiWa lire 





In ogni caso, molti sono i dubbi che, di giorno in giorno, si affacciano alia ribalta del 
mondo fisico, che cominciano a incrinare I'idea della reale esistenza di una relativita legata 
alia piegatura di un campo, quello spaziotemporale proposto da Einstein, che pare non 
credesse alia teorie dei campi. http://www.npr.Org/blogs/13.7/2011/09/28/140839445/is- 
einstein-wrong 

Marco De Paoli scrive nel suo libro: “Sui fondamenti della teoria della relativita, che 
domina la scena della fisica contemporanea, rimane la necessity di una piu adeguata 
riflessione epistemologica. 

La riflessione si amplia in una approfondita analisi della cosmologia imperante da decenni 











che, saldatasi alia cosmologia einsteiniana, ha progressivamente imposto I'inverosimile 
teoria di un universo in espansione a parti re da una misteriosa "singolarita" creatrice 
esplosa con il cosiddetto Big Bang. 


austral iani 
mette in 
dubbio la 
famosa 
«costante» 
universale 


Tale teoria si e potuta imporre solo attraverso una lettura unilaterale e riduttiva dello 

spostamento verso il rosso della luce galattica e della 
«RimUZIONE» NELLA FISICit radiazione di fondo diffusa nell'universo, mentre gli 

stessi dati sembrano aprire ad altre piu plausibili 
interpretazioni alternative” Ma ancora altri fisici 
Sfidando leggi cominciano a rivedere I'idea della piegatura dello 
W ^ sdentifiche spaziotempo, fornendo nuove ipotesi di lettura dei 

BVl m consolidate, fenomeni fisici legati alia gravitazione. II noto 

r un gruppo di matematico e fisico Fock a riguardo della relativita si 

fisici esprime cosi; "It is... incorrect to call Einstein's theory of 

austral iani gravitation a 'General theory of relativity' all the more 

mette in since 'The general principle of relativity' is 

, ,, , impossible under any physical coditions”. Inoltre, in 

V m ^ U1 <! un articolo dal titolo “What is wrong with 

iamosa relativity?’ Bulletin of the Institute of Physics and 

«COStante» Physical Society, Vol. 18 (March, 1967) pp.71—77, G. 

universale Burniston Brown demolisce quasi tutti gli aspetti della 

teoria relativistica. 

La luce ha perso veiocita h ttp;//homepaae.ntlworld.com/academ/whatswronawithr 
vacilla la teoria di Einstein iativity.html 

stowey P arole semplici qualcosa nella relativita non funziona 

eg? 31 * 1 *y«iw^tie[iaaua.wm*cthA e quello che non funziona e sempre legato a previsioni 
mwidiiicflsi.aquestsdomi3nd».«i»cu^ir«iKUiisu»ri»tiL-i- legate alia massa dei corpi. La materia oscura e le 
raw,viewo™incrmatada um studiesanstdiisaow, previsioni sulla sua quantita, le interrelaziom tra fotone e 

sua massa apparente, i, rapporti fra massa di neutroni e 
a^®S^^^S^ a ,^lprotoni, la formulazione di un ipotetico Big Bang in 
T«r^“Z te relazione alia qualita e quantita della radiazione di 
"TV^T? f L fondo. il Red Shift delle galassie, la non trascurabile 

^ u <hWBte, M mpreji^jtiv ! }',rj!iu>ii!tfiiTU<}iei)rTjpri«t4(ici-mancata relazione tra relativita e quantistica, dove il 

leeni^ionipitn'^wnUdjunalcintanAfius^r^oljCtitfrtoli- . r ( , .... , 

tfidiradtazionisimiiianiie!ierthin*sifci]a), nodo fondamentale e una gravito quantistica che non 
nnuianit di EJini peranj^realiaT^rra. riesce a vedere la luce e soprattutto la natura del fotone 
^ D “ a ^^ atk,wie,lsiche ^ Lnona - classico che si comporta come se fosse un oggetto in 

a massa variabile, rende la relativita piuttosto 
incompleta. Quando il fotone ha alta energia interagisce 

■ At*nmi]iirii«con la materia e quando ha bassa energia ci passa nel 

aniu Lu-cn-fa a o££i .la vefloCftA ddLa luce?, la HunbJ&faLCiK nel- 1 ... 

iafattepecieabbiacioefaLientato.oppTii^hisoeiaifwnim- mezzo. La stessa struttura dello spaziotempo si piega 
oosiamti*«5acrsj*deltaftetcamiKenjpoKinca,Fm <i*isat' sotto la massa: oppure e la sua piegatura che produce 
w™S^raS^fSl'effetto della massa, fa ricordare molto I'assenza di 

dualita nell'universo evideonico, dove la causa e I'effetto 
1 sono esattamente la stessa identica cosa, lo stesso 

<U piramvire a una randiisinne'defirilira, ma 5ecanifcr- ©VentO, VistO in mOdO duale, SOlO per la pOStulata 

■ ruevslb Davies. L ipoHsLdiujiEvanaKUJiiedirJLa^'ie- , ... 

imiu«iLw;cbi5osiicrebiKrjvciferifciDc]-aiiiaiionBitLEi presenza di un tempo che sembra, per il fisico, Bohm 

sktf. piCi rota al inondo: E-mcS - a wiero, Tcner^ift e pari ails 
im^mbULpJS^a&perlavehKLtailellAlkiEefllquadirBlG. non eSIStere. 

Fondamentalmente il nodo sta tutto nel concepire una 
energia che si comporta come massa o viceversa, tanto da far considerare un fotone o 
come un proiettile o come una onda. Ma se il fotone e solo un campo elettromagnetico, 
come fara ad interagire con un campo gravitazionale in una teoria che prevede che una 



piegatura spazio temporale pud esistere solo se esiste una massa? Eppure i fotoni, 
nell'effetto fotoelettrico, “sbattono” contro gli elettroni talmente fortemente, da spingere, 
secondo la teoria di Compton, a far schizzar via I'elettrone con un angolo ed una traiettoria 
particolari. Ma se la teoria della relativita e sbagliata allora anche la spiegazione dell'effetto 
Compton lo e e soprattutto come si spiega nell'effetto Compton che il fotone deflesso in 
uscita si comporti come un proiettile che ha una energia minore del fotone in entrata?. 
Dove va a finire I'altra energia?. 

Ovviamente se I'elettrone avesse la struttura proposta in Evideon ed il fotone fosse un 
fotone virtuale in oscillazione con il suo antifotone, molte cose si potrebbero spiegare 
agevolmente. L'elettrone non sarebbe puntiforme, I'urto potrebbe essere anelastico ed a 
seconda di come il fotone virtuale colpisce I'elettrone, ecco scaturire angoli differenti di 
uscita del nuovo fotone (che non sarebbe quello che ha urtato I'elettrone ma quello che 
prima era legato all'antifotone che costituiva I'elettrone stesso). In altre parole, un fotone 
virtuale, nella sua configurazione fotonica (non antifotonica), colpisce I'elettrone (fotone 
antifotone legati assieme). II fotone proiettile si aggancia all'elettrone, cedendo la sua 
energia che, a sua volta, libera un fotone con energia eguale o minore di quella posseduta 
dal fotone incidente. Siccome I'asse delle energie del fotone incidente oscilla tra due valori 
quantizzati -L, e +L (con L = lunghezza dell'asse delle energie), il fotone uscente avra 
angoli ed energie differenti: eguali o piu basse della energia massima consentita per un 
fotone od un antifotone in valore assoluto. (per una soluzione banale del problema vedere 
qui: http://www.ilmondodelletelecomunicazioni.it/araomento.php7id lezione=56&id capitolo=445 .) 

Fotoni che interagiscono tra loro. Uno viene assorbito e I'altro inverte la rotta e 
torna indietro nello spazio. 

Non solo la fisica prevede che i fotoni possano interagire con la materia ma anche tra loro 
ed anche in modo forte. Alcuni ricercatori della Universita di Vienna, nel novembre del 
2014, sono riusciti a far interagire due fotoni che, passano assieme dentro un opportuno 
risuonatore, che puo accettare I'entrata di un solo fotone. L'assorbimento di un fotone nel 
risuonatore e I'inversione di rotta dell'altro che torna indietro nello spazio, creando un 
entanglement fra i due fotoni, sembra essere quello che accade. Secondo il modello 
evideonico, questo vuol dire che un fotone sta ruotando il suo spin in controfase rispetto 
all'al 



http://io9.com/in-this-imaae-two-photons-interact-heres-why-its-grou-1654502848 
Ma anche prima di questi esperimenti altri ricercatori erano riusciti nel 2007, a livello 
teorico, a verificare che i fotoni possono interagire fra loro, se hanno opportune alte 




energie. http://arxiv.org/pdf/quant-ph/0301146.pdf . 

Nel 2013, alcuni ricercatori, fanno “sbattere assieme” (si dovrebbe dire “interagire”) due 
fotoni e ne ottengono un altro caratterizzato dalla somma delle energie dei primi due. 
(Nonlinear Interaction between Single Photons T. Guerreiro, A. Martin, B. Sanguinetti, J.S. 
Pelc, C. Langrock, M. M. Fejer, N. Gisin, H. Zbinden, N. Sangouard, and R.T. Thew, Phys. 
Rev. Lett. 113 , 173601 - Published 22 October 2014). 




Delay 

HSPS2 


HSPS1 


http://journals.aps.Org/prl/abstract/10.1103/PhvsRevLett. 113.173601 


In questo articolo pero si mostra come due fotoni si possano sommare fra loro per creare 
un super fotone. Ma come spiegare che la somma di due fotoni dia fisicamente un solo 
fotone con energia differente? Cio significa che i fotoni si possono sommare solo sulla loro 
componente energetica. Una spiegazione di questa ipotesi e legata all'osservazione che i 
due fotoni sparati nella stessa direzione andando alia velocita della luce arrivano tutti e 
due alio stesso tempo sul rivelatore, altrimenti apparirebbero come due fotoni distinti. In 
quel contesto il rivelatore misura la media dei valori delle due energie facendo due misure 
contemporaneamente (non localita dello 
spaziotempo). In quel contesto un fotone 
che ha una lunghezza d'onda di 1551 
nanometri ed uno con lunghezza d'onda di 
1560 nanometri forniscono una lunghezza 
d'onda media di 1555.5 nanometri che 
equivale all'energia di uno solo apparente 
fotone. I due fotoni sono lo stesso unico 
evento e possono essere identificati come 
un solo fotone. Cio significa che 
possiamo sommare i fotoni o sottrarli 
tra loro sommando e sottraendo solo i 
valori degli assi verticali, delle energie, 
del fotone evideonico. L'energia totale, 
messa in gioco, appare essere la somma 
delle energie dei due fotoni, corrispondente 
ad una lunghezza d'onda pari a 777,75 
nanometri, approssimata a 778 nanometri, dato oggettivamente ottenuto. In questo 
contesto si pud anche prevedere il meccanismo di addizione di un elettrone ad un fotone, 
visto prima, dove il risultato finale e un elettrone che ha “allungato” gli assi della 
componente fotonica ed antifotonica di una stessa quantita derivante dal contributo 
energetico del fotone che si lega alia struttura elettronica, azzerando il valore del suo asse 






delle energie. Queste conclusioni portano a concludere che in una struttura elettronica, le 
lunghezze dei vari assi delle unita fotoniche possono subire variazioni interne, facendo 
salve le leggi della simmetria e la conservazione della energia. Questi dati spiegano come 
sia possibile che un fotone virtuale si agganci ad un elettrone (Vedi Appendice 3). Inoltre 
va notato come, da tutti gli esperimenti noti in letteratura, si evinca che: quando il fotone 
ha bassa energia non interagisce e si comporta come onda ma quando ha energia 
elevata, si comporta come particella, con urti elastici. 

Un interessante punto di vista sulla massa del fotone e espresso in Optiks (Evaluating the 
gravitational interaction between two photons M.A. Grado-Caffaro*, M. Grado-Caffaro 
Scientific Consultants, C/Julio Palacios 11, 9-B, 28029 Madrid, Spain.). 

In questo lavoro, utilizzando I'equazione di Klein Gordon si calcola I'energia gravitazionale 
che un fotone eserciterebbe su un altro fotone di energia differente, sostenendo che la 
massa apparente a riposo del fotone e non nulla. 

Al di la del complesso formalismo matematico, gli autori, sostengono che: 

On the other hand, we define the gravitational energy of interaction relative to rest-mass 
between the two photons as 

Uo(r) =-Gm 2 0 /r. 


Moreover, given that the photon rest-mass is wavelength dependent, one has for a given 
wavelength: 


m(0 = 


v'l-MA.O/c ) 2 


Nell'articolo si considera m ed m' le masse dei due fotoni che interagiscono tra loro e si 
dichiara che: m = (hc/X)/c 2 = h/(?ic) e m' = (hc/A, + e))/c 2 = h/c(>.+ s), dove h e la costante di 
Planck, Lambda e la lunghezza d'onda del fotone di massa m ed epsilon e la differenza fra 
le lunghezze d'onda tra i due fotoni e c ovviamente, la velocita della luce. 
http://www.sciencedirect.com/science/article/pi/S00304026120Q1775 
In altre parole si considera che un fotone sia come una particella che ha una massa 
apparente dipendente dalla sua frequenza. In accordo con la visione evideonica del fotone 
si puo evincere che: non solo due fotoni possono gravitazionalmente interagire ma lo 
faranno solo se hanno energie elevate perche solo in quel caso avranno masse apparenti 
elevate. Ma ai piu sara sfuggita una particolarita interessante. 

Gli autori, per effettuare queste elucubrazioni, usano la formula di Klein Gordon. Per chi 
non lo sapesse, Klein e Gordon, tentano di applicare la formula di Schrodinger, 
opportunamente modificata, (che calcola la funziona d'onda dei Fermioni ed in particolare 
degli elettroni) per i bosoni (tra cui i fotoni), e creare un punto di unione tra la relativita di 
Einstein e la quantistica di Planck. 

Come pero ci ricorda la dottoressa Antonella Vannini, nella sua tesi di dottorato presso la 
facolta di Psicologia 1 della Universita di Roma “La Sapienza”, con una tesi dal titolo “Un 
modello sintropico della Coscienza”, “La stessa equazione probabilistica fondamentale, 
sviluppata da Max Born nel lontano 1926, contiene un riferimento esplicito alia natura del 
tempo e ai due possibili tipi di equazione di Schrodinger, una che descrive le onde 
anticipate e I'altra che descrive le onde ritardate. 

C'e un fatto importante: a parti re dal 1926, ogni volta che i fisici hanno preso I'equazione 
di Schrodinger per calcolare le probability quantistiche, hanno di fatto preso in 
considerazione la soluzione delle onde anticipate, quindi I'influsso delle onde che 
viaggiano a ritroso nel tempo, senza neppure rendersene conto. Nell'interpretazione di 
Cramer la matematica, a partire dall'equazione di Schrodinger, e esattamente la stessa 
dell'interpretazione di Copenhagen. La differenza sta, esclusivamente, nell'interpretazione. 
L'interpretazione di Cramer riesce nel "miracolo" di risolvere tutti i misteri e gli enigmi della 





fisica quantistica, rendendola, inoltre, compatibile con i presupposti della relativita ristretta 

La transazione tra onde ritardate, provenienti dal passato, e onde anticipate, 
provenienti dal futuro, da luogo ad una entita quantistica con proprieta duali 
onda/particella. La proprieta delle onde e conseguenza dell'interferenza delle onde 
ritardate e anticipate e la proprieta della particella e dovuta alia localizzazione della 
transazione. 

Questo miracolo si ottiene pero al prezzo di accettare che I'onda quantistica possa 
realmente viaggiare a ritroso nel tempo. A prima vista, cid e in aperto contrasto con la 
logica comune, che ci dice che le cause devono sempre precedere I'evento causato, ma il 
modo in cui I'interpretazione transazionale considera il tempo differisce dalla logica 
comune, giacche I'interpretazione transazionale include esplicitamente gli effetti della 
teoria della relativita. L'interpretazione di Copenhagen tratta, invece, il tempo in modo 
classico, potremmo dire "newtoniano", e questo e all'origine delle incongruenze che si 
manifestano oggi, come evidenziato dai lavori nei quali si tend di spiegare i risultati di 
esperimenti come quello di Aspect e della doppia fenditura. 

Cramer, in pratica, ha scoperto un legame motto profondo tra relativita e meccanica 
quantistica e cid rappresenta il nocciolo della sua interpretazione. ”. 

Ora Klein e Gordon nella loro formula, mettono in mostra il fatto che esistono due 
soluzioni per la funzione d'onda del fotone, una positiva e I'altra negativa, come 
evidenziato dai lavori di Caffaro citati prima. 

Nell'espressione relativistica, I'energia totale (che tiene conto dell'operatore energia 
cinetica e della massa a riposo) e cosi descrivibile:: 



Si potrebbe allora banalmente cercare una soluzione in maniera simile a quanto fatto con 
I'equazione di Schrodinger: 



ma in questo modo, quando si va a sostituire aH'impulso I'operatore “nabla”, ci si trova di 
fronte alia radice quadrata di un operatore. ( http://it.wikipedia.ora/wiki/Operatore_nabla ) 

L'idea per ovviare a questo inconveniente e quindi di proporre una sorta di quadrato di 
quest'ultima equazione: 


£ s €> = (p + m 2 ) <I> 


Ma cosi facendo si perdono tutte le soluzioni negative in modo totalmente arbitrario. In 
parole povere, per il fotone, esistono due funzioni d'onda: una che e negativa e va nel 
passato ed in direzione spaziale opposta a quella che ha energia positiva che va nel 
futuro. Tutto cid, detto in termini evideonici, vuol dire che la fisica moderna ha gia calcolato 
I'esistenza dell'antifotone ma ha scartato a priori la sua esistenza nonostante che la 
matematica e la simmetria dicano il contrario. http://en.wikipedia.org/wiki/Klein 
%E2%80%93Gordon_equation . 

L'antifotone avrebbe la caratteristica di muoversi in una dimensione dove I'entropia 
diminuisce (negentropia o entropia negativa, proposta da Erwin Schrodinger nel 1943 
e ripresa da Luigi Fantappie negli stessi anni). http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Fantappi 
%C3%A9 . 









Aspetti relativi al fotone nella realta evideonica. 

Dunque la fisica moderna non si accorge della esistenza dell'antifotone perche esso si 
interconverte alia velocity della luce nella sua immagine speculare, attraverso un rapido 
effetto tunnel. Le soluzioni matematiche che portano alia verifica teorica di questo evento 
vengono trascurate perche non comprensibili, solo perche la consapevolezza del fisico 
moderno non arriva ancora a comprendere che il fotone e come una medaglia di cui si 
vuol ostinatamente vedere solo una faccia. 

La fisica moderna vede dunque il fotone come una particella priva di antiparticella ma non 
e in grado di comprenderne il comportamento fino in fondo cercando soluzioni alternative 
a volte decisamente pittoresche. Se rivediamo gli esperimenti di collisioni effettuati fra 
fotoni e fotoni o fra fotoni ed elettroni ci accorgiamo invece come il modello evideonico sia 
in grado di sopperire a tutti i lack di comprensione. 

Un esperimento fra tutti, ci fa comprendere come le vecchie interpretazioni pittoresche 
anche fornite da eminenti scuole di fisica, cadano di fronte a banali obiezioni. 

In un articolo di qualche anno fa, Raymond Y.Chiao, Paul G. Kwiat e Aephraim M. 
Steinberg produssero un interessante esperimento che pubblicarono nel 1993 sulla rivista 
Nature. 

Fecero sparare da un cannone fotonico due fotoni, nati nello stesso momento, uno a 
destra ed un altro a sinistra verso due rivelatori di fotoni. 

I due fotoni viaggiando alia velocita della luce arrivarono entrambi ai rispettivi bersagli 
impiegando lo stesso tempo, poiche i due bersagli erano equidistanti dalla sorgente 
fotonica. In un secondo esperimento uno dei due cammini ottici fu modificato con 
I'aggiunta di uno specchio. 

Si spararono cento fotoni a destra, nel cammino libero e cento fotoni a sinistra nel 
cammino con lo specchio come ostacolo. I primi cento fotoni arrivarono in orario sul 
bersagli alia velocita della luce. I secondi cento fotoni rimbalzarono sullo specchio e 
vennero riflessi indietro. 

Ci si accorse pero che lo specchio non era perfetto e su cento fotoni, uno passava lo 
stesso attraverso lo specchio e proseguiva la sua traiettoria verso il secondo bersaglio. Lo 
specchio aveva evidentemente una riflettanza del 99%. 

Ebbene il fotone che riusciva a passare attraverso lo specchio, mostrava una velocita pari 
a circa 1,7c; viaggiava cioe apparentemente quasi al doppio della velocita della luce. Nel 
corso degli esperimenti ci si accorse che in alcune giornate, piu di un milione di fotoni 
riuscivano a passare lo specchio ed arrivare sul bersaglio prima dei tempi previsti dalla 
barriera della velocita della luce. 

La spiegazione ufficiale fu la seguente: “non e vero che i fotoni che sono passati 
attraverso lo specchio hanno superato la velocita della luce; il fotone e come una onda 
che rappresenta la probability di esistenza del fotone stesso. 

Non e dunque vero che lo specchio faceva passare solo un fotone su cento, riflettendo gli 
altri novantanove ma faceva passare un novantanovesimo di probability che il fotone 
passi, riflettendo o respingendo il novantanove per cento di possibility statistica che un 
fotone passi. Se si graficano le due curve gaussiane di probability, si scopre che la 
probability pari a 99% e come una tartaruga con un guscio molto grande rispetto alia 
tartaruga, cento volte piu piccola che rappresenta la gaussiana relativa all'1% di 
probability. 

Le due gaussiane-tartarughe vanno alia stessa velocita della luce ma sembra che la 
piccola arrivi prima perche il campanello d'allarme che indica I'arrivo sul bersaglio suona 
quando tutta la tartaruga e passata. 

In quel contesto sembra che la prima tartaruga cioe il'1% di fotone, ovvero un fotone su 
cento, che riesce a passare attraverso lo specchio, abbia superato la velocita della luce. 




http://astrolab.altervista.org/articoli/luce.html 


La vera spiegazione dell'evento. 

Sia i fisici che hanno scritto I'articolo scientifico che gli eventuali referee della rivista Nature 
non si ricordano pero di una propriety importante dei fotoni che, se presa in 
considerazione, invalida immediatamente la spiegazione ufficiale data dagli autori 
dell'articolo. Nella pubblicazione si dichiara che il fotone si comporta come onda al 
novantanove per cento mentre I'uno per cento passa dallo specchio e si comportera in 
seguito da particella. Purtroppo sia Born che Bohm sostengono, seppure in modo 
differente che i fotoni sono onde e lo particelle ma quando si deicide che un fotone e una 
onda o una particella tutto il resto si comportera nello stesso modo. In parole povere non e 
possibile far comportare un singolo fotone in parte da onda ed in parte da particella. A 
prescindere dal fatto che non tornerebbe nemmeno la spiegazione sulla gaussiana poiche 
la velocity del fotone sarebbe dipendente dai grafismi del ricercatore, anche in questo 
caso, il modello evideonico e in grado di fornire una piu esaustiva spiegazione. 

Essendo che il fotone virtuale e in risonanza con le sue due forme enantiomorfe (fotone ed 
antifotone), che si interconvertono tra loro alia velocita della luce, abbiamo due differenti 
probability che il fotone virtuale, avvicinandosi agli elettroni dello specchio, si polarizzi 
come fotone o come antifotone. 

Ci sono meno probability che il fotone virtuale si blocchi come antifotone. Ma, in quel raro 
istante non nullo a livello di probability, I'antifotone si manifestera come tale ed esprimera 
le sue propriety rispetto a quelle del fotone che viene riflesso. L'antifotone andra dalla 
parte opposta del fotone ma prima di riconvertirsi in fotone virtuale e nascondere al fisico 
sperimentatore la sua vera duplice natura, rimarra per un tempo breve come antifotone 
andando per qualche attimo indietro nel tempo. In parole povere e come se fosse partito 
prima nel tempo ed e per questo che arriva prima del previsto, dando I'errata impressione 
che abbia superato la velocita della luce. 

Dunque il fotone sarebbe come un pendolo, un metronomo che scansiona il tempo. II 
fotone e l'antifotone si interconnetterebbero tra loro fornendo la non locality del tempo 
poiche I'universo andrebbe avanti nel tempo e subito dopo tornerebbe indietro oscillando 
attorno ad un eterno presente. 

Ma tutte le volte che si riuscisse a bloccare un antifotone nella sua configurazione 
congelata ecco che esso ci mostrerebbe come sia possibile, all'interno della virtualita 
evideonica frattalica ed olografica, avere I'impressione di tornare indietro lungo I'asse 
temporale (visione duale della virtualita). 




II fotone virtuale sarebbe I'ibrido di risonanza tra un fotone che va avanti nel tempo ed uno 
che va indietro nel tempo. Tutto questo prevede che il fotone virtuale abbia un istante in 
cui ha energia positiva ed un istante seguente in cui avrebbe energia negativa, dove il 
secondo principio della termodinamica, che obbliga I'entropia ad aumentare sempre, non 
sarebbe piu rispettato, a meno di non considerare anche I'altra meta dell'universo, dove 
I'entropia diminuisce sempre. La somma entropica totale rimarrebbe cosi sempre nulla. 



L' asse verticale della sella rappresenta I'energia del fotone virtuale che oscilla tra valori 
positivi e negativi attorno alio spaziotempo rappresentato dal piano orizzontale di 









esistenza del fotone virtuale. Si comprendono cosi d'un solo colpo, tutti gli esperimenti di 
collisione ed interazione fra fotoni. Se i fotoni hanno bassa energia essi hanno un asse 
dell'energia corto ed oscillano attorno a valori piccoli. Tali valori vengono a manifestarsi 
sul piano spaziotemporale come valori di massa apparente o massa restante dell'ipotetico 
fotone a riposo. Masse vicino a valori nulli, permettono ai fotoni di non interagire tra loro e 
sostanzialmente di attraversarsi senza alterarsi eccessivamente. Ma quando usiamo, per 
le nostre collision^ fotoni ad alta energia, abbiamo fotoni con masse apparenti elevate ed 
essi hanno I'opportunita di manifestarsi come particelle, dando in quel caso origine a tutti 
quei dati sperimentali sopracitati e mal interpretati dalla scienza attuale. 

II fotone virtuale ed il tempo. 

Dunque I'intero universo sarebbe un frattale costruito sulla base della geometria 
evideonica e costituito di tanti piccoli evideoni cioe immagini di fotoni ed antifotoni 
sovrapposti fra loro. La realta virtuale si manifesterebbe quando un Evideone si scinde in 
un fotone ed un antifotone che cominciano ad oscillare con frequenze opposte ed in fase 
tra la forma fotonica ed antifotonica. Questo evento produrrebbe il fenomeno 
dell'entanglement cioe dell'intreccio fra i due fotoni poiche i due fotoni, nati da un 
Evideone, sarebbero entangled sulla base del fatto che per ragioni geometriche uno nasce 
come fotone che sta per convertirsi in antifotone e I'altro nasce come antifotone che 
comincia ad interconvertirsi nella sua immagine speculare fotonica. Tutto questo porta a 
concludere che il fotone sarebbe entangled con I'antifotone corrispondente poiche quando 
esso e fotone I'altro e sempre la sua antiparticella. Quando uno ha energia positiva I'altro 
I'avrebbe negativa e della stessa entita, quando uno va in una direzione I'altro andrebbe 
nella direzione opposta. II brodo di fotoni ed antifotoni virtuali, pur avendo valori di entropia 
opposti darebbe sempre valore nullo. II tutto sarebbe fatto di niente. 

Da un punto di vista temporale se il nostro universo e paragonabile ad un ologramma esso 
avrebbe una frequenza di clock pari all'inverso del tempo di Planck (lO^sec -1 ). Questo 
sarebbe il numero di operazioni che il computer universo farebbe in un unico istante. 

Che il tempo sia una mera illusione si puo ora 
(http://www.theepochtimes.com/n2/science/is-time-an-illusion-30858.htmh comprendere 
poiche se I'universo va avanti ed indietro, oscillando nello spaziotempo e nella energia 
con i valori delle grandezze di Planck, e chiaro che noi non ce ne possiamo accorgere ma 
la fisica ci viene in aiuto, facendoci comprendere come, all'interno del sistema fisico 
Universale, noi si abbia invece I'idea e la sensazione del tempo, a causa proprio della 
presenza dell'entanglement fra due fotoni e cioe tra un fotone ed un antifotone 
simmetricamente legati dai valori delle loro frequenze di interconversione. 

Leggiamo infatti da Scienza e Conoscenza un articolo a firma di Alessandro Silva del 
3/5/2013 che cosi tra le altre cose recita: 

http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/natura-del-tempo-nell-universo.php II tempo non 
esiste Le ipotesi di Fiscaletti e Sorli sulla natura del tempo nell’Universo 
“Recenti ricerche sul tempo condotte dal fisico italiano Davide Fiscaletti e dallo scienziato 
sloveno Amrit Sorli suggeriscono che I'universo non ha luogo in un tempo inteso come 
una dimensione fisica avente un’esistenza primaria ma, al contrario, il tempo esiste solo 
come una sequenza, un’ordine numerico di eventi, di cambiamenti materiali. Nell'universo 
cioe, il tempo e solo una grandezza matematica. L’universo di Godel senza tempo: Net 
1949 Kurt Godel costrui i pri mi modelli matematici dell'universo in cui si ipotizza la 
possibilita di compiere viaggi nel passato. In ogni modello di universo in una struttura 
spazio-temporale, ogni fenomeno e descritto da quattro coordinate, tre delle quali 
rappresentano un punto dello spazio, e la quarta un preciso momento temporale: 
intuitivamente, ciascun punto dello spazio-tempo rappresenta quindi un evento, un fatto 
accaduto in un preciso luogo in un preciso istante. II movimento di un oggetto puntiforme e 
quindi descritto da una curva, con coordinata temporale crescente. Kurt Godel e noto per i 




suoi teoremi, in particolare quelli di incompletezza e di indecidibilita. Nessuna teoria 
matematica sarebbe completa, in altre parole avrebbe al suo interno gli elementi per 
decidere se la sua formalizzazione sia sempre vera. Godel analizzd I’equazione della 
formula dell’universo in espansione, basata su quella che lo stesso Albert Einstein chiamd 
linea temporale, accorgendosi che, viaggiando lungo la linea del tempo nel futuro, a un 
certo punto del viaggio, ci si ritrova nel passato: il punto di partenza, cioe, precede o 
coincide con quello di arrivo. Godel si accorse che I’equazione della linea temporale con 
la quale e costruita la teoria dell’universo permette di viaggiare nel tempo e non solo di 
andare avanti e indietro, ma anche che, continuando ad andare avanti si torna indietro, 
ovvero la via del tempo aH’infinito non e semplicemente una curva ma e circolare. “ 

Si tornava cosi alia definizione di Tempo antecedente a quella di Sant'Agostino che 
impose alia scienza I'idea di tempo lineare. 

Ma al di la di queste interessanti considerazioni di tipo geometrico ecco arrivare 
I'esperimento quantistico che dimostra come il tempo nasce dall'entanglement di due 
fotoni. https://medium.com/the-phvsics-arxiv-bloa/quantum-experiment-shows-how-time- 
emerges-from-entanalement-d5d3dc850933 

Katerina Moreva ed altri,(Phys. Rev. A 89, 521-22, (2014)), presso Nstituto Nazionale di 
Ricerca Metrologica di Torino (INRIM) hanno messo in luce come il tempo nasca proprio 
dall'entanglement fotonico. In un opportuno esperimento ha infatti costruito un universo 
giocattolo in cui due fotoni entangled fra loro vengono formati. II cambiamento di stato dei 
due fotoni tra loro crea, all'interno di questo universo giocattolo, I'idea del tempo che 
scorre mentre un ipotetico Dio, esterno all'universo giocattolo misurando il tempo con un 
orologio totalmente indipendente, non misura nessun variare del tempo stesso. II lavoro 
scientifico conclude che anche la gravita diventa cosi una proprieta emergente 
dall'entanglement dei due fotoni, proprio come previsto dalla teoria evideonica, dove la 
gravita altro non e che una misura della lunghezza dell'asse delle energie del fotone. Nel 
fotone questo asse e in continua vibrazione tra due valori che rappresentano energia ed 
anti energia annullando mediamente I'effetto massa, a meno di non far interagire 
fortemente due fotoni ad alta energia 

II fotone ed il principio di indeterminazione. 

II fotone virtuale dunque e Tunica cosa che virtualmente esista, I'unico mattone 
dell'ologramma, Tunica realta virtuale del frattale universale. All'interno dunque della 
natura fotonica, dobbiamo trovare anche un aggancio a quella cosa che noi chiamiamo 
consapevolezza della Coscienza. La Coscienza crea il fotone e dunque dentro alia natura 
fotonica dovremmo trovare tracce della Coscienza stessa. In realta ci siamo chiesti la 
seguente cosa poiche molti scienziati e filosofi si sono chiesti dove abiti la Coscienza e 
che rapporto esista tra fisica quantistica e Coscienza. 

Claudio Mantovani della Universita di Urbino "Carlo Bo" scrive in un lavoro intitolato: 
“COSCIENZA ED ENTANGLEMENT QUANTISTICO: “Piu che cercare di trovare 
ipotetiche connessioni fra teorie della misura quantistica e teorie della coscienza, 
possiamo invece spostare leggermente i termini del problema verso la questione delle 
leggi naturali. Sembra che la realta sia qualcosa di mutevole che cambia a seconda del 
nostro modo di guardare, e certo il modo di guardare di un fisico quantistico sembra 
essere il piu radicate; sicche potremmo essere indotti a pensare che le leggi della fisica 
quantistica debbano governare anche i fenomeni psichici e mentali. Questo forse poggia 
su un pregiudizio riduzionistico diffuso nell'ambito scientifico. La conclusione e che la 
coscienza non pud essere ridotta alle leggi della meccanica quantistica per due motivi. 
Primo, essa non pud agire semplicemente in conformita al postulato di riduzione senza 
con questo generare paradossi a livello macroscopico; secondo, nessuno ancora conosce 
la vera natura della coscienza, ma e probabile che se essa dipende dalla struttura del 
cervello, e questo e composto fra I'altro di elettroni, protoni, neutroni e via dicendo, proprio 



per questo bisognera cambiare qualcosa nell'interpretazione standard della meccanica 
quantistica. A meno di non dover davvero accettare poteri eccezionali della nostra 
mente sulla materia, qualora conservassimo il principio di sovrapposizione e il postulate 
di riduzione, vi sono ancora buone ragioni per ritenere che la luna e la anche se nessuno 
la guard a”. 

Dunque se da una parte gli uomini di scienza e di pensiero non sanno cosa e la Coscienza 
sovente si rifiutano di asserire che la scienza si sovrappone alia coscienza ma si rifiutano 
di fare anche il contrario. Da questo loop non se ne potrebbe uscire mai se non con la 
natura descrittiva dell'Evideon che sta per mettere tutti in accordo. Infatti se come abbiamo 
sempre detto noi siamo i creatori del nostro universo che si manifesta nell'unico istante 
che esiste, cioe il presente, allora non deve esistere nessun principio di indeterminazione 
di Heisenberg poiche noi, quali creatori, sappiamo, perfettamente anche se 
inconsciamente, come abbiamo creato questo universo. Heisenberg, lo ricordiamo 
brevemente, sostiene che non si riesce ad osservare un'osservabile senza perturbare 
I'osservazione stessa che ne verra irrimediabilmente distorta. Ma noi sappiamo anche che 
le cose ci appaiono come noi crediamo che esse siano. Ed esse ci appaiono cosi perche 
noi stessi, credendo che dovessero essere create in quel modo, lo abbiamo fatto. Dunque 
noi osserviamo una realta da noi creata sulla base della consapevolezza della stessa 
creazione. Ma se le cose stanno cosi non ci dovrebbe, alia fine, essere nessun limite per 
quelle persone che acquisiscono totale consapevolezza di se. Da questo punto di vista 
I'indeterminazione di Heisenberg rappresenterebbe non un limite fisico, dettato dalla 
impossibilita materiale di fare misure troppo precise, ma un limite coscenziale che ci 
impedirebbe di vedere le cose come sono, di comprenderne la vera natura, sia nella 
osservazione che nella stessa creazione. L'osservare ed il creare infatti in un universo non 
duale, dove non esiste differenza tra causa ed effetto, sono lo stesso evento. 

In questo contesto si poteva notare come I'indeterminazione di Heisenberg vale 
esattamente I'energia di passaggio tra il fotone e I'antifotone. II passaggio di 
trasformazione tra un fotone virtuale ed un fotone prevede che I'asse delle energie del 
fotone si allunghi di una energia quantizzata minima che e I'energia piu piccola che Planck 
calcola per un qualsiasi oggetto in questo universo. Ebbene, questa energia vale 1/2hf. La 
differenza tra I'energia del fotone e dell'antifotone dunque e 1/2hf -(-1/2hf) = hf. In parole 
povere la consapevolezza dei fisici moderni non e ancora arrivata a comprendere che 
esiste I'antifotone. L'esistenza dell'antifotone produce nella consapevolezza umana il 
raggiungimento della informazione che I'universo e virtuale e che noi stessi lo stiamo 
creando. La mancanza di consapevolezza di tutto cio rende assolutamente virtualmente 
presente il principio di indeterminazione che si dovra sciogliere come neve al sole appena 
qualcuno capira come stanno le cose. A questo punto ci siamo chiesti che se noi ci 
eravamo accorti che non esiste nessuna indeterminazione, perche il principio di 
indeterminazione ancora esisteva?. Ebbene abbiamo scoperto che nel 2013 le cose sono 

cambiate.http ://www. Iescienze.it/news/2012/09/14/news/indeterminazione_heisenberg_spiegazione_quantistica-1254681/ 


“Principio di indeterminazione: Heisenberg sbaglid la spiegazione? La spiegazione 
corrente del principio di indeterminazione di Heisenberg, in base al quale esiste un limite 
fondamentale alia precisione con cui si pud conoscere un sistema quantistico, non e 
esatta. II sospetto aleggiava fra i fisici da alcuni anni, e la conferma arriva ora da un 
esperimento condotto da un gruppo di fisici dell'Universita di Toronto diretti da Aephraim 
M. Steinberg, che pubblicano un articolo a prima firma Lee A. Rozema sulle "Physical 
Review Letters". Heisenberg spiegava il principio di indeterminazione - secondo cui, 
minore e I'approssimazione con cui conosciamo la posizione di una particella elementare, 
maggiore e Tincertezza riguardo alia sua quantita di moto, e viceversa - riportandolo a un 




problema relativo alia misurazione: per determinare la posizione della particella, per 
esempio, dobbiamo "illuminarla" con dei fotoni, che ne alterano la velocita. Alio stesso 
modo, quando si procede a determinare con precisione la quantita di moto, se ne altera la 
posizione. Ma la situazione sarebbe piu complessa, come dimostra una serie di 
esperimenti, allestiti sulla scia di un'analisi teorica condotta nel 2003 dal fisico Masanao 
Ozawa, il quale sosteneva che il principio di Heisenberg non si applicherebbe alia 
misurazione. O, per meglio dire, le fonti di incertezza di un sistema 
quantistico sarebbero due: da un lato quella legata alia 
misurazione e dall'altro un'indeterminazione intrinseca. 

Ovviamente la conferma di questa ipotesi non puo ricorrere a 
misure dirette. Per questo i ricercatori hanno ideato la tecnica delle 
"misurazioni deboli", ossia di misurazioni che interferiscono con cio 
che si vuole misurare in modo cosl limitato da non alterarlo, ma 
comunque sufficiente a dare un'indicazione (sia pure molto 
approssimativa), per esempio, della sua direzione. Ricorrendo a 
questa tecnica sono gia stati ottenuti diversi risultati che sembrano 
corroborare I'ipotesi di Ozawa, che appare ulteriormente 
confermata da quest'ultima serie di esperimenti. Rozema e colleghi 
hanno proceduto a misurazioni deboli di altre due quantita che 
sottostanno al principio di indeterminazione, quelle relative agli stati di polarizzazione di un 
fotone lungo due diversi assi. Nel corso degli esperimenti, ripetuti su un numero elevato di 
fotoni, i ricercatori hanno condotto due misurazioni deboli e quindi una misurazione esatta 
del primo stato di polarizzazione per vedere se era stata disturbata dalla seconda 
misurazione. Dal confronto dei risultati e apparso che il disturbo indotto dalla misurazione 
e minore di quanto richiederebbe la relazione precisione-alterazione espressa dal principio 
di Heisenberg.” Gli autori concludono che esiste qualcosa di piu sottile che causa 
I'indeterminazione che non ha per nulla a che fare con I'impossibilita di misurare 
sperimentalmente le variabili in gioco. Stiamo arrivando a comprendere che non esiste 
nessuna indeterminazione, se non quella creata dalla nostra stessa consapevolezza. C'e 
inoltre da notare che recentemente alcuni fisici hanno trovato energie negative, riuscendo 
a portare a temperature sotto lo zero assoluto un centinaio di atomi di potassio. Avere 
energia negativa secondo la teoria dello Zero Point Energy equivale a distruggere 
I'indeterminazione di Heisenberg, poiche nel passaggio tra positivo e negativo ecco che 
apparirebbero le variazioni energetiche tra fotoni ed antifotoni. 

http://www.fisica.uniud.it/~ercolessi/MQ/mq/node14.html . II livello energetico piu basso 
(lo stato fondamentale) ha una energia finita 



TuaJ c /2 


chiamata energia di punto zero e tipica dei sistemi quantistici. La sua esistenza e legata al 
principio di indeterminazione. Assumiamo che I'energia totale sia dell'ordine di 

{Apf/2m + K{Ax) 2 /2 


dove A p e Ar 




sono misure della dispersione tipica della quantita di moto e della posizione della 
particella. II principio di indeterminazione ci dice che 


AxAp > h 


da cui possiamo estrarre 


Ar a h/Ap 


e minimizzare I'energia rispetto a A p. 


Si ottiene che 


(Ap) 2 s£ h \f K/m 


da cui 


E ~ fojj c j2 


Se I'energia minima e nulla, abbiamo determinate esattamente sia la posizione che 
la quantita di moto, in contraddizione col principio di indeterminazione. Lo studio 
dello strano comportamento dei sistemi a temperature negative, osservano Schneider e 
colleghi, potrebbe anche essere utile alia creazione di nuovi modelli cosmologici, e per 
comprendere meglio il comportamento dell'energia oscura, ovvero della misteriosa forza 
che si ipotizza contrastare la forza di gravita, agendo cos! da motore dell'espansione. 

http://www.lescienze.it/news/2013/01/08/news/temperature_negative_zero_assoluto_quantistico_entropia-1447748/ 


L'Effetto Casimir. 

L'effetto Casimir e un effetto quantistico macroscopico postulato dal suo scopritore e 
verificato sperimentalmente. L'effetto si basa sul chiudere in una scatola molto stretta, 
alcune particelle subatomiche. Quando le pareti della scatola vengono avvicinate, le 
particelle aumentano la loro energia e velocita oscillando con frequenze sempre piu alte. 
Questo produce che le particelle che rimangono nella scatola sono costrette ad assumere 
velocita piu alte di quelle della luce. II risultato finale e che le particelle scompaiono dalla 
scatola e ricompaiono fuori di essa. Al di sotto di un micron di larghezza la scatola non 
riesce a contenere nemmeno i fotoni che per non superare la velocita della luce attraverso 
un ipotizzato effetto tunnel, passano attraverso le pareti semipermeabili quantisticamente 
della scatola e il passaggio viene effettuato a velocita trans luminare. 

Da questa esperienza si imparano un sacco di cose tra le quali che le barriere quantistiche 
sono semipermeabili o semitrasparenti e ci si pud passare nel mezzo, in cede condizioni. 
Passare attraverso e pero un termine obsoleto per la fisica di Bohm che considera 



I'universo non locale, dove la differenza tra fuori e dentro e molto sottile. Ma anche se 
fosse cosi ci si chiede da dove passa il fotone? E poi come fa a superare la velocita della 
luce che tecnicamente non si potrebbe superare?.La risposta ovviamente, la fisica 
quantistica, non la sa proprio dare. Aquesto meccanismo e legato anche il fenomeno dello 
spostamento degli elettroni da un orbitale atomico all'altro, quando la geometria degli 
orbitali permette tale passaggio. Su questo effetto si basa tutta la reattivita dei composti 
chimici quando creano un legame molecolare. Da che parte passa I'elettrone di un orbitale 
“p” che viene disegnato con i suoi due lobi staccati tra loro?. 

Non certo attraversando il nucleo dell'elemento chimico poiche lo spazio del nucleo e 
talmente piccolo che se un elettrone si trovasse nel nucleo supererebbe la velocita della 
luce strappando lo spaziotempo. 


z piano yz 



orbitale p x orbitale py orbitale p z 


Facciamo questo esempio non per complicarci la vita con problematiche che sembrano 
lontane dal nostro obbiettivo finale, ma per far comprendere come utilizziamo tutti i giorni 
strumenti e teorie che sono totalmente imperfette, incomplete, errate, approssimate, come 

la funzione d'onda che descrive gli orbitali atomici di 
Shrodinger. 

La forza di Casimir per unita di superficie (Fc/A), nel 
caso ideale di piastre metalliche perfettamente 
conducive tra cui e stato creato il vuoto, e calcolata 
come: 

Fc/A = - FiC7r 2 /240a 4 = hC7t/480a 4 

dove: 

fi = h/27t 


e la costante ridotta di Planck, 

c e la velocita della luce, 
a e la distanza tra le due piastre, 

A e I'area delle piastre. 

II valore della forza e negativo e indica che la sua natura e attrattiva: la densita di 
energia decresce, infatti, avvicinando le lastre. La spiegazione di questo fenomeno 
sarebbe data dal fatto che, essendoci piu particelle virtuali al di fuori della scatola mentre 
all'interno ci rimangono solo fotoni (che peraltro stanno per scomparire dal suo interno), la 
pressione esterna e piu elevata di quella interna e le due piastre, che rappresentano le 
pareti del contenitore fotonico, si “appiccicano” letteralmente tra loro. Le pareti della 









scatola certo non si attraggono per effetto della gravita newtoniana 
( http://arxiv.org/abs/quant-ph/0702061 ) ma per effetto della energie di punto zero, secondo 
la quale lo spaziotempo sarebbe pervaso da infinite particelle virtuali che nascono e 
vengono riassorbite dal tessuto spaziotemporale perche, in presenza delle loro anti 
particelle. Dunque nella scatola di Casimir le particelle scomparirebbero perche assorbite 
dal tessuto spaziotemporale essendo presenti come virtuali. In quel contesto, le particelle 
virtuali a cui noi facciamo riferimento, sarebbero i fotoni. Esiste come al solito quel piccolo 
problema che fa si che I'energia di punto zero non pud diventare nulla poiche si andrebbe 
contro il principio di indeterminazione di Heisenberg (e intuitivo immaginare che quando la 
distanza tra le pareti della scatola e zero, la forza esercitata e infinita con il segno meno e 
dunque I'energia corrispondente sarebbe zero). Esistono anche problematiche 
cosmologiche legate alia energia di punto zero. Nell'ultimo periodo del 1998 si osservo, 
studiando piu di 40 supernove, che la velocita di espansione dell'universo aumentava 
sensibilmente invece di diminuire. Fino ad allora si era pensato che I'universo, a 
causa della forza gravitazionale, stesse gradualmente rallentando dopo il Big Bang, 
per poi eventualmente fermarsi e regredire verso un Big Crunch. Al contrario 
studiando la luce di queste supernove si pote definire che la loro distanza risultava 
essere del 10-15% superiore a quella attesa. L'universo sarebbe dunque attualmente 
in accelerazione, e la spiegazione ipotetica di tale fenomeno starebbe nell'energia 
del vuoto, che rappresenterebbe un' "energia oscura" che svolgerebbe il ruolo di 
costante cosmologica. http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_del_vuoto . 

L'effetto Casimir e I'antifotone. 

E' interessante notare come archetipicamente, tutte le volte che non si vogliono mettere in 
gioco gli antifotoni, gli aggettivi che si usano richiamano inconsciamente quel concetto. Si 
parla infatti di forza oscura, di dark matter, di materia oscura, nel senso non che sia 
visibilmente oscura ma che non se ne conosca I'aspetto. 

Da un punto di vista neuro linguistico se ne potrebbe dedurre che I'inconscio umano, 
essendo chiaramente al corrente di cosa c'e dietro tutto questo e cioe la esistenza 
dell'antifotone, verbalmente risponde in modo chiaro e netto, ma la consapevolezza 
deN'uomo sembra non tener conto della sua incapacity a leggersi dentro ed a guardare 
fuori di se e constatare che il dentro ed il fuori sono la stessa identica cosa. 

Ovviamente da un punto di vista coscenziale, se I'uomo e il creatore dell'Universo, sa 
esattamente come stanno le cose ma non arrivando, questa consapevolezza, alia propria 
mente, ecco che compaiono nel linguaggio corrente atti mancati, grammatiche 
trasformazionali improbabili che, se analizzate da un punto di vista concreto, fanno, psico 
analiticamente comprendere, come tutto ci parla di antifotoni, anche se noi non ce ne 
vogliamo proprio rendere conto. 

Ma perche perdere ancora una volta spazio e tempo nel parlare dell'effetto Casimir? 
Perche esso, come il resto della fisica incompresa, diventa immediatamente comprensibile 
se si prende in considerazione la presenza dell'antifotone. 

Se la scatola di Casimir e piena di fotoni virtuali, essi non ci appaiono solo perche sono la 
risonanza tra un effetto ed un contro effetto. 

Ma quando andiamo a stringere le pareti della scatola, i fotoni virtuali tenderanno ad 
aumentare la loro energia per effetto quantistico. In quel contesto i fotoni virtuali 
vibreranno ad una frequenza piu alta, provocando I'allungamento dell'asse delle energie 
che invece di oscillare tra un valore numerico piccolo con segno positivo e negativo, 
oscilleranno tra un valore sempre piu alto positivo e negativo (energia del fotone e 
dell'antifotone). Quando si avvicina la parete al fotone virtuale ad alta energia, ecco che si 
ottiene lo stesso effetto che si otteneva quando un fotone virtuale colpisce la parete di un 
metallo (effetto Compton) interagendo con la materia. 

In questo contesto pero i fotoni virtuali vengono bloccati nelle loro rispettive configurazioni 




o fotoniche o antifotoniche e, mano a mano che gli antifotoni si bloccano come tali, essi 
tornano indietro nello spaziotempo ed escono dalla scatola. 

Nella scatola si ripristina I'equilibrio tra fotoni ed antifotoni e questo equilibrio viene 
spostato verso la formazione di tutti antifotoni che escono dalla scatola. 

Una volta che gli antifotoni sono stati rimessi in liberta essi ricominciano ad oscillare e 
tornano ad essere indistinguibili fotoni virtuali (si e prodotta una disimmetrizzazione dello 
spazio-tempo, con diminuzione del valore entropico dell'energia: vedi pag. 45). 

L'energia necessaria per questo processo ce la mette I'operatore nel cercare di stringere 
in uno spazio troppo angusto i fotoni virtuali. Ovviamente l'energia di punto zero 
diventerebbe zero molte volte, tutte le volte che un fotone si interconverte nel suo 
antifotone e viceversa perche il fotone virtuale avrebbe proprio come valore di energia, 
quella di punto zero cioe ZERO, con conseguente demolizione della indeterminazione di 
Heisenberg ed aumento della consapevolezza a livello cosmico. 

Una ulteriore conferma che le piastre dell'effetto Casimir interagiscono con i fotoni virtuali 
si ha nell'effetto Casimir dinamico, in cui sono sostanzialmente le pareti della scatola a 
muoversi I'una verso I'altra ad altissima velocita impattando dunque con i fotoni virtuali che 
si trasformano in fotoni reali, illuminando la scatola dall'interno. 



Le Scienze del 16 febbraio 2013, “La luce che nasce dal nulla”).il fisico Pasi Lahteenmaki 
dell’Universita di Aalto, in Finlandia, e colleghi, hanno 
dimostrato che variando la velocita con cui viaggia la luce e 
possibile farla apparire dal nulla. 

Gli scienziati possono influire sulla velocita dei fotoni in un 
mezzo variandone I'indice di rifrazione, indipendentemente 
dal fatto che siano fotoni reali o virtuali. Lahteenmaki sostiene 
che questo sistema pud essere pensato come uno specchio. 

Se lo spessore di questo specchio, cambia abbastanza 
rapidamente, i fotoni virtuali che vengono riflessi, possono 
ricevere abbastanza energia da trasformarsi in fotoni reali 
durante il rimbalzo. “Immaginiamo di trovarci in una stanza 

motto buia e che all'improvviso I’indice di rifrazione della stanza camb i”, spiega 
Lahteenmaki. “La stanza inizierebbe a brillare”, 

All'inizio del loro esperimento, Lahteenmaki e colleghi, hanno messo in frigorifero una 
schiera di 250 dispositivi superconduttori a interferenza quantistica (SQUID), circuiti 
estremamente sensibili ai campi magnetici. 

Applicando dei campi magnetici, i ricercatori hanno variato di pochi punti percentuali la 
velocita di fotoni con frequenza nelle microonde che attraversavano la schiera. 
Successivamente, hanno portato la temperatura del sistema a 50 millesimi di gradi Celsius 
sopra lo zero assoluto. In queste condizioni di “superfreddo” il sistema non dovrebbe 
emettere alcuna radiazione, comportandosi praticamente come il vuoto. “Volevamo 
semplicemente studiare questi circuiti per sviluppare un amplificatore”, racconta Sorin 
Paraoanu, fisico teorico dell’Universita di Aalto. 

Ma ci siamo chiesti: che cosa succederebbe se non ci fosse nulla da amplificare? Che 
cosa succede se il segnale e il vuoto?”. 

Come illustrato in dettaglio sui “Proceedings of the National Academy of Sciences, i 
ricercatori hanno rilevato i fotoni, in accordo con le previsioni dell’effetto Casimir dinamico. 
Per esempio, questi fotoni dovrebbero mostrare la strana propriety dell’ entanglement. 
misurando le propriety di un fotone, gli scienziati potrebbero conoscere esattamente 
anche le propriety della sua controparte, ovunque sia nell’universo, un fenomeno che 
Einstein indicava come “inquietante azione a distanza”. 

Questo e altri studi recenti dimostrano che il vuoto non e realmente vuoto ma pieno di 
fotoni virtuali, ha spiegato Steven Girvin fisico teorico della Yale University. 



Questi sistemi potrebbero essere usati per simulare alcuni scenari interessanti. Per 
esempio, alcune teorie prevedono che durante la fase dell’inflazione cosmica, i confini 
dell'universo primordiale si espandessero a una velocita vicina a quella della luce o 
addirittura superiore. 

Potremmo prevedere I'esistenza di una qualche radiazione da Casimir dinamico 
prodotta a quell'epoca, e potremmo cercare di simularla in laboratorio, verificando 
cosi che non c'e stata nessuna inflazione e che I'Universo e solo un ologramma. 

(Charles Q. Quoi scientificamerican.com il 12 febbraio 2013 ). 

Dunque anche in questo caso, dal nulla, nascerebbero un certo numero di Evideoni che si 
scinderebbero in coppie entangled di fotoni ed antifotoni che diverrebbero i fotoni virtuali 
entangled fra loro. 



Ancora una volta e evidente come I'universo spiegato in chiave evideonica non da piu 
dubbi sulla propria natura. 

L'ipotesi evideonica contiene le altre ipotesi. 

Quando una teoria contiene le altre che I'hanno preceduta essa e sicuramente piu valida 
delle altre poiche ha un carattere piu generale e spiega tutto quello che le altre spiegano 
ed in piu spiega e chiarisce tutti quei parametri oscuri che, fino a quel momento, non 
avevano trovato risposte. 

Cosi, per esempio, la teoria della gravitazione di Newton e stata assorbita dalla relativita 
generale di Einstein mentre questa avrebbe dovuto essere assorbita dalla quantistica. Ma 
qui e accaduta una cosa imprevista. 

L'assorbimento da parte della quantistica si e bloccato ogni qualvolta si parlava di massa. 
Una teoria quantistica della gravitazione ancora oggi stenta a prendere il volo. Nonostante 
la quantistica accetti che il fotone abbia un contenuto energetico che potrebbe 
corrispondere a quello di una massa trasformata in energia, non ha la piu pallida idea di 
come questa trasformazione possa avvenire. 

La ipotesi evideonica, prendendo in considerazione la presenza dell'antifotone come 
forma enantiomorfa del fotone ha risolto il problema. 

Nella struttura evideonica ci sono tutte quelle cose che sistemano rapidamente la struttura 
della materia subatomica, sostenendo che esistono solo fotoni virtuali con i quali e 
costruito tutto. 

Come si e visto in “Evideon” ed “Evideon 2”, la struttura della materia fatta di fotoni ed 





antifotoni, bloccati nella loro configurazione geometrica, mette a nudo la vera natura dei 
leptoni e dei quark. 

Ma anche la relativita generale di Einstein pud agevolmente accomodarsi all'interno della 
struttura dell'Evideone, cos) come la teoria dell'universo olografico. 

L'Universo olografico. 

http://www.theepochtimes.com/n2/science/realitv-illusion-1-26416.html 
L'Universo e una mera illusione dove ombre oggetti, colori, suoni spazi e tempi non 
sarebbero che una proiezione di un immenso ologramma. 

Un gruppo di scienziati ad Hannover, Germania, hanno effettuato delle misure lavorando 
con GEO 600, uno strumento che misura le onde gravitazionali, che il nostro Universo 
sarebbe granulare, cioe avrebbe una struttura olografica a livello di spaziotempo. 

Gia dal 1990, due scienziati, Leonard Susskind e Gerald Hoft, sostengono che I'universo e 
un ologramma piatto estruso sul terzo asse delle energie. 

Sarebbe come dire che I'universo e disegnato su un telone cinematografico dove un 
raggio di energia estrude tutte le figure facendole divenire tridimensionali. 

Va sottolineato come tutto questo e assolutamente in linea con I'idea evideonica del tutto. 
L'Evideon infatti, lo ricordiamo in questa sede, e la rappresentazione di un piano 
spaziotemporale fisso dove solo I'asse delle energie oscilla, dando I'idea che le cose 
abbiano massa e creino gravitazione. 

II nostro cervello non sarebbe in grado di discernere la natura olografica dell'universo. 
Sulla base delle ricerche del neurofisiologo Karl Pribram, fondatore del Center of Cerebral 
Research alia University of Radford in Virginia, il nostro cervello sarebbe solo un lettore di 
ologrammi, in accordo con la moderna fisica quantistica di Bohm. 
http://www.dionidream.com/separazione-illusione-viviamo-in-universo-oloarafico/ 



In Evideon, ha anche un senso vedere la piegatura dello spaziotempo come nella teoria 
della relativita. II paradigma evideonico metterebbe anche in accordo coloro che 
sostengono che non esiste la piegatura dello spaziotempo e che ovviamente la teoria di 
Einstein sarebbe errata. 

Per L'Evideon in realta lo spaziotempo non si curva ma si potrebbe ammettere una 
distorsione angolare e non lineare, perche la lunghezza degli assi di spazio e tempo e 
vincolante per la costante della velocita della luce 





Gli assi di spazio e tempo potrebbero inclinarsi producendo un fenomeno gravitativo 
legato alia alterazione dell'asse delle energie. 

In parole povere se I'asse delle energie scendesse verso il basso per esempio in un 
fotone, per compensare questa discesa e mantenere una sorta di baricentro energetico, gli 
assi di spazio, tempo, anti spazio, ed anti tempo, si inclinerebbero verso I'alto. 



La cosa interessante e che sembra plausibile, nella struttura evideonica, calcolare la 
massima piegatura degli assi possibile utilizzando i numeri che rappresentano i vettori 
colore utilizzati in “Evideon 2”, per calcolare, tra le altre cose, la costante di struttura fine 
deN'Universo.. 

Infatti se I'asse delle energie scendesse per un massimo della sua semi lunghezza (121.5 
unita naturali) gli estremi dei quattro vertici dello spaziotempo dovrebbero alzarsi di un 
quarto di questo valore (121.5/4 = 30.375); questo produrrebbe una contrazione dello 
spaziotempo sul piano rigido spaziotemporale che puo essere calcolato in quanto 
rappresenta un cateto di un triangolo rettangolo, la cui altezza vale 30375 ed una 
ipotenusa pari alia meta della lunghezza del piano spaziotemporale (324/2 = 162), pari a 
((162 a 2 -30.375 a2 ) a1/2 ) 159.1268, pari ad una massima distorsione possibile dell'1,8% dello 
spaziotempo dopodiche la struttura spaziotemporale si romperebbe in quanto I'Evideon 
perderebbe I'asse delle energie potenziali. 

E' interessante notare come il cerchio di raggio 159.1268 ha una circonferenza pari a 
999,8 che sembra dimostrare come i numeri dell'Evideon siano tutti decisamente simbolici 
ma sostanzialmente multipli o sottomultipli di Pi greco. 

Lo scenario attualmente in voga prevede che I'Universo sia piatto, come richiesto dalla 
teoria inflazionarla, ma che esista solo il 25% della materia per raggiungere la densita 
critica, il restante 75% deriva dall'energia del vuoto espressa dalla costante cosmologica. 
L'evideon non curva lo spazio ma prevede che gli angoli degli assi del piano 
spaziotemporale possano piegarsi. 

Non esiste in fisica classica nessun parametro che ci indichi una deflessione massima 
oltre la quale lo spaziotempo si dovrebbe rompere. Almeno con I'Evideon si potrebbero 
fare delle previsioni. 

Black hole ed antifotoni. 

Come sappiamo i buchi neri sono particolari oggetti cosmici (ma non solo), che hanno la 
caratteristica di distorcere lo spaziotempo della relativita, facendo in modo che nemmeno 
la luce possa uscire dalla loro sfera attrattiva. I buchi neri sono osservabili indirettamente 
perche la luce, cioe I'informazione, non arriva a noi se non in modo indiretto. Inoltre nulla 
esce dal black hole e dunque nessuno ha una idea di come sia fatta la struttura interna di 
questo oggetto. I buchi neri si dividono in tre categorie: fermi, rotanti e carichi. Al di la della 
possibile presenza di carica, la differenza tra un buco nero fermo ed un buco nero rotante, 
sta nella forma dell'orizzonte degli eventi. L'orizzonte degli eventi e una zona ,attorno al 
buco nero, dove i fotoni intrappolati orbitano non potendo ne sfuggire alia attrazione del 



buco nero ne cadergli dentro. La teoria classica si rifa agli studi di Swartzshild ed in 
seguito di Hawkin e Penrose. Secondo I'idea di Hawkin, i buchi neri dovrebbero evaporare 
nel tempo poiche, a causa della forte tensione gravitazionale a loro addebitata, si 
produrrebbe una formazione continua di materia ed antimateria, che sorgerebbe 
all'orizzonte degli eventi. La antimateria ad energia negativa, cadrebbe nel buco nero 
annichilendolo nel tempo e la restante materia, venendo verso I'osservatore, verrebbe 
espulsa dall'orizzonte degli eventi, dando I'idea che il buco nero evapora. 
http://it.wikipedia.ora/wiki/Radiazione_di_Hawking . Per il momento nessuno e riuscito a 
verificare questa ipotesi anzi, sembrerebbe che il buco nero proprio non ci pensasse 
nemmeno ad evaporare. http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/i-buchi-neri-non- 
evaporano.php 

Dunque, tutte le ipotesi di Hawkin sarebbero sbagliate. In realta qualcosa di corretto c'e in 
quello che dicono gli astrofisici. Ma Tunica particella virtuale che nasce dal brodo della 
virtualita e I'Evideon. In quel contesto, gli Evideoni che nascono sull'orizzonte degli eventi, 
si dividerebbero in fotoni ed antifotoni entangled fra loro. Ma in quel punto la simmetria 
dell'Llniverso verrebbe apparentemente distrutta. Infatti il buco nero e un oggetto che, 
come abbiamo detto in precedenza, distorce lo spazio-tempo e I'Evideon che lo 
rappresenta abbassa I'asse delle energie in modo tale che i quattro semiassi di spazio e 
tempo subiscono una variazione angolare verso I'alto. Questa variazione di simmetria 
produce una alterazione della entropia locale che tende a diminuire e deve essere 
compensata da una variazione eguale e contraria. Cosi i fotoni virtuali che nascono dal 
brodo di particelle virtuali (gli Evideoni) perdono la loro simmetria e, sia i fotoni che gli 
antifotoni si distorcono assumendo una conformazione in cui i quattro semiassi di spazio 
e tempo si piegano verso il basso e I'asse delle energie scorre completamente verso I'alto. 



In altre parole un grande Evideon distorto si compensa con miliardi di fotoni ed antifotoni 
tutti distorti in senso contrario. Questi fotoni distorti rappresentano un guscio di anti fotoni 
con massa elevata che orbita attorno al buco nero e che costituisce I'orizzonte degli 
eventi come un guscio sferico (se il buco nero non ruota). Praticamente si avrebbe una 
calotta di fotoni solidi che si sono cristallizzati in forma antifotonica per compensare la 
distorsione della massa del buco nero con tante piccole anti masse. La massa del buco 
nero sarebbe eguale alia massa negativa del guscio del buco nero. L'entropia del sistema 
sarebbe nulla e la simmetria dell'universo, fatta salva. Questo tipo di buco nero non 
emette, non e possibile avere informazioni dalla sua parte interna. Esso appare come nero 
perche quello che si vede e un guscio fermo di antifotoni che ricopre il vero nocciolo della 
Stella di neutroni. La luce, cioe i fotoni virtuali, quando passano accanto all'orizzonte degli 










eventi (shell solida), vengono interferenziati da quella che appare come una piegatura 
dello spazio-tempo. II modello di buco nero rotante prevede come in effetti dice la teoria, 
che I'orizzonte degli eventi non sia sferico ma si azzeri ai poli del corpo rotante. 
http://www.slideshare.net/StefaniaPaoluzi/buchi-neri-34988606 , costruendo un toroide. 





E caratterizzato dalla rotazione della singolarita. 

Questo provoca una rotazione della spazio tempo a una v 
quella della luce nell'ergosfera. 

Un'altra caratteristica del buco nero di Kerr e 
I'orizzonte degli eventi inter no dovuto alia 
rotazione. 

All'interne del I'orizzonte esterno lo spazio e il 
tempo si scambiano e oltrepassando I'orizzonte 
interne si scambieranno di nuovo, permettendo di 
muoversi nello spazio come lo conosciamo. 


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Dunque quello che noi “vedremmo” (in realta non vedremmo) del buco nero e una barriera 
di antifotoni di massa elevata bloccati nella loro configurazione antifotonica che 
costituiscono uno schermo alia Stella di neutroni. Questo modello di buco nero, che non 
evapora e in accordo con I'ipotesi evideonica dell'universo virtuale. La coerenza del fatto 
che non esiste possibility di prendere informazioni dall'interno del buco nero, ha una 
ragione ancora piu calzante. Quando lo scienziato si trova di fronte ad un anti fotone la 
sua comprensione termina e la sua coscienza gli impedirebbe comunque di comprendere 
cosa ci sia dietro ad una cosa che lui stesso crede che non esista. Questo fatto fa creare 
attorno a lui un universo senza antifotoni dove I'indeterminazione di Heisenberg non 
permette alia consapevolezza di andare oltre. 

Fotoni e consapevolezza. 

A questo punto sono necessarie alcune riflessioni sulla vera natura della unica cosa che 
esiste in questo universo e che e I'Evideon, come produttore della duale realta virtuale 
sotto forma di un ologramma costruito da fotoni ed antifotoni in rapida oscillazione tra loro. 
Secondo la visione bohmiana della virtualita quantica, il tempo non esiste e la 
interpretazione evideonica di questo concetto aggiunge che in realta il tempo non esiste 
poiche il passato e in rapida oscillazione con il futuro, attorno ad una posizione media che 
rappresenta il presente. Tale oscillazione ha una frequenza di lO^sec' 1, ed, essendo sotto 
al tempo di Planck, non ci e dato di accorgercene, poiche il nostro cervello ha un tempo di 











rilassamento o di decadimento, nel percepire i fotogrammi della realta quantica, al di sopra 
di questa soglia. 

E' come se quando andiamo al cinema riuscissimo a vedere cosa c'e tra un fotogramma e 
I'altro della pellicola. 

II nostro occhio in quel caso non riesce a percepire il distacco tra i vari fotogrammi che gli 
appaiono erroneamente come un continuum spazio temporale. Ma quando si comprende 
che possiamo andare al di sotto di quella soglia perche il principio di indeterminazione di 
Heisenberg viene sconfitto dalla nostra nuova consapevolezza, ecco che possiamo 
sicuramente avere fenomeni di veggenza sicuramente interessanti. Ma vediamo come 
considerare a livello macroscopico la presenza di antifotoni nel nostro universo virtuale. 

A livello cosmologico infatti possiamo estendere tutte le considerazioni che abbiamo fatto 
fino ad ora su modelli microscopico quantistici. Gli oggetti grandi hanno infatti le stesse 
regole di quelli piccoli e sarebbe un grosso errore valutativo pensare il contrario dopo tutto 
quello che si e detto fino ad ora. 

La consapevolezza a volte e sotto il nostro naso ma la dobbiamo stuzzicare con delle 
domande che, sebbene appaiano inconsuete, ci fanno capire come in realta noi si sia 
abituati a chiederci ben poco sulla realta circostante dando tutto per scontato, fidandoci di 
quello che c'e scritto sui libri, senza ulteriori criticismi. 

La domanda e: da dove vengono i fotoni che ci illuminano? 

Ad una prima osservazione potremmo dire che i fotoni che ci illuminano vengono dal 
passato. Infatti siamo colpiti dalla luce che e partita milioni di anni fa da una Stella lontana 
oppure dai fotoni che qualche microsecondo fa sono partiti da un lampione per la strada 
ma e evidente che noi siamo illuminati da fotoni, cioe informazioni, che vengono dal 
passato. In questo contesto non siamo illuminati da fotoni che vengono dal futuro e 
nemmeno da quelli che vengono dal presente. In altre parole vivremmo costantemente nel 
passato. 

Ma questa e solo I'apparenza poiche la fisica moderna ci dice che le equazioni d'onda del 
passato e del futuro si incontrano solo nel presente che e Tunica soluzione quantica 
possibile, dove le due soluzioni quantiche di passato e futuro si sovrappongono come 
probability. 

In quel contesto, siccome noi scegliamo la soluzione, potremmo scegliere di vivere il futuro 
o il passato e vedremmo solo uno dei due fronti d'onda; ma noi creiamo il presente e per 
farlo, abbiamo bisogno di coalescere le due funzioni d'onda in un unico evento. In altre 
parole non ci accorgiamo di decidere di vedere I'universo in modo non duale e di percepire 
lo spaziotempo in modo non duale. Quando decidiamo questo, le cose ci appaiono in 
modo differente e dobbiamo comprendere come non e vero, che siamo illuminati dai fotoni 
del passato ma siamo illuminati da fotoni del presente. 

Come si fa a verificare questo approccio?. 

Innanzitutto qualcuno potrebbe contestarci I'esistenza degli antifotoni perche sarebbero 
essi che, secondo i calcoli e le previsioni sulla simmetria degli antifotoni, dovrebbero, dal 
futuro, tornare indietro nel tempo ed illuminare il nostro presente. Invece noi 
apparentemente non siamo illuminati dai fotoni che il sole domani partorira. 

Qualcuno dunque potrebbe dire che gli antifotoni non esistono perche essi non si 
manifestano Ma il problema e legato, come sempre, alia consapevolezza dei fenomeni 
che percepiamo e, se non siamo consapevoli, non vediamo cio che invece abbiamo 
d'intorno. 

Una risposta interessante ce la da il cosl chiamato paradosso di Olbers. 

Prende il suo nome daH'astronomo tedesco Heinrich Wilhelm Olbers, che lo propose 
nel 1826. In realta era gia stato descritto da Keplero nel 1610, da Richard Bentley in un 
carteggio con Newton e dagli astronomi Halley e Cheseaux nel XVi secolo. 

Ora torniamo a parlarne qui. Olbers si chiede come mai di notte non c'e piu luce che di 
giorno? 


La domanda potrebbe far sorridere ma il paradosso ha una sua logica oggi del tutto 
irrisolta. Olbers dice che essendo le stelle infinite anche se ognuna inviasse un solo fotone 
sul nostro pianeta, di notte ci dovrebbe essere tanta di quella luce da non poter guardare 
fuori di casa. 

La luce invece non c'e e di notte abbiamo il buio con modesti apporti luminosi di qualche 
Stella lontana. 

La scienza non sa dare risposte univoche che soddisfino pienamente tutte le regole della 
fisica teorica attualmente in vigore. 

Due ipotesi possono tentare di spiegare il paradosso: 

•I'universo esiste da un tempo finito; 

•I'universo e in continua espansione. 

Nella prima ipotesi, la luce di stelle lontane non e ancora arrivata a noi. Potenzialmente in 
futuro tendera a verificarsi la condizione espressa dal paradosso. Ci sono tuttavia diversi 
elementi che indicano che I'universo non sia giovane: la sua eta oscilla tra i 13 ed i 16 
miliardi di anni a seconda del valore dato alia costante di Hubble. Nella seconda ipotesi, le 
stelle si allontanano dalla Terra sempre di piu, come dimostrerebbe I'effetto Doppler, e 
quindi la condizione del paradosso non si verifichera mai. Nel 19291'astronomo 
statunitense Edwin Hubble dimostrd che I'universo attuale si sta espandendo e che 
dunque deve aver avuto un'origine nel passato. Dal nostro punto di vista 
le galassie appaiono allontanarsi con velocita proporzionale alia distanza, fino ad un limite 
oltre il quale sembrerebbero allontanarsi alia velocita della luce, e non possiamo quindi 
vederle. In altre parole, poiche la luce ha velocita limitata, guardare lontano significa anche 
guardare indietro nel tempo, fin al punto in cui si osserva I'istante della nascita del cosmo, 
il Big Bang. In pratica I'universo visibile ci appare di dimensioni limitate nello spazio e nel 
tempo, per cui la luce ci giunge da un numero limitato di stelle tale che il cielo ci appare 
nero. Il paradosso non e piu tale in quanto il presupposto dell'eternita del cosmo e falso. 
Anche nel caso che fosse comunque infinito nello spazio, ma non nel tempo, secondo la 
cosmologia comunemente accettata, per eliminare il paradosso di Olbers basta 
lo spostamento verso il rosso: quando gli oggetti sono abbastanza lontani, come detto 
prima, se superano la distanza che la luce puo aver percorso dal Big Bang, la loro luce 
non ci arrivera per niente, se invece sono piu vicini ma la velocita di recessione e 
maggiore di quella della luce, non ci arrivera nulla comunque. Quindi se anche I'universo 
fosse infinito nello spazio, non avremmo il paradosso. II cosmologo statunitense Edward 
Robert Harrison sostiene che la soluzione del paradosso non si trova nell'espansione 
dell'Universo, anche un universo statico avrebbe un cielo notturno buio. La soluzione 
secondo Harrison e che le stelle brillano da troppo poco tempo per riempire tutto 
I'Universo con la loro radiazione. ( http://it.wikipedia.ora/wiki/Paradosso_di_Olbers L 
Insomma ci sono molte incertezze e tutte queste teorie andrebbero a farsi friggere se si 
introduce I'idea dell'universo non locale dove spazio e tempo sono solamente qui ed ora. 
In questo contesto I'universo non si espanderebbe, ma sarebbe la nostra consapevolezza 
ad essere dinamica e variando in continuazione sempre in una direzione (vedi secondo 
principio della termodinamica) produrrebbe una aleatoria variazione, in una unica 
direzione, della percezione che produrrebbe la virtualita (non sarebbe I'universo a 
espandersi bensi la nostra consapevolezza). 

Se consideriamo invece la struttura Evideonica del nostro Universo virtuale frattalico e 
olografico, non locale, comprendiamo come, noi, si sia informati e quindi illuminati, solo dai 
fotoni che arrivano dal nostro stesso presente. Ammettiamo infatti che esistano fotoni ed 
antifotoni ed ammettiamo che esista il tempo come viene percepito all'interno della nostra 
virtualita (ricordo che al di fuori dell'universo e impossibile avere la percezione del tempo, 



come mostrano gli esperimenti di quantistica ottica effettuati all'INRIM), Noi abitiamo il 
presente e verso di noi vengono i fotoni del passato e gli antifotoni dal futuro. Essi si 
scontrano nel presente e si annullano tra loro totalmente. Gli unici fotoni ed antifotoni che 
non si annullano sono quelli che interagiscono con un oggetto. Gli oggetti sono luoghi di 
punti in cui fotoni ed antifotoni illuminano la materia che noi vediamo. In questa parziale 
visione temporale e virtuale, gli antifotoni non sarebbero da noi quasi per niente percepibili 
a causa della difficolta che essi hanno nell'interagire con la materia (al contrario accade 
con I'antimateria dove I'interazione con il fotone diventa energeticamente improbabile).Ma 
questa e ancora una visione semplicistica poiche in realta il tempo non esiste e dunque i 
fotoni non vengono dal passato e gli antifotoni non vengono dal futuro ma gli Evideoni 
nascono dal nulla dello spazio virtuale. In quel contesto interagiscono con I'oggetto che 
incontrano illuminandolo. 

Ma questo equivale a dire una cosa piuttosto interessante. Dobbiamo infatti porci un'altra 
domanda: 

E' la luce che illuminando un oggetto ce lo rende apparente cioe e il fotone che 
interagendo con un oggetto ce lo mostra? o e I'oggetto che diventa esistente perche e 
illuminato/creato?: cioe risulta apparente poiche e stato creato in quell'istante dai fotoni? In 
altre parole una cosa e visibile perche e reale oppure e reale e dunque diviene 
visibile? 

La risposta e estremamente facile poiche sappiamo che, nell'universo virtuale, la dualita 
non esiste e la causa e I'effetto sono lo stesso evento. Ma a questo punto non rimane che 
una unica soluzione. 



Le cose sono create dalla luce e non e la luce che, sbattendoci sopra ce le mostra. 

Ma questo significa ancora una volta che noi e solo noi, siamo i creatori delle cose: Siamo 
noi che, dal mare delle particelle virtuali (gli Evideoni), plasmiamo in continuazione, in un 
eterno presente, tutto quello che di conseguenza vediamo e percepiamo, con tutti i nostri 
sensi. Non esiste piu il vecchio modo di percepire il passato ed il futuro come due direzioni 
che si allontanano da noi ma semmai noi che creiamo, con il nostro passato e futuro, il 
nostro presente. 

Coscienza dei fotoni o fotoni della coscienza? 

Noi creiamo la virtualita attraverso i fotoni virtuali che sono lo specchio della nostra 




consapevolezza. 




Concezione archetipica del tempo Concezione non locale del tempo Evideonico 

Si capisce in questo modo che il paradosso di Olbers viene facilmente risolto mettendo in 
accordo in un sol colpo, tutte le ipotesi scientifiche che spaziano dalla relativita alia 
quantistica. 

Recentemente i fisici hanno dimostrato che I'antifotone non e eguale al fotone e che i 
leptoni hanno una struttura interna. Ma hanno anche dimostrato che I'elicita dell'antifotone 
calcolata sulla base della esistenza dell'anti atomo di idrogeno, non permette, all'antifotone 
di interagire con la materia cosi come il fotone non puo interagire con I'antimateria, proprio 
come noi abbiamo postulate nella meccanica quantistica dell'Evideon. (I/I/. Perkins, "The 
Antiparticles of Neutral Bosons," Journal of Modern Physics, Vol. 4 No. 12A, 2013, pp. 12- 
19. doi: 10.4236/jmp.2013.412A1003.) 

Materia scura (dark) od oscura (unknown)? 

In realta nella lingua inglese scuro ed oscuro si traducono con lo stesso termine ma nella 
traduzione in italiano si ha perdita di informazioni. II termine oscuro non significa scuro ma 
non conosciuto, non chiaro, ma non nel senso di gradazione di colore bensl come 
sinonimo di incertezza, di poca comprensione della osservazione. II termine e state 
dunque reinterpretato perche i fisici italiani credono che il termine dark matter si leghi 
all'idea che esista una materia nello spazio determinata dal fatto che sia non visibile, cioe 
trasparente alia nostra percezione; invece il fisico anglosassone da originariamente al 
significato del termine “dark” una accezione differente. Dark significa unknown cioe 
sconosciuto non “nero”. La lingua inglese sara infatti meravigliosa per scrivere un lavoro 
scientifico ma quando si parla di tradurre in italiano ecco che i significati si perdono nella 
differente quantita di vocaboli che la nostra lingua ha rispetto alia piu decisamente povera 
lingua anglosassone. A fame le spese sono gli scienziati italiani che sovente hanno poca 
dimestichezza con la lingua italiana ma piu dimestichezza con il linguaggio della 
matematica. Cosi assistiamo all'uso di improbabili traduzioni scientifiche. Per esempio su 
tutti i libri di chimica si legge che esiste una analisi elementare che stabilisce la 
percentuale degli elementi in un composto chimico. Ebbene la analisi elementare non e 
mai esistita. Semmai esiste I'analisi elementale, cioe degli elementi, dall'lnglese “elemental 
analisys e non elementar analisys”. In duecento anni di chimica italiana nessun chimico si 
e mai accorto di questa traduzione errata. 

Dunque non dobbiamo stupirci che anche nel caso della fisica moderna sul termine “dark 
matter” ci sia a livello lessicale, parecchia confusione. 

Dunque per la grammatica trasformazionale, sotto branca della Programmazione Neuro 
Linguistica, se esiste poca consapevolezza a livello terminologico su una cosa, non si ha 
chiarezza sulla mappa del territorio, che la contraddistingue. In altre parole nessuno ha 
capito niente sulla materia oscura. 

Si tratta sempre di verificare I'osservazione di un fenomeno e di filtrarla attraverso la 



nostra consapevolezza. 

Si sostiene da piu parti che la materia oscura sarebbe costituita di fotoni oscuri. Ma cosa 
siano i fotoni oscuri ovviamente e una cosa decisamente oscura, a meno di non prendere 
in esame I'idea dell'antifotone. 

Miles Mathis ( http://milesmathis.com/updates.htmh e Tim Tate dell'UC di Irvine, due fisici 
americani, sostengono I'esistenza dei fotoni dark ma hanno idee sostanzialmente different 
sulla sua natura. Per Tate la materia oscura e costituita di fotoni senza massa che ruotano 
su se stessi . Per Mathis siccome la materia oscura rappresenta il 95% di tutta la materia 
non e possibile sostenere che e senza gravita poiche questo non si concilierebbe con i 
calcoli quanto-meccanici della QED (quanto-elettrodinamica). I fotoni non ruoterebbero 
attorno al loro asse ma ruoterebbero attorno agli elettroni gravitazionalmente poiche 
carichi. La carica del fotone verrebbe in continuazione accettata e ceduta cosi da apparire 
non misurabile ma tale da produrre effetti gravitazionali della materia. 



Leggendo questi lavori non si pud fare a meno di notare come si cerca di costruire un 
fotone con elementi di dissimmetria che il fotone virtuale non possiede ma che sono 
necessari per ottenere i dati sperimentali che osserviamo. La rotazione di un fotone 
diviene cosi importante ed e rappresentabile nel fotone evideonico, dal cono che identifica 
la costante di struttura fine deH'Universo di cui abbiamo trattato in Evideon 2. 

II cono azzurro la cui base ha una circonferenza del valor medio di 137 (inverso della 
costante di struttura fine dell'Universo, correlata con Pi greco e con la sezione aurea e con 
le dimensioni dell'Evideon), e in rapida precessione attorno al suo asse principale. 
Nell'antifotone tale rotazione e invertita. 



Nel tentativo di catturare sperimentalmente i fotoni dark, MatT Graham dello SLAC 
National Accelerator Laboratory, nel tentativo di chiarire la posizione della scienza attuale, 
mette in evidenza come molti siano i modi di chiamare i fotoni dark che vengono appellati 
anche come particelle A', Bosoni U, Fotoni pesanti ma che sostanzialmente sono la stessa 














cosa. II mistero su queste particelle e affrontato da molteplici approcci teorici. 
Sostanzialmente i ricercatori sarebbero d'accordo nel sostenere che quel qualcosa che 
definiscono bosone U o particella A' decade in due coppie di elettrone positrone e che 
forse pud essere prodotto da un cannone elettronico (electron Beam) che spara raggi 
gamma, cioe fotoni ad alta energia e, come abbiamo visto in precedenza, capaci di 
interagire con la materia, ed in particolare su un elettrone, secondo uno schema del tipo 
seguente: 




Seguendo questo schema si comprende come il fotone dark e qualcosa di misterioso che 
si formerebbe bombardando elettroni con raggi gamma, come accade nell'effetto Compton 
ed andando a verificare come i prodotti di decadimento di quel qualcosa di misterioso che 
si forma, sia costituito da una doppia coppia di elettrone positrone. 

Alcuni ricercatori (httD://ac.els-cdn.com/S0370269314001336/1-s2.0-S0370269314001336-main.pdf? tid= 60 f 6 df 16 -ddda- 11 e 4 - 
8e56-00000aab0f6b&acdnat=1428489252 edac78cc934953822e2c68d4a6be936a ), hannO ITieSSO in evidenza COme 

a monte del decadimento della coppia di elettroni antielettroni esisterebbe un mesone che 
li produrrebbe. In analogia con queste ipotesi, Anche Douglas Bryman (New Light Shed on 
Dark Photons University of British Columbia, Vancouver, British Columbia V6T2A3, 
Canada Published November 10, 2014 ), prevede che, a monte della emissione di coppie 
elettrone antielettrone, esista un mesone la cui formazione, e qui e il punto, non si 
conosce, ma che si ipotizza avvenire in diverse maniere. 

Ovviamente, anche in questo caso, se si ammette I'esistenza dell'antifotone, si capisce 
cosa c'e che sfugge alia fisica moderna, dove in questo processo, Tunica cosa dark che 
esiste e la formazione di antifotoni a bassa energia che si manifestano con una massa 
piccola ma tale da farli chiamare, fotoni pesanti. 










Seguiamo il percorso di trasformazione della coppia elettrone positrone a ritroso 
postulando che un elettrone (un leptone) e costituito da un fotone opportunamente legato 
ad un antifotone e dove la sua immagine speculare rappresenta il positrone o 
antielettrone. 



In realta questo processo che viene descritto da Bryman, per ragioni di conservazione di 
simmetria CPT (Carica, Parita e Tempo) deve essere solo la meta di quello che accade, 
cioe ci devono essere due coppie elettrone positrone che danno due elettroni e due 
positroni, con formazione intermedia di un elusivo antifotone. Se ci si chiede il perche 
ovviamente si pud notare che, se non si raddoppia il processo, le cose non tornano. Infatti 
se un elettrone ed un positrone si incontrano ed eliminano un fotone, rimangono tre unita 
fotoniche che possono dare solo un elettrone ed un fotone od un positrone ed un 
antifotone (secondo la visione evideonica). (Vedi Appendice 2) 

Dunque se riscriviamo il processo da un punto di vista evideonico, abbiamo due coppie 
elettrone positrone che collidono in modo inverso I'una con I'altra. In altre parole, nel primo 
caso, un elettrone collide con un positrone mentre nel secondo caso avviene il contrario 
(che per le regole di simmetria dell'Evideon non e lo stesso). Oppure possiamo dire che da 
un punto di vista statistico, questo urto, ha il cinquanta per cento di possibility di fornire 
un quark ed un antifotone o un antiquark ed un fotone (Vedi Schema seguente). 

II quark e I'antiquark si agganciano tra loro immediatamente per fornire un mesone (i quark 
non possono essere generati da soli proprio a causa della loro geometria evideonica, cosl 
come peraltro confermato dalla fisica del modello standard. II successivo collasso tra il 
fotone e la parte antiquark del mesone fornisce una coppia di elettroni mentre il 
concomitante urto fra I'antifotone ed il restante quark fornisce una coppia di antielettroni. 
Dunque non si formerebbe una coppia di elettroni positroni ma una coppia di elettroni ed 
una coppia di positroni che peraltro danno lo stesso indistinguibile risultato finale ma si 
giustifica cosi il perche il processo di formazione dei prodotti finali viene raddoppiato per 
conservare la struttura e la geometria delle parti in gioco. I passaggi sono riassunti nello 
schema seguente. 

Come si vede dallo schema sotto riportato, la simmetria dell'intero processo sembra 
rispettata e Tunica cosa dark che appare invisibile agli sperimentatori, solo perche non e 
stata presa in considerazione, e la produzione di un antifotone (che e la parte dark di tutto 
il processo). I due processi paralleli risultano enantiomorfi cioe sono I'uno Timmagine 
speculare dell'altro e dunque hanno la stessa energia. II processo risulta rapido al di sotto 
del tempo di conversione del fotone e dell'antifotone nei fotoni virtuali. Perche questo 







accada i fotoni e gli antifotoni che si formano devono possedere bassa energia cioe massa 
molto piccola ovvero asse del corrispondente modello evideonico decisamente corto. 
Questo fa parlare a volte di fotoni aventi massa non nulla. Vedremo in seguito che, a 
seconda della massa che le unita fotoniche possiedono, il tempo di interconversione nel 
corrispondente antifotone pud variare, rendendo in alcuni casi, gli antifotoni, abbastanza 
stabili da poter essere utilizzati prima che si interconvertano nel fotone virtuale. 


elettrone e positrone p 



La luce dark viene considerata la fonte di un universo invisibile che ha a che fare con la 
materia oscura (http://www.symmetrymagazine.org/article/december-2014/searching-for-a- 
dark-light). L'aggancio con gli antifotoni e estremamente calzante. Sembra che i fisici non 
possano utilizzare il termine antifotone perche sui libri c'e scritto che gli antifotoni ed i 
fotoni sono la stessa cosa e per timore reverenziale di urtare I'irascibilita dei detentori della 
REGOLA, si cerchi di bypassare il termine antifotone camuffandolo con il termine dark 
photon. Ormai la nuova fisica e alle porte con la scoperta degli anti quanti, degli anti fotoni 
e degli anti gluoni (da noi gia postulati in Evideon, Ed. Spazio Interiore). 
http://www.journaloftheoretics.com/Articles/6-6/str.aqA.pdf . 

Gli studi del Fermilab propongono, per la formazione della dark matter, uno schema 
decisamente simile al nostro, dove quark ed antiquark sarebbero i precursori del bosone 
W che successivamente produrrebbe particelle esotiche (denominate Susy) che 
fornirebbero poi i fotoni dark, secondo quanto descritto nel loro schema. 



W boson 


Darkino 


W boson 


SUSY 

Particle 


Darkino 


SUSY 

Particle 


Z boson 


Quark 
from beam 


Antiquark 
from beam 


Photon 


SUSY 

Particle 


Dark photon 
(decays into 
electrons or 
muons) 


http://www.fnal.aov/pub/todav/archive/archive 2009/todav09-06-25.html . 

Dai fotoni dark ai biofotoni. Guarire con consapevolezza. 

II biofisico tedesco Prof. Fritz Albert Popp, scopri che il corpo umano emette fotoni a bassa 



















energia, e queste emissioni di luce, sono in relazione con i processi biologici del corpo 
umano. Secondo gli studi effettuati da professor Mitsuo Hiramatsu, scienziato del Central 
Research Laboratory della Hamamatsu Photonics non sono solo le mani deN'uomo che 
possono emettere bioluminescenza, ma anche la fronte e alcune parti dei piedi. 
http://cristiancontini.bloaspot.com/2006/Q9/ali-umani-emettono-luce.html 
La teoria dei BIOFOTONI, cosi venivano chiamati i fotoni che sorgevano da tessuti 
biologici, insegnata dal fisico Popp, sulle tracce di un intuizione ardita del russo Gurwitsch 
circa 70 anni fa, offre la credibile interpretazione, suffragata oramai da molteplici 
esperimenti, del fatto che I’evento biologico primario alia base della vita e anche delle 
alterazioni che portano alia malattia, e un evento fisico di natura informazionale e quindi 
elettromagnetica (frequenze modulate). La teoria di Popp apre la strada alia soluzione di 
tanti quesiti, ai quali, fino ad ora, la Biochimica medica non ha saputo dare risposta, ed 
alia prospettiva di un nuovo modo di utilizzare terapie diverse da quelle di curare solo i 
sintomi della malattia come attualmente si pratica nella medicina ufficiale detta allopatica. 
Secondo Popp, I’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nella sfera 
biologica dei Viventi. Tutti i sistemi viventi, presentano una emissione di “Quanti 
Energetici” detti “Biofotoni”che si propagano con la velocity della luce. La loro esistenza 
(emissione) ormai comprovata e dimostrata (specie dalle unghie delle mani e dei piedi) ci 
consente di comprendere I’elevato passaggio d’informazioni dentro la cellula e tra cellule e 
cellule, informazioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo, quelli della 
crescita e della differenziazione cellulare. http://www.mednat.ora/bioelettr/biofotoni.htm . 
Secondo Popp, i biofotoni nascono nel nucleo cellulare, che funzionerebbe come una 
stazione radio che guida i processi cellulari attraverso I’emissione di un campo 
elettromagnetico. Questa “stazione radio” sarebbe anche in grado di ricevere ed elaborare 
i vari segnali elettromagnetici che giungono dall’esterno. Diventa cosi importante inviare 
alle cellule “messaggi di salute”, “ricordare” alle cellule il loro linguaggio, per poter 
riattivare il loro metabolismo e le emissioni che esse sono capaci di produrre, in uno stato 
di salute e di equilibrio. Si possono percio inviare all’organismo queste “informazioni 
guida”, sotto forma di quanti.( http://www.areenmedinfo.com/bloa/biophotons-human-bodv- 
emits-communicates-and-made-light ) 

I biofotoni sembrano essere un punto chiave di processi di guarigione ed auto guarigione 
spontanea ed e per questo che ci dobbiamo chiedere, con che meccanismo questi 
biofotoni si formerebbero e che caratteristiche fisiche essi avrebbero. I biofotoni sono 
sperimentalmente determinabili, sono collegati alle emissioni di tessuti malati e non, ma 
non si capisce ancora bene come essi si formino. Va pero detto che le recenti scoperte in 
questo campo tendono a far prendere in considerazione I'idea che i biofotoni siano prodotti 
di decadimento dei fotoni dark ed e per questo che ora ne stiamo parlando. 

Nel Journal of Nonlocality, Vol i, Nr 1, Giugno, 2013 ISSN: 2167-6283, M. Pita"Aden, in un 
articolo dal titolo “Are Dark Photons Behind Biophotons?” si cerca di far comprendere 
come questa eventuality sia possibile anche se la vera natura dei fotoni dark non si 
conosce con profondita, a meno di non prendere in considerazione I'eventualita che i 
fotoni dark altro non siano che gli antifotoni. (http://tgdtheory.com/public_html/). 

In questo interessante articolo si mette in evidenza come I'universo sia un ologramma, il 
cervello e un lettore di ologrammi, (Grass F, Klima H, Kasper S. Med Hypotheses. 
2004;62(2):169-72.Biophotons, microtubules and CNS, is our brain a "holographic 
computer"?). Microtubuli nel cervello, di dimensioni quantiche, sarebbero i siti dove i fotoni 
dark si formerebbero e poi si trasformerebbero in biofotoni. Si aggiunge inoltre che, in 
alcuni esperimenti di cui si riporta la letteratura scientifica, si mostrerebbe come il lobo 
sinistro del cervello o meglio l"emisfero sinistro, sarebbe in grado di emettere fotoni a 
bassa energia visibili all'infrarosso .(Biophotons - The Light in Our Cells Marco Bischof 
Biophotons - The Light in Our Cells Marco Bischof 522 pp., more than 160 illustrations, 5 
color plates, extensive bibliography and index. German publisher: Zweitausendeins, 




Frankfurt, http://www.zweitausendeins.de/ Publication date: March 1995 Actual edition 
(May 1998): 9th printing otal number of copies sold in German-language market: 27'000 
ISBN 3-86150-095-7) Si aggiunge che, in alcuni casi, riportati su riviste scientifiche, 
I'emisfero cerebrale destro emetterebbe piu biofotoni che il sinistro. 

In questo ultimo caso, gli autori, mettono alcuni soggetti al buio e chiedono a questi di 
immaginarsi nella mente, con una simulazione mentale, della luce. In quell'istante i 
fotomoltiplicatori delle apparecchiature di rilevamento dei biofotoni, vedono biofotoni 
formarsi nella zona del lobo destro del cervello. ( Dotta BT.Saroka KS. Persinger 
MA . Neurosci Lett. 2012 Apr 4;513(2):151-4. doi: 10.1016Tj.neulet.2012.02.021. Epub 2012 
Feb 17. Increased photon emission from the head while imagining light in the dark is 
correlated with changes in electroencephalographic power: support for Bokkon's 
biophoton hypothesis.). Secondo noi non si pud dare questa interpretazione ai risultati di 
questi neurofisiologi perche essi fanno immaginare una luce ferma nelle menti dei loro 
soggetti e dunque in movimento nel tempo virtuale ma ferma nello spazio. Non sappiamo 
come sarebbero andate le cose se il test fosse stato fatto chiedendo ai soggetti di 
immaginarsi una luce in movimento nello spazio. Allora probabilmente si sarebbe 
illuminato di piu il lobo sinistro, ma purtroppo non lo possiamo dire con sicurezza poiche 
I'esperimento non e stato fatto. II lobo destro e sinistro del cervello sono lettori di 
ologrammi e mentre il sinistro legge e crea nello spazio il destro legge e crea nel tempo, 
dove spazio e tempo appaiono creazioni virtuali. 

Questo ultimo esperimento, se da un lato mostra come cio che il cervello immagina, di 
conseguenza crea e che le simulazioni mentali producono realmente virtualita, cioe noi 
siamo i creatori dell'universo olografico, propone peraltro una errata interpretazione dei 
dati sperimentali facendo credere al lettore che il lobo destro sia differenziato nella 
produzione di biofotoni. 

Sono interessanti gli studi effettuati sui biofotoni che escono dalle mani, che potrebbero 
essere facilmente messi in relazione alle guarigioni ed auto guarigioni per imposizione 
delle mani sulle parti malate. (S. Cohen , F.A. Popp , Journal of 
PhotochemistryPhotochemistry and Phomhiology B: Biology 41) ( lt~) 7, 187-189 News 
and Vi ews Biophoto body ). 

Altri autori mettono in risalto come i tessuti biologici malati emettano spontaneamente piu 
fotoni di quelli sani 

Dobbiamo ora comprendere da dove vengono i biofotoni e che reale rapporto hanno con i 
cosi detti fotoni dark. Innanzitutto i cosi detti fotoni dark, secondo noi, sono solo antifotoni 
caratterizzati dall'avere una bassa energia ed essere scambiati per quei fotoni pesanti 
(heavy photons) di cui nessuno sa praticamente niente. 



Threfr-dimensional displays of ultraweak biophoton emission images of the back of an injured mauaa (a) immediately after [njiiiy, (f>) two days 
after injury, (c) four days after injury and (d> si* days after injury. 


“Journal of Photochemistry and Photobiology B: Biology (2006)’ 



Pliolnn emission intercity 
jph(rtonrs-«n J | 



Dtt*+. n>Sm 





http://www. elapsus. it/home 1 /index.php/scienza/scienziati/814-la-luce-della-vita-i-biofotoni 























































Fotoni colorati. 

I fotoni non sono tutti eguali. Hanno infatti energie different e soprattutto nel campo del 
visibile essi sono diversamente colorati. Si va dal rosso al violetto ed, al di fuori di questi 
margini, ci sono fotoni invisibili ma decisamente energetici come i raggi x, o quelli a bassa 
energia, al di sotto del rosso (basso infrarosso), che possono ancora essere visti con 
opportuni fotomoltiplicatori. I fotoni biologici appartengono a questa categoria. II corpo 
umano, quando emette questi fotoni, li produce caratterizzandoli con bassi valori di 
energia. Secondo la ben nota equazione che collega I'energia alia massa, in termini 
quantitativi, E=mc 2 , se avessimo un fotone blu ed uno rosso dovremmo dire che essi 
vanno tutti e due alia velocita della luce, ma avendo energia differente dovremmo anche 
sostenere che hanno una massa apparente differente. In altre parole il fotone blu pesa di 
piu del fotone rosso, od ancora meglio, se potessimo misurare la sua massa “apparente”, 
essa sarebbe piu pesante di quella del fotone rosso. Nel modello evideonico, va ricordato 
che la massa e legata alia energia per via dell'asse verticale, caratterizzato dai colori 
magenta in alto e verde in basso. Tutti i fotoni poi passano dalla forma fotonica alia forma 
antifotonica molto velocemente, tanto da non riuscire a vedere le due formule di risonanza 
ma esse si presenterebbero come un unico aspetto che e poi quello del fotone virtuale. 

Mentre i fotoni ad alta energia hanno la possibility di comportarsi 
come particelle virtuali con massa specifica, in grado di dare 
interazioni con altri fotoni o con la materia sotto forma di veri e 
propri urti, i fotoni a bassa energia, non presentando la 
caratteristica della massa se non in quantita trascurabile e 
passano I'uno dentro I'altro, senza quasi interagire. L'unica cosa 
che e comune ai fotoni rosso e blu e la lunghezza degli assi di spazio e tempo che 
configurano questi due oggetti come fotoni e che li costringono ad avere la stessa velocita 
“apparente” cioe quella della luce. L'asse centrale invece oscilla come una molla tra i 
valori fotonici ed antifotonici. L'energia del fotone, che si esprime attraverso la sua massa 
apparente e, per i nostri occhi, con il suo colore, e dunque proporzionale alia lunghezza 
dell'asse delle energie. Piu lungo e l'asse e piu massa appare e piu verso il blu scivola la 
percezione del colore. In un “istante” identico sia il fotone blu che il fotone rosso diventano 
antifotoni blu e rosso ma siccome i due assi della energia hanno lunghezze different, la 
“frequenza” (|E|/hc) di passaggio da forma fotonica ed antifotonica e piu alta per il blu che 
non per il rosso. In parole povere se in un tempo di Planck (10 -44 secondi) il fotone blu 
passa dall'avere una massa m ad una massa -m, cosi un fotone rosso, nello stesso 
tempo, passera da una massa m/n ad una massa -m/n con n numero positivo. II che vuol 
dire che la derivata prima dell'equazione che descrive il secondo passaggio, sara un 
numero piu piccolo della derivata del primo passaggio. Tutto cio equivale a far cadere due 
palline in una buca (piano inclinato) da due altezze differenti, con velocita different e 
pendenze differenti, facendole incontrare solo nel punto piu basso della buca di 
potenziale.(cfr. disegno precedente). E' evidente che le velocita delle due palline sono 
differenti e quella che parte piu in basso ha velocita minore anche se le due palline 
compiono una oscillazione nello stesso periodo di tempo. E' come avere due buche piu o 
meno della stessa forma ma una piu bassa rispetto all'altra anche se tutte e due le buche 
hanno la stessa circonferenza iniziale. Due palline sono poste sulle due superfici interne 
delle buche in posizione iniziale. 

Poi le due palline vengono lasciate andare e nel cadere nella buca arrivano assieme al 
punto piu basso. 

La pallina della buca rossa ha la stessa frequenza (1/A) di oscillazione della blu ma va piu 
piano lungo l'asse delle energie (|E||). Questo e quello che accade al fotone rosso che 
deve percorrere meno strada nell'oscillare tra la sua forma fotonica e quella antifotonica, 
rispetto al fotone blu. II fotone rosso ci appare (ma non lo e) piu lento nell'interconnettersi 
con la sua antiparticella. 



I meccanismo della auto guarigione. 

Gli antifotoni prodotti dal corpo umano, che decadono attraverso I'improbabile fotone dark, 
in fotoni haevy cioe pesanti, a bassa energia e bassa massa apparente, colpiscono i 
tessuti malati e quelli sani ma fanno tornare indietro nel tempo tutte le cose con cui 
interagiscono. In questo contesto le cellule sane rimangono sane ma quelle malate 
tornano ad essere sane. Come in alcuni esperimenti di quantistica, quando si postula la 
formazione di un antifotone rosso a bassa energia esso torna indietro nel tempo prima di 
riconvertirsi in fotone virtuale e per un attimo I'effetto temporale diventa eclatante. Nel 
caso di tessuti biologici, quello che si nota e che il cervello stesso produce, sotto controllo 
della coscienza, attraverso una simulazione mentale indotta anche inconsciamente, fotoni 
virtuali a bassa energia che prima di mostrarsi come tali al fotomoltiplicatore, agiscono 
come antifotoni sui tessuti malati riportandoli indietro nel tempo. 

Se da una parte esiste I'aspetto quantistico della interazione tra un fotone ad alta energia 
ed alcuni elettroni, per formare un fotone virtuale haevy, che originera un antifotone che, 
alia fine, si mostrera come biofotone virtuale, d'altra parte, abbiamo la nostra 
consapevolezza che produce, senza saperlo, biofotoni per riparare tessuti organici malati. 

II dolore fisico, lo stress della malattia, darebbero spontaneamente ed inconsapevolmente 
luogo alia formazione di anti fotoni a bassa energia, che sarebbero imputati alia guarigione 
solo perche essi interagiscono con il presente riportandolo indietro nel tempo. 

Per comprendere come il biofotone virtuale pud interagire, sia in forma fotonica che in 
forma anti biofotonica, con il tessuto malato, bisogna ricordare il lavoro scientifico a cui 
abbiamo precedentemente fatto riferimento (W. Perkins, "The Antiparticles of Neutral 
Bosons," Journal of Modern Physics, Vol. 4 No. 12A, 2013, pp. 12-19. 
doi: 10.4236/jmp.2013.412A1003), dove si dimostrava che I'antifotone, avendo elicita 
differente da quella della materia, non puo interagire con essa. In realta la probability che 
I'interazione ci sia e molto bassa ma statisticamente aumenta quando il fotone virtuale 
che genera I'anti fotone, ha un asse delle energie corto, cioe ha bassa energia. Infatti se 
I'asse delle energie fosse nullo (fotone virtuale) si avrebbe interazione sia con la materia 
che con I'antimateria. Questo fatto fa prevedere che, mano a mano che il fotone 
virtuale (somma di fotone ed antifotone) abbassa la sua energia, la probability che 
esso possa interagire sotto forma di antifotone, con la materia, se da un lato 
aumenterebbe, dall'altro diminuisce poiche i fotoni che perdono massa non 
agiscono sulla stessa materia. II risultato finale farebbe si che quando I'antifotone ha 
energia elevata, non reagisce con la materia perche la sua elicita glielo impedisce e 
quando ha bassa energia non reagisce comunque perche e sotto forma di onda e non di 
particella. Esiste un valore di energia intermedia, di bassa intensity, dove la possibility che 
un antifotone reagisca, come tale, con la materia, non e nulla. Mentre il fotone virtuale ad 
alta energia oscilla rapidamente attorno alia posizione intermedia (energia potenziale 
zero), il fotone bio, essendo a bassa energia, sosta di piu nella zona spazio-temporale a 
energia bassa o nulla. In altre parole il biofotone virtuale ha piu probability di essere 
catturato dai tessuti malati come antifotone facendo regredire nel tempo le cose che 
illumina. 

Si potrebbe obiettare che il fotone bio virtuale (a bassa energial ha minori probability di 
interagire come antifotone che come fotone (per problemi di elicita oppostal con il tessuto 
malato. che e fatto di materia e non di antimateria ma questo non appare sempre vero. II 
fotone. nella sua forma antifotonica. ha una entropia negativa cioe piu bassa rispetto al 
fotone. L'entropia con gli antifotoni tende ad abbassarsi (principio anti entropico di 
FantappieL e dunque essi interagiscono meglio con un tessuto malato dove I'entropia e 
bassa. rispetto ad un tessuto dove l'entropia e alta. dove le cellule sono sane ed ordinate. 
L'entropia di un sistema puro e nulla. In altre parole se si considera tutto I'universo sia 
quella parte di materia che quella di antimateria. l'entropia totale del sistema risultera 
sempre nulla. Questo vuol dire che i due semi universi sono entangled fra loro ed il 












sistema totale viene definito puro. II fotone virtuale e un sistema puro perche oscilla tra 

entropia positive e neaativa al di sotto del tempo di Planck 

(http://it.wikipedia.org/wiki/Entanalement quantistico) E' peraltro facile dimostrare che 

due sistemi reaaiscono cineticamente e non termodinamicamente tra loro con minor 

dispendio di lavoro termodinamico se hanno lo stesso arado di disordine, rispetto a due 

sistemi molto differentemente ordinati. (dallo scambio di calore nei corpi alia teoria Hard e 

Soft deali orbitali di frontiera. alia leaae di attrazione universale Vedi Evideon 2.) 


Definition of Entropy 


"Entropy is an integral measure of (random} thermal energy 
redistribution (due to heat transfer or irreversible heat 
generation! within a system mass and/or; space (during, system 
expansion), per absolute temperature level - Entropy is 
increasing from orderly crystalline structure at zero absolute 
temperature (zero reference) during reversible heating (entropy 
transfer) and entropy generation during irreversible energy 
conversion, i.e. energy degradation or random equi-partition 
within system material structure and space." (by M. Kostic) 


Questa visione dei fatti non e pero estremamente corretta, anche se e utile nella virtualita 
temporale per capire cosa accade. In realta non esiste lo spazio ed il tempo perche 
I'universo e non locale; e dunque, la nostra consapevolezza, farebbe nascere dal mare di 
Evideoni, fotoni ed antifotoni che creerebbero il presente stesso modificando gia il 
precedentemente creato, rimodellandolo. 

Si potrebbe dire che noi siamo in grado di creare fotoni ed antifotoni imponendo a queste 
loro due forme di risonanza di risuonare fra loro con velocita differenti tali da creare con la 
vibrazione tutto ed il contrario di tutto. 

Ancora una volta dobbiamo sottolineare che non sarebbe la luce a modificare il virtuale ma 
la luce lo crea direttamente, seguendo le indicazioni della Coscienza. 

Molti processi di questo tipo sarebbero automatici e spontanei. 

Si nota infatti che i tessuti che hanno subito una lacerazione od una alterazione per 
malattie, irradiano molti piu biofotoni rispetto agli altri. Si nota altresi che i tessuti malati 
sono termodinamicamente piu disordinati a livello cellulare di quelli sani. In quel contesto 
I'entropia di questi tessuti malati, diminuirebbe in accordo con la presenza di antifotoni che 
avendo energia negativa sarebbero anti entropici. 

( http://www.deltard.com/modello1.htm ) ( http://www.bioexplorer.it/Forums/Thread.aspx? 
paaeid=6&t=79~-1 ). 

Quante volte banalmente uno di noi ha apposto la propria mano su una parte del corpo 
dolorante ed il dolore si e alleviato? 

Probabilmente in quel contesto scatta la produzione di biofotoni che contengono anti 
biofotoni pesanti, che hanno piu probability di interagire con i tessuti malati a piu bassa 
entropia 

In parole semplici, sembra che noi tutti abbiamo capacita auto guarenti ma forse pochi se 
ne sono accorti. Esistono pero altri aspetti di questa realta che ci possono far capire come 
i processi di guarigione siano legati agli aspetti quantistici dei fotoni. 

Vanno fatte alcune considerazioni di carattere generale a proposito dei fenomeni di auto 
guarigione. La prima cosa da notare e che in generale I'uomo appare quasi totalmente 
inconsapevole del fatto che egli si puo auto guarire e che il processo di auto guarigione 
dipende dal considerare la malattia, uno stato di bassa consapevolezza e di bassa 














entropia. Guarire vuol dire comprendere, da un lato, ma abbassare I'energia del sistema, 
dall'altro, poiche I'energia e la consapevolezza sono strettamente collegate fra loro. 
Ammalarsi dunque vuol dire diminuire localmente I'entropia del sistema cioe creare un 
disordine cellulare che corrisponde ad una diminuzione di entropia? Dunque il processo di 
ammalarsi non sarebbe un processo spontaneo ne favorito a meno di non dimostrare che 
se non ci si ammalasse, I'entropia diminuirebbe di piu. In altre parole, da un punto di vista 
termodinamico, la malattia, rappresenta comunque un percorso che, attraverso la sua 
manifestazione, ci permette di seguire un percorso entropico che porta da uno stato di 
poca consapevolezza di persona sana, ad uno stato di maggior consapevolezza di 
persona malata ed alia fine, ad uno stato di ancor piu elevata consapevolezza di persona 
guarita. 

La nascita di un essere vivente rappresenta un istante in cui apparentemente si crea 
disordine mentre la mode fisica e un istante in cui si crea ordine, emettendo energia. II 
processo di mode di esseri viventi rappresenta dunque un momento di apprendimento. II 
rifiuto della mode o il rifiuto della malattia producono situazioni di blocco nell'aumento della 
consapevolezza e della entropia del sistema che comunque tende ad aumentare. La 
difficolta dunque di auto guarirsi dipende dal rifiuto della malattia come momento di 
apprendimento ma anche dal rifiuto che un corpo sano ma scemo sia peggiore di un 
corpo malato ma piu consapevole. In realta il corpo sano ma inconsapevole, da un punto 
di vista termodinamico risulta avere un grado di entropia inferiore al grado di entropia che 
avrebbe un corpo malato ma consapevole. 

La accettazione della malattia come istante di apprendimento equivale alia accettazione 
del processo di comprensione che sovente, la gente, si rifiuta di percorrere. 

Non si pud guarire se non si accetta di comprendere e non si accetta che esista qualcosa 
da comprendere. 

Da questo punto di vista la malattia non e un dono come dicono alcuni sprovveduti 
cattolici, che ci manda il Signore, per metterci alia prova, ma e un momento di 
apprendimento che noi stessi ci siamo concessi. Se il religioso prega il suo dio perche lo 
guarisca, noi invece agiamo sulla nostra coscienza perche risolva il nodo di comprensione 
ed ancora una volta, noi diveniamo i nostri creatori. 

Ancora una volta la new age delle religioni, racconta le cose mettendo in evidenza quelle 
piccole differenze dalla realta che tendono a portare I'Uomo fuori strada, lontano dalla 
comprensione, altrimenti gli Dei non potrebbero piu gestire questa nostra coscienza che 
riprenderebbe in mano le redini di tutto I'Universo. 

Intrappolati dalla mente. 

Da un punto di vista virtuale, la difficolta a 
comprendere che noi siamo i nostri creatori deriva 
dalla parte mentale. (Vedi Appendice 4) 

La Mente infatti e quella parte di coscienza che 
unifica il lavoro della parte animica e spirituale 
dell'individuo ma e anche quella entita che agisce 
sul piano della energia. 

In parole povere la mente da la forma 
tridimensionale alia nostra creazione. 

Se non ci fosse la mente ci sarebbe solo un 
ologramma spazio-temporale piatto non estruso 
sulla terza dimensione. 

Non ci apparirebbe la solidita della terza 
dimensione, le cose non avrebbero massa come 
espresso dal pensiero del fisico Massimo Corbucci (https://www.facebok.com/paaes/MASSiMO- 
CORBUCCI-E-IL-VUOTO-QUANTOMECCANICO/292095747483472t 






E' la mente che plasma I'universo bidimensionale spazio-temporale, facendo nascere dal 
brodo delle particelle virtuali (gli Evideoni), il mondo come lo percepiamo attorno a noi. 

La mente ha dato la forma alia creazione ma lo ha fatto del tutto inconsapevolmente. 

In questa creazione la Mente, osservando la sua creazione, prende consapevolezza della 
coscienza che gli compete. 

Dunque per uno strano gioco delle parti, la Mente ha costruito il primo oggetto. 

Lo osserva, non sa che I'ha costruito e, la constatazione dell'esistenza dell'oggetto, blocca 
la mente, nel credere che quell'oggetto sia effettivamente quello che e mentre, in realta, e 
solo quello che noi vogliamo che sia. 

Con parole different la Mente rimane imbrigliata dalla sua prima creazione e non si 
accorge che puo cambiarla in qualsiasi momento. 

Ho davanti a me una bottiglia. 

Non so che la bottiglia la sto creando io stesso e non mi viene in mente che posso 
trasformare la bottiglia (che e una mia creazione inconsapevole) in un bicchiere 
(creazione consapevole). 

Quando questo paradigma viene superato, ecco che I'uomo mostra le sue capacita 
creative senza piu nascondimenti. 

Sovente questo processo di cambiamento della realta virtuale, e del tutto spontaneo ed 
inconscio. II nostro conscio (la Mente) vede il cambiamento della virtualita e, non sapendo 
che siamo noi stessi ad averlo prodotto, crede che il cambiamento sia avvenuto per caso o 
perche un Dio ha fatto il miracolo o perche le leggi della fisica lo permettono. 

Ebbene quel dio siamo noi stessi. 



La presa di consapevolezza di questo aspetto della realta virtuale, porta I'Uomo verso la 
comprensione di se stesso e, attraverso il miracolo, egli produce la sua guarigione, dove il 
guarito e il divenuto consapevole. 

Dopo, e solo dopo aver compreso questo, possiamo rivedere alcune parti della virtualita 
sotto una nuova luce. In questo contesto abbiamo riesaminato alcuni fenomeni di 
guarigione non convenzionale per scoprire che, sotto I'incomprensibile, si manifesta la 
presenza di cio che ora appare virtualmente piu chiaro: I'antifotone. 

La mente non e il cervello: dove sta la Coscienza? 

La mente non e il cervello e la consapevolezza di se non e data dal credere che cio che ci 
circonda e un mondo esterno in cui siamo immersi. 

Da questo punto di vista la neurofisiologia, cosi come e strutturata, e una scienza sull'orlo 
del suicidio. 

I neurofisiologi, quando parlano di coscienza di se, intendono la facolta che ha un soggetto 




















equilibrato di sapersi definire e saper definire il mondo esterno, cioe la coscienza sarebbe 
la capacita di correlarsi con una realta del tutto finta ed inconsistente, senza comprendere 
che quella virtualita, siamo noi e che stiamo osservando la nostra stessa elaborazione 
mentale della nostra reazione. 

Lo psichiatra pensa che tu sei normale se la pensi come lui. In quel contesto lo psichiatra 
si rifiuta di vedere nel suo paziente uno specchio di se e si rifiuta di prendere dall'esterno, 
da lui inconsciamente prodotto, le informazioni che gli servono per guarire. Lo psichiatra 
avra successo e clienti fino a che non comprendera che sta vedendo nei suoi pazienti lo 
specchio del suo disagio sociale. In quell'istante lo psichiatra guarisce e non ha piu 
bisogno di clienti che gli ricordino chi era. Avra invece bisogno di confrontarsi con uomini 
nuovi che gli mostreranno la sua vera identita. 

II neurofisiologo vede il cervello e la mente come una unica cosa e tende ad interpretare 
tutte le informazioni che le sue misurazioni effettuano, come un fenomeno della coscienza 
mentre sono un fenomeno della interpretazione che il cervello attua nei confronti della 
virtualita, da lui stesso inconsapevolmente creata. II cervello fa le funzioni di una scheda 
elettronica di computer. Un elaboratore. 

La vera consapevolezza sta nella mente non nel cervello, come si puo facilmente dedurre 
da alcuni eclatanti esempi di persone decerebrate che hanno una consapevolezza di se 
che, secondo la neurofisiologia non dovrebbe esistere. 

Sergio della Sala riporta un interessante caso di una donna che, al di la di alcune 
problematiche legate alia mancanza di consistenti parti di cervello, sembra aver 
compensato con altre parti cerebrali: 

Lo strano caso di Michelle, la donna senza mezzo cervello. 

Par ecchi giornali hanno recentemente parlato del caso di Michelle, una trentenne della 
Virginia, che ha un'esistenza quasi normale pur essendo nata senza meta del cervello, la 
meta sinistra. La storia, che e certamente intrigante, e stata proposta come la 
dimostrazione dell'esistenza della "plasticita del cervello". 

Vediamo di cosa si tratta. Jordan Grafman, il Direttore dell'Llnita di Neuroscienze 
Cognitive di Bethesda, che ha seguito il caso, e un caro amico. 

Ci siamo incontrati in un piovoso pomeriggio di fine Ottobre a Londra ad un convegno, e 
ne ho approfittato per farmi raccontare di Michelle, di come I'ha conosciuta, e di come e 
riuscito a formulare la diagnosi. 

La mamma di Michelle lesse sul Washington Post un articolo che trattava delle ricerche di 
Grafman suite straordinarie caratteristiche del cervello umano, e lo contattd per chiedere il 
suo consiglio, preoccupata di alcuni problemi che sua figlia presenta fin dalla nascita e 
che erano rimasti insoluti. 

Per esempio, non vede cio che si trova alia sua destra (perche non ha i centri visivi 
deputati ad analizzare il campo visivo destro, che si trovano appunto nell'emisfero sinistro) 
e il suo polso destro e spastico. Inoltre, si perde con facilita, non capisce i ragionamenti 
astratti e ha la tendenza ad assumere atteggiamenti infantili. 

Perd Michelle parla senza inceppi particolari, legge, va al cinema, guarda la televisione” 

A pagina 13 del Corriere della Sera del 25 Gennaio del 1998, Daniela Monti ed Alfio 
Sciacca, raccontano di alcuni bimbi italiani nati e vissuti senza cervello, quando il corpo 
non avrebbe potuto vivere. ( https://www.youtube.com/watch?v=WMIVNFpzKNn 
Una donna scopre di non avere il cerbellum, un organo che contiene la meta dei neuroni 
totali di tutto il complesso cerebrale, a 24 anni. 

Non se ne erano mai accorti. ( http://www.wired.com/2014/09/24-woman-discovers-born- 
without-key-brain-reaion-cerebellum/ L 

Ma che dire di un uomo che in Francia si accorge per caso di non avere quasi totalmente 
cervello?. 



cervello 

sano 



https://www.voutube. com/watch ?v=NVVA8RpJI08 


Ed ancora: una donna cinese vive senza due parti important del cervello predisposte al 
movimento del corpo. (http://timesofindia.indiatimes.com/home/science/Chinese-woman- 
lives-normal-life-without-crucial-part-of-brain/articleshow/42394438.cms) 

Noha e un bambino nato senza cervello ma al di la del fatto che deve ogni tanto andare in 
ospedale per farsi drenare il liquido che la scatola cranica contiene non sembra aver 
sofferto di questa apparente menomazione. 



http://oddstuffmagazine.com/baby-bom-without-a-brain-struggling-with-his-destiny.html/attachment/100943 

La donna francese senza cervello ( https://www.voutube.com/watch?v=wtT7PGOp3xk ). Durante 
una trasmissione televisiva mostra il risultato delle tomografie che chiaramente mettono in 
evidenza la quasi totale assenza di cervello. 

La donna vive tranquillamente una vita assolutamente normale. 

Nei processi di auto guarigione miracolosa, i soggetti guariti non comprenderebbero che si 
sono guariti con le loro stesse mani, non avendo la consapevolezza di se e della loro parte 
animica, mentale e spirituale. In quel contesto cercherebbero un Dio di passaggio a cui 
affibbiare la responsabilita della propria salvezza corporale. Basterebbe dunque che una 









parte della triade fosse consapevole ad instaurare il processo di modifica della virtualita, 
dove le altre parti rimarrebbero totalmente inconsapevoli. Le cronache religiose sono 
piene di guarigioni miracolose dove si va dalla scomparsa della malattia in pochi secondi 
alia rinascita parziale o totale di organi. http://www.mednat.ora/cure natur/DNA costruisci-la-tua- 
realta.pdf . https://www.youtube.com/watch?v=FvRNTUIxcDI 

Una nota antropologa italiana mi racconto che in un viaggio in India a Bangalore, mentre 
accompagnava una sua arnica inglese dal famoso guaritore santone Sai Baba, incontro 
una ragazza spagnola cieca dalla nascita, che viveva da qualche anno in quel posto 
perche Sai Baba gli aveva promesso che, un giorno, I'avrebbe guarita. La ragazza era 
cieca dalla nascita perche era nata senza nervi ottici. In un secondo viaggio in India la 
mia arnica rincontro la ragazza spagnola mentre attraversava senza problemi la strada a 
Bangalore, incurante del traffico caotico di quel posto. La ragazza ci vedeva benissimo e 
racconto come era guarita. In breve: un giorno ricevette una lettera dal marito in Spagna 
che le raccontava che stava morendo a causa di un male incurabile. La ragazza allora 
decise di prendere I'aereo, tornare nella sua terra per andare a salutare per I'ultima volta il 
marito. Appena scesa dalla scaletta dell'aereo che la riportava a casa, la donna aveva 
iniziato a vedere. 

Ovviamente tre sono gli aspetti importanti di questa non poco incredibile vicenda. 

La prima cosa e che la ragazza continua a non avere i nervi ottici ma ci vede benissimo. 
La seconda cosa e che la ragazza crede che Sai Baba I'abbia guarita e non si e accorta 
che e la sua coscienza che, alia fine del suo percorso iniziatico, aveva deciso che 
I'apprendimento c'era stato e non c'era piu necessity che I'esperienza della cecita 
continuasse. La terza cosa importante da notare era legata al tipo di apprendimento 
coscenziale. La ragazza aveva posposto I'interesse della sua guarigione al desiderio di 
riunirsi alia altra parte di se, aveva deciso di tener presente anche I'altro, che e una altra 
parte di se. Aveva deciso di posporre la sua guarigione all'amore per I'uno. Aveva smesso 
di guardare a se egoicamente. Non abbiamo motivo di pensare che questa storia non sia 
vera ma, ancora una volta, abbiamo I'impressione che forse la neurofisiologia debba 
rivedere qualche cosetta. 

Quantistica, non localita nella guarigione. 

Sostanzialmente il processo di guarigione sarebbe dovuto al fatto che alcuni antifotoni 
interagirebbero illuminando il presente facendolo regredire alia situazione del passato. Si 
potrebbe ipotizzare dunque che un soggetto malato potrebbe regredire alio stato di 
guarigione. Tale fenomeno non sarebbe solo limitato alia regressione di cellule malate ma 
in una accezione piu vasta, un soggetto psicotico potrebbe regredire ad una situazione in 






cui la “malattia mentale” non si fosse ancora manifestata. 

I meccanismi quantistici presi in esame per ottenere questo risultato evocherebbero 
I'interazione di fotoni virtuali, sotto forma di anti fotoni. Dall'analisi di quanto detto sopra si 
evince che i fotoni virtuali, normalmente agiscono sulla realta virtuale sotto forma di fotoni 
e non possono interagire sotto forma di antifotoni per problemi di elicita errata (simmetria 
non corretta e processo di interazione geometricamente proibito). Tutto cio e 
assolutamente vero ma bisogna tener conto di un aspetto importante di tutta questa 
storia. Se da una parte e vero che i fotoni virtuali non possono interagire con la materia 
nella forma antifotonica, e anche vero che il fotone virtuale, nella sua forma senza massa, 
cioe con asse delle energie nullo, puo agire ed interagire con la materia e con I'antimateria 
proprio perche non possiede elicita (spin zero, mancanza di dissimmetria). In questo 
contesto e corretto, in termini probabilistici, sostenere che, mano a mano che I'asse delle 
energie si accorcia, il che corrisponde a dire che il fotone presenta massa apparente 
sempre piu piccola, aumenta la probability di interazione del fotone con il suo anti universo 
e vice versa, passando da una probability nulla per il fotone a massima energia, a una 
probability del 50% con un fotone virtuale (senza massa). 

Ma nei processi di guarigione il fotone che viene preso in considerazione e un bio fotone 
cioe un fotone a bassa energia, che sovente viene identificato essere un fotone infrarosso. 
L'antifotone infrarosso avrebbe dunque la caratteristica di apparire per un periodo di 
tempo piu lungo come antifotone poiche la sua oscillazione (fotone antifotone) apparirebbe 
ad ipotetici osservatori, sostanzialmente piu lenta. Si potrebbe obiettare che il fotone 
infrarosso avesse comunque il cinquanta per cento di probability di interagire con il tessuto 
malato portandolo in oscillazione avanti ed indietro nel tempo velocemente e che dunque 
non ci si attenderebbe nessuna variazione sullo stato delle cellule malate che 
rimarrebbero comunque vincolate al presente nel loro stato di disordine attuale. In realta il 
secondo principio della termodinamica mostra che due oggetti interagiscono tra loro piu 
volentieri se hanno entropia simile. Dunque e logico supporre che il tessuto malato a 
bassa entropia reagisca piu volentieri con l'antifotone che mostra entropia negativa 
rispetto al fotone con entropia positiva. In questo contesto, la parte antifotonica del 
biofotone produrrebbe un ritorno indietro nel tempo riportando i tessuti alio stato 
antecedente alia malattia. 

I biofotoni sarebbero prodotti dal corpo perche la nostra coscienza vuole produrli e questo 
fenomeno sarebbe inconsciamente e spontaneamente causato dalla malattia stessa 
poiche il corpo tende ad auto ripararsi ma sarebbe anche voluto, quando la 
consapevolezza del malato decide di guarire il suo contenitore. 

La misteriosa lamina del dottor Orrico. 

II dottor Mariano Orrico, un commercialista appassionato di medicina, non si sa come, ha 

sviluppato una tecnica per la cura di quasi tutto cio che esiste, utilizzando una lamina di 
materiale plastico che viene preventivamente elettrizzata con una 
pelle di pecora. La lamina cosl caricata negativamente viene posta 
sulla parte malata che guarisce con regressione della malattia. Per 
esempio tumori molto aggressivi scompaiono in poche applicazioni 
ma la cosa interessante e che spariscono anche le cicatrici 
eventualmente presenti nei tessuti, come se non fossero mai state 
fatte. http://rennaagostino.blogspot.it/2008/03/lamina-bior-dott- 

orrico.html II dottor Orrico da delle spiegazioni piuttosto pittoresche 
sul funzionamento della lamina ma sta di fatto che la medicina 
ufficiale avalla il fatto che la lamina funzioni. 

https://www.voutube.com/watch?v=2vvwqKLmoAw . La lamina di 
Orrico ci ricorda il mito della lampada di Aladino. Sfregandola con le mani usciva un genio 
che era ai tuoi ordini. Anche in questa favola, dove il genio rappresenta la mente, qualcuno 








tentera di rubarla ed usarla a suo vantaggio. Si tratta di un mago africano che non riuscira 
nel suo intento. II giovane Aladino, imprigionato in una grotta con la sua lampada, affronta, 
nel suo viaggio iniziatico, sotto terra (dentro di se), la potenza della sua stessa mente e 
decide che essa non sara manipolata da nessun mago malefico. II vero gioiello del tesoro 
nascosto sotto terra non e costituito dagli ori e pietre preziose, di cui peraltro non ci se ne 
pud fare di nulla, ma per la propria salvezza, ecco che solo il genio pud agire. La storia 
finisce, come al solito, con la figlia del ricco nobile del paese, che rappresenta Anima, 
che, con Aladino-Spirito ed il genio Mente, chiuso nella lampada ma messo in liberta dagli 
altri due componenti della triade, vanno a costruire il mondo felice. 

Nel mito esiste gia tutto scritto: basta avere la consapevolezza per decifrarlo. 

Ovviamente come accade in questi casi, la medicina ufficiale ed i grandi circuiti informativi 
evitano di menzionare la lamina di Orrico, che peraltro funziona. Ci si deve chiedere pero 
cosa accade e quale e il meccanismo razionale per cui il soggetto sembra effettivamente 


Dry Human Hands 

More Positive 

Rabbit Fur 



Glass 

Human Hair 

Fur 

Silk 

Paper 

Wood 

Amber 

Polyester 

Styrofoam 

Plastic Wrap 

PVC 

Silicon 



T eflon 

More Negative 


Triboelectric Charge 


-1 Material i- t ^ > 

" j -Separation- 


eparatiori 



-2 -4 

+3 +3 


Net = +1 Net = -1 


guarire per contatto con una semplice lastra elettrizzata per sfregamento. Quello che 
accade in realta e che con lo sfregamento della lastra di plastica con un panno o, piu 
genericamente, quando si pongono a contatto due materiali in modo energico, uno dei due 
materiali lascia andare degli elettroni superficial! e I'altro se ne impossessa. I due materiali 
si caricano positivamente e negativamente rispettivamente a seconda della loro natura. 
Questo effetto si chiama triboelettrico ed e noto fin dai tempi degli antichi Egizi che lo 
usavano con I'ambra che veniva strofinata con un opportuno tessuto. L'ambra, sempre 
secondo gli antichi Egizi, sviluppava cosi delle capacita curative. Esiste una tabella che 
descrive I'effetto triboelettrico in relazione ai tipi di materiali utilizzati, per ottenere il miglior 
risultato di elettrificazione, permettendo di scegliere il miglior materiale elettron donatore a 
confronto con il miglior elettron accettore. Dalla analisi della tabella si evince che la lastra 
di plastica si carica di elettroni che vengono poi rilasciati alia pelle quando si pone la lastra 
in contatto con essa. Questi elettroni sono caratterizzati da una bassa energia perche 
altrimenti non avremmo potuto, semplicemente con una azione di sfregamento, staccarli 
dai nuclei dei rispettivi elementi, perche le energie di ionizzazione sono alte. Cio significa 
che gli elettroni a bassa energia che, secondo la visione evideonica degli elettroni, sono 
composti da un fotone ed un antifotone, sono costituiti da unita fotoniche a bassa energia 
cioe con assi della energia corti .Si deve notare come elettroni ad alta energia non 
sembrano produrre effetti di guarigione (almeno nessuno ne parla, anzi il bombardamento 
con raggi x distrugge i tessuti animali). Invece elettroni a bassa energia sembrano avere 
qualita terapeutiche. Cio e dovuto al fatto che gli elettroni a bassa energia hanno gradi di 
liberta maggiori poiche le due unita fotoniche possono, a temperatura ambiente, oscillare 
maggiormente attorno ad una posizione media, caratterizzata dalla coplanarita degli assi 














spazio temporali delle due unita fotoniche. 

Tale maggiore oscillazione e permessa a causa del fatto che i due colori magenta e verde 
degli assi delle energie, vengono mantenuti piu distanti fra loro e si respingono meno. 



Nella figura precedente, a sinistra dell'osservatore, due posizioni in oscillazione della unita 
antifotonica ad alta energia. Adestra riportiamo tre posizioni di oscillazione con tre gradi di 
inclinazione di una unita fotonica rispetto alia altra. Si nota chiaramente che nel caso in cui 
le unita fotoniche abbiano asse ella energia piu corto, esso pud permettere una maggiore 
distorsione dalla coplanarita (cfr. interazione tra un fotone ed un elettrone quando un 
elettrone cambia di livello energetico: Appendice 3). Ma una maggiore distorsione produce 
un maggior disallineamento tra i vettori colore ed anti colore del piano spazio temporale 
che, da posizioni opposte, assumono posizioni sghembe, provocando il distacco delle 
unita fotoniche. In questo contesto, alia fine del nostro discorso, e piu facile che un 
biofotone si spezzi, a temperatura ambiente, in due unita: una fotonica e I'altra 
antifotonica, entangled fra loro. Un elettrone con alta energia risulta piu rigido meno 
polarizzabile e quindi si avranno meno possibility che i vettori colore vadano con i loro 
versori in contrasto tra loro rendendo piu difficile la separazione di un elettrone in due unita 
fotoniche. Questo distacco puo avvenire solo per urto energeticamente alto con un altro 
oggetto (fotone, elettrone eccetera: vedi effetto fotoelettrico). 

I due fotoni entangled a bassa energia, sono formalmente biofotoni che, nella loro forma 
antifotonica interagirebbero preferenzialmente con i tessuti a basso contenuto entropico. 
Alla base di fenomeni di guarigione ed auto guarigione ci sarebbe sempre la produzione 
di anti biofotoni, sia che essi siano prodotti da qualche macchinario o azione fisica precisa, 
sia che siano prodotti dalla Coscienza, attraverso una semplice simulazione mentale. 
Ancora una volta bisogna chiarire che questo meccanismo esplicativo fa uso della linea 
temporale che distingue un passato da un presente e da un futuro. In realta tale linea non 
esiste poiche esiste solo il presente ma essa ci e utile per far comprendere il fenomeno a 
chi non e avvezzo a vedere il tempo come un eterno presente. In realta dal mare delle 
particelle virtuali nell'eterno presente si svilupperebbero piu antifotoni che fotoni creando 




una asimmetria locale che verrebbe compensata con una virtuale regressione del 
presente al passato che corrisponderebbe semplicemente ad una variazione dell'eterno 
presente. 

Ancora una volta appare chiaro, in questa ultima visione, che non e il fotone o I'antifotone 
a modificare la virtualita ma la luce crea la situazione presente, dove I'antifotone crea anti 
spazio ed anti tempo, il fotone crea spazio e tempo: la miscelazioni di questi due aspetti 
dello stesso mattone, creano tutto I'universo con Tunica regola del rispetto della simmetria 
CPT. Mantenere la simmetria significa piu precisamente in questo caso affermare che 
I'universo, nella sua globalita, non cambia mai la misura della sua totale entropia che e, 
era e sara sempre nulla. 

II fatto che I'entropia totale sia sempre nulla, deriva dal fatto che I'entropia e una misura 
della Coscienza che, essendo realta reale, appare immutabile; quindi, da un punto di vista 
termodinamico, esa possiede un solo microstato (e siccome I'entropia dipende dal 
logaritmo del numero degli stati possibili, il logaritmo decimale di 1 e zero). 

La consapevolezza e la misura, all'interno della realta virtuale, della Coscienza a livello 
locale che, nella nostra parte di semi universo, assume valori da - infinito a zero, dove 
nell'altro semi universo, fatto di antimateria, i valori della consapevolezza vanno da + 
infinito a zero ed alia fine dello spazio e del tempo i due semi universi si riunificano quando 
assumono lo stesso valore entropico nullo. 

Ovviamente se le cose stanno cos! non c'e bisogno di un rudimentale apparato manuale 
per sfregare un panno di lana su una superficie di polimero plastico ma ci si puo affidare 
alle nuove tecnologie per ottenere risultati migliori. http://www.fieldsforlife.org/JoSho.pdf . 
( http://www.nature.com/ncomms/2014/140304/ncomms4426/full/ncomms4426.htmh 

Problematiche della guarigione mediante antifotoni. 

La guarigione e un fenomeno legato alia consapevolezza e non alia meccanica delle 
operazioni tese ad ottenerla. Questo significa che, se un soggetto malato diviene 
consapevole della propria malattia e di cio che per lui rappresenta, ecco che esso puo 
emettere biofotoni e guarirsi spontaneamente. Se un soggetto pero non comprende la sua 
malattia ed utilizza il sistema delle lastre di plastica che produce biofotoni a bassa energia, 
ci dovremo attendere una guarigione seguita da una nuova malattia poiche il processo 
meccanico di guarigione non e stato accompagnato da un vero processo di acquisizione di 
consapevolezza. Le problematiche della malattia si presenteranno dunque ben presto 
sotto altra forma. Per guarire bisogna volerlo ma voler guarire vuol dire non sanare i propri 
tessuti ma comprendere perche essi si sono ammalati. Da questo punto di vista le persone 
poco consapevoli di questo aspetto, pretendono che un medico faccia un lavoro di 
guarigione dove il medico puo al massimo solamente indicare al paziente come fare a fare 
in modo che egli si auto curi. 

Effetto placebo. 

Un altro aspetto della guarigione che dimostra in modo eclatante come I'auto guarigione 
sovente e un atto auto coscenziale determinate dalla propria volonta nel volerlo attuare e 
non attuato da un farmaco o da un medico, e legato al fenomeno dell'effetto placebo. 

La scienza medica ufficiale classica tende a considerare I'effetto placebo realmente 
esistente ma a confinarlo in una accezione psicologica, dove la psiche del paziente, 
convinto di prendere un farmaco che lo guarira, si sentira meglio ma solo perche 
psicologicamente crede di star meglio. In realta la malattia procederebbe per la sua 
strada. http://www.treccani.it/enciclopedia/effetto-placebo-e-nocebo_(XXI_SecoloV 
http://www.rivistadipsichiatria.it/alleaati/00175 2002 06/fulltext/290-300.pdf Per fortuna le 
cose non stanno come questa parte della medicina dichiara e questo e facilmente 
dimostrabile sia analizzando i casi di guarigione, per merito dell'effetto placebo, sia 
analizzando i dati statistici nel loro insieme. Sappiamo infatti che le statistiche sui grandi 




numeri rappresentano la descrizione matematica corretta di un modello di insieme che 
tende alia esattezza quando i casi esaminati tendono all'infinito ma che forniscono dati 
estremamente attendibili quando i componenti dell'insieme esaminato sono comunque piu 
di un certo numero, ben lungi dall'essere elevato. (Placebo Effect: A Cure in the Mind 
Belief is powerful medicine, even if the treatment itself is a sham. New research shows 
placebos can also benefit patients who do not have faith in them By Maj-Britt Niemi, in 
Scientific American del Febbraio/Marzo 2009). 


Joe Dispenza in un suo recente libro sull'effetto placebo (Placebo effects, Libera il potere 
della tua mente, My Life Ed., 2015) dichiara che cosi come la medicina usa i cosiddetti 
farmaci “placebo”, che esercitano un effetto psicologico di autosuggestione sul paziente, 
anche noi possiamo convincere la mente e il corpo a trasformare i nostri pensieri in realta. 
"Gii incredibili risultati che ho osservato nei miei seminari avanzati e i dati scientifici emersi 
mi hanno portato a soffermarmi sul concetto di placebo: quel fenomeno che si verifica 
quando una persona prende una pillola di zucchero o le viene somministrata un’iniezione 
di soluzione salina e sta subito meglio grazie alia fiducia riposta nei rimedio esterno. 

Ho cominciato a chiedermi: “Che cosa succederebbe se le persone iniziassero ad avere 
fiducia in se stesse invece che in qualcosa di esterno? E se credessero di poter cambiare 
qualcosa dentro di loro mettendosi nello stesso stato mentale di chi prende un placebo? 
Non e forse questo che fanno i partecipanti ai nostri seminari per guarire? C’e davvero 
bisogno di una pillola o di un’iniezione per cambiare lo stato mentale? Possiamo 
insegnare come raggiungere lo stesso risultato, mostrando come funziona realmente il 
placebo?”. 

Dopo tutto, il predicatore che maneggia i serpenti e beve stricnina senza riportare 
conseguenze ha certamente modificato il suo stato mentale, giusto? Quindi, se iniziamo a 
rilevare cid che avviene nei cervello e a esaminare tutte queste informazioni, possiamo 
anche insegnare alle persone come farlo da sole, senza dipendere da un elemento 
esterno, senza un placebo? Possiamo spiegare che sono esse stesse il placebo? In altre 
parole, possiamo convincerle che invece di accordare la propria fiducia a qualcosa di 
noto, come una pillola di zucchero o un’iniezione di salina, possono riporla nell’ignoto, 
trasformandolo in qualcosa di conosciuto? 

L’intento del libro e proprio questo: permetterti di capire che hai tutti i meccanismi biologici 
e neurologici per raggiungere esattamente questo risultato. II mio obiettivo e demistificare 
questi concetti attraverso le nuove spiegazioni scientifiche, affinche sempre piu persone 
possano cambiare il proprio stato interiore e creare cambiamenti positivi nella salute e nei 
mondo esterno. Se ti sembra troppo bello per essere vero, sappi che, come ho gia detto, 
nell’ultima parte del libro troverai alcune ricerche elaborate nei nostri seminari che ti 
mostreranno come tutto questo sia possibile." 

Una accurata ricerca sull'effetto placebo fhttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term= 
%22Placebo%20Effect%22%5BMesh%5D%20AND%20%22Complementarv 
%20Therapies%22%5BMajr%5D%20AND%20%28Enalish%5Blana%5D%20AND 
%20%222010/04/21 %22%5BPDat%5D%20%3A%20%222015/04/21 %22%5BPDat%5D 


%29&cmd=DetailsSearch 1 ci porta a concludere inevitabilmente che e la tua convinzione 
che stai per guarire che ti fa guarire e non il farmaco o qualsiasi altro intervento esterno. 
L'esistenza dell'effetto placebo dimostra come e la mente che agendo sul presente 
modifica de facto, il presente stesso, producendo il fenomeno di guarigione. L'effetto 
placebo puo funzionare perche la Mente viene ingannata e scavalcata. Abbiamo gia in 
precedenza detto che e la Mente che crea la terza dimensione neH'ologramma universale 
e lo fa a sua insaputa cioe del tutto incoscientemente cosi, quando si trova di fronte alia 
sua prima creazione, non sa che questa e stata prodotta da lei stessa e crede che essa 
sia stata preconfezionata ed intoccabile. Scavalcare I'idea che I'universo non possa essere 
modificato e una tecnica per ottenere la modifica. La mente infatti non sapendo che e lei 
stessa a modificare la virtualita, non si opporra a tale modifica ma la subira. Una 



caratteristica dell'effetto placebo e data dal fatto che il paziente non sa assolutamente che 
sta prendendo un farmaco finto o sta facendo una cura del tutto inesistente ma sa che 
quella cura lo fara guarire. Di fatto si crea la guarigione ed altera quella realta virtuale che 
da cosciente si rifiuterebbe di cambiare, sotto la credenza che sia impossibile. II processo 
fallisce non appena qualcuno mettera, dall'esterno, in forse il risultato della cura. La mente 
allora pensera che la cura puo non funzionare e produrra il non funzionamento in quella 
realta virtuale in continuo prodotta inconsapevolmente da lei stessa. Noi siamo ancora una 
volta i creatori del nostro universo ed, ancora una volta, si guarisce se si diventa 
consapevoli di questo. D'altro canto, la malattia nelle sue varie forme, vuole solo ricordarci 
che dobbiamo imparare proprio questo aspetto della virtualita. 

Cosi I'omeopatia, I'ipnosi, I'agopuntura che effettivamente guariscono, sono considerate in 
occidente alia stregua di un effetto placebo. La scuola italiana di medicina storicamente 
propone un atteggiamento scientifico che pone il medico a confronto con la malattia non a 
confronto con il paziente. II medico italiano parla con la cartella medica quale espressione 
della malattia ma non guarda nemmeno in faccia I'essere umano, la cui malattia ne e una 
espressione vivente. Se si considerano le frasi che il medico rivolge al paziente da un 
punto di vista piennellistico, a livello di grammatica trasformazionale, ci si rende conto 
come il medico consideri la malattia il suo obiettivo e debellare la malattia il suo target. 
Dunque ci si sente dire: 

“Caro signor Rossi i sintomi della sua malattia non ci sono piu dunque lei e guarito”. Cos! 
un cieco che ha perso la vista per effetto del diabete si sente dire che e guarito anche se 
i suoi occhi non funzionano piu. Sembra che la malattia sia qualcosa che il paziente ha 
non qualcosa che il paziente e. Se in questo contesto il paziente, prendendo 
consapevolezza di se, si auto guarisce, ecco che il medico non serve piu a niente ma 
ammettere cio vorrebbe dire che la medicina, cosi come oggi e costituita, non serve a 
niente, nella sua globale funzione di guaritrice di contenitori di coscienze. La negazione 
dell'effetto placebo non e solo la negazione della evidenza della presenza della coscienza 
creatrice ma e il tentativo di mantenere nella ignoranza I'umanita, per poter continuare a 
gestirla. 

Mag. Michael Strausz, in un interessante articolo sull'effetto placebo, 
( http://www.mednat.ora/cure natur/placebo i. dichiara che, tale effetto, gioca un ruolo 
importante anche nella medicina allopatica. 

"Non e, come molti sostengono, un fenomeno psicologico" spiega Jon Kar Zubieta, 
docente di psichiatria e radiologia all' University of Michigan. 

"E' un fenomeno fisico scientificamente dimostrato e documentato dalle tecniche di 
diagnostica per immagine, come la PET (tomografia a emissione di positroni) e I'MRI 
(risonanza magnetica), che fotografano in tempo reale I'attivita cerebrate". 

Ogni suggestione che induce piacere o speranza di esso e quindi anche la speranza del 
recupero della salute, induce immediatamente la produzione di endorfine che stimolano i 
processi di guarigione e per di piu bloccano i recettori del dolore e quindi la percezione del 
dolore stesso. L’effetto Placebo e' un fenomeno ben noto alia Medicina Naturale e cio' fin 
dalla antichita' piu remota. 

Platone stesso, nell'antica Grecia, disse: "la menzogna non e' utile agli Dei, ma utile agli 
uomini come farmaco". 

L'influsso dello Spirito-Anima, sul cervello e quindi sul corpo intero veniva gia' utilizzato 
nella medicina popolare, naturale. 

Le varie religioni della Terra, hanno sfruttato e sfruttano questo potere della mente sul 
soma, il corpo. 

La moderna Psicologia tende, anche senza riuscirci, a guarire attraverso i poteri della 
mente, perche' essa non riesce a fornire tutte le informazioni adatte al paziente per 
incutergli la fiducia nella guarigione che, al contrario, nella Medicina Naturale, sono da 



sempre ben note. 

II 30% dei cancerosi guarisce senza fare nessuna cura, proprio per il motivo sopra 
descritto. 

L'effetto consiste proprio nell'induzione della mente-spirito-anima a creare reazioni del 
cervello, riscontrate ed osservate attraverso una PET (Tomografia a emissione di 
Positroni) alia produzione di endorfine. 

Quindi niente autosuggestione ma e un meccanismo chimico, prodotto dalla coscienza, a 
far guarire i malati ! 

La produzione di un effetto placebo la si ottiene somministrando ad uno o piu pazienti 
pillole di zucchero o di acqua fresca, illudendolo di avergli fornito un certo farmaco, 
rimedio, ecc.; questo effetto di induzione mentale, puo' dare dei benefici importanti anche 
pari ad una guarigione completa. 

II fenomeno e' stato descritto gia nel 1955 e comparve sul Saturnale American Medical 
Association, con un articolo dal titolo: "il potente Placebo", by Henry Beecher, di Boston 
USA). L'autore, attraverso I'induzione psichica ed un bicchiere di acqua fresca, riuscl ad 
ottenere effetti benefici evidenti sul 35% dei soggetti sottoposti alia sostituzione dei loro 
farmaci abitualmente utilizzati. 

Comunque occorre ricordare che le risposte all'effetto Placebo non sono sempre uguali in 
ogni soggetto, vi sono quelli poco reattivi ed altri molto reattivi. La componente animica se 
presente, gioca qui un ruolo fondamentale a causa del suo contributo alia coscienza totale 
del soggetto malato. 

Esiste anche un effetto "nocebo", influsso che determina la possibility di "sentire" gli effetti 
collaterali di un farmaco mai assunto. 

Esiste anche l'effetto "dolorebo" (da dolore e nocebo) che determina la creazione di 
sostanze tossiche che ammalano, sempre presente nello stress cronico, paura, gravi, 
attacchi di panico, malattie inventate dalla propria mente. 

Nell'anno 2005 all'universita del Michigan il dr. Jon-Kar Zubieta ed i suoi assistenti hanno 
pubblicato I'esperimento al quale hanno sottoposto 14 giovani volontari sani, 
precedentemente sottoposti ad uno stimolo di dolore attraverso I'iniezione nella mascella 
di una soluzione salina, generando cosl un forte dolore. Poi li hanno ingannati, dicendo di 
avergli somministrato un antidolorifico; ma il cervello ha reagito come se un farmaco fosse 
stato assunto per davvero. II tutto sotto controllo di una PET, che registrava passo per 
passo tutte le reazioni del cervello. 

Nel momento nel quale i medici comunicavano ai pazienti di avergli somministrato un 
antidolorifico, il cervello reagiva ed induceva alia produzione di endorfine, sostanze 
oppiacee che hanno anche la funzione di inibire i recettori del dolore e quindi la 
percezione del dolore. 

Questa e la dimostrazione che l'effetto placebo NON e un fenomeno solo psichico- 
spirituale, ma anche e sopra tutto fisico-coscenziale. 

Questo e quanto successivamente affermato anche da quei ricercatori. 

Nella ricerca si e evidenziato anche che l'effetto placebo riduceva I'attivita dei una zona del 
cervello detta "talamo", I'insula e la corteccia cingolata anteriore; questa e la prima volta al 
mondo che tali fenomeni vengono osservati in diretta. 

La connessione spirito-anima-mente con il cervello-organi-corpo e quindi evidente e 
provata in via definitiva. 

II perverso meccanismo creatore ed il Mondo Felice. 

Esiste anche un effetto nocebo cioe un effetto che invece di produrre piacere produce e 
crea malattia e disagio. Alio stesso modo di come funziona il placebo, il nocebo si basa 
sull'idea che le cose andranno male. Allora esse lo faranno. E' noto in letteratura medica il 
caso di quel paziente che, malato di tumore a livello terminale, venne curato con un 



farmaco finto (placebo). Egli subito migliord ma, ad un certo punto della cura, accadde che 
il paziente venne a sapere che il farmaco era finto e non avrebbe dovuto funzionare, (gli 
venne esplicitamente detto che non sarebbe servito a niente). II paziente peggioro 
rapidamente e morl dopo pochi giorni. 

La letteratura medica e piena di casistica su tali effetti ed alia fine di questo percorso non 
resta che sostenere che e la mente che crea I'asse delle energie, che e del tutto virtuale 
ma che da corpo alia virtualita stessa. A questo punto, se la mente crede una cosa, essa 
la crea. Cos! torniamo a sostenere che noi stessi siamo i creatori della nostra malattia e 
dunque anche della nostra stessa guarigione e non si puo parlare di guarigione 
semplicemente perche i sintomi della malattia sono scomparsi. Si puo continuare ad 
essere malati anche se i sintomi non esistono poiche essi sono del tutto virtuali. La vera 
guarigione non e dunque nella scomparsa del sintomo ma sta nella acquisizione della 
consapevolezza di essere guarirti ;cio accade quando si diviene consapevoli del significato 
che la malattia rappresentava. 

La mente, lo dobbiamo enfaticamente qui ripetere, non sa che e lei a creare la terza 
dimensione, non sa che puo modificare la virtualita ma, accanto alia sua prima inconscia 
creazione, sottosta ad essa, fino all'istante in cui non comprende che essa altro non e che 
una sua manifestazione. Allora la mente diviene consapevole del cambiamento, diviene 
essa stessa il cambiamento, passando attraverso di esso e facendone esperienza. 

Ecco sostanzialmente dimostrato per quale motivo le simulazioni mentali come il triade 
color test che abbiamo creato e descritto in altra sede, creano una realta virtuale interna 
mentale che corrisponde, senza possibility di errori, alia virtualita. 

Dunque, tutte quelle pratiche popolari che vanno sotto il nome di malocchio, fatture, riti 
propiziatori e quant'altro, producono effetti sulla virtualita, nel tentativo, sovente attraverso 
la pratica del rito, di creare situazioni negative o positive, con lo scopo poco consapevole, 
di modificare la virtualita a proprio favore ed a sfavore di qualcun altro 

Ma la coscienza e una sola e non esistono conflitti nella coscienza. Questo vuol dire che 

10 non posso prevaricare la parte coscenziale di un altro soggetto asservendola al mio 
volere perche esiste un solo volere, a meno che I'altro non sia portato a credere 
mentalmente che il suo destino sia quello di sottomettersi e di soccombere alia volonta 
altrui. 

11 rituale di qualsiasi tipo avrebbe in questa ottica il solo scopo di creare una situazione 
all'interno della quale, la vittima sacrificale, sa di esserlo e ci crede, rafforzando cos! quello 
che sara il suo destino, peraltro voluto da altri soggetti dominanti. 

In altre parole, se io convinco la societa che io sard il presidente della galassia, la societa 
pensera a me come presidente della galassia e creera I'evento. lo avro utilizzato la 
capacita creativa della massa a mio uso e consumo mentre la massa non capira 
nemmeno di essere stata, lei stessa, a eleggermi. 

Questo meccanismo funziona subdolamente a tre livelli sociali e funziona solo perche la 
mente inconsapevole non sa di essere stata manipolata e finisce per creare eventi che 
fanno comodo ad altri. Questa societa e I'antitesi di quello che dovrebbe essere il mondo 
felice, il mondo cioe in cui ognuno e solo governante di se stesso. 

I tre livelli a cui agisce il meccanismo della creazione inconscia sono: 

• livello tra due persone 

• livello tra te ed il gruppo 

• livello tra te e la societa di appartenenza 

Al primo livello appartengono tutte quelle relazioni tra coppie di persone in cui il succube 
viene in qualche modo convinto, piu o meno consciamente, a sottostare alia volonta 
dell'altro aiutandolo in qualche modo a realizzare la realta virtuale dell'altro. Perfetta ma 



totalmente inconscia sindrome di Stoccolma. 

Al secondo livello appartengono tutti quei rituali, piu o meno religiosi e satanici, in cui la 
vittima sacrificale si auto convince di esserlo. Va sottolineato come nelle nostre ricerche 
sul fenomeno delle adduzioni aliene, abbiamo sovente riscontrato che i fenomeni adduttivi 
avvenivano in un contesto satanico, massonico, alieno. Nelle ricostruzioni ipnotiche, molti 
soggetti ricordano di violenze sessuali subite durante cerimonie sataniche a cui 
partecipava anche la figura di un particolare alieno. Le cerimonie venivano gestite da una 
figura pseudo sacerdotale umana che fungeva da tramite tra il sacrificato e I'alieno, che 
rivestiva il ruolo di demone o Dio. 

Bisogna sottolineare come I'alieno non sa di cosa farsene di queste pseudo manifestazioni 
in costume ma sa perfettamente che le operazioni che deve effettuare sugli addotti e sui 
suoi discepoli (che qui chiameremo alienati) hanno comunque bisogno del consenso. Tale 
consenso I'alieno se lo costruisce con una messa in opera di una sceneggiata tesa a far 
credere alle menti di addotti ed alienati, che le cose devono andare in quel modo. In altre 
parole, I'alieno agisce sulle menti degli astanti facendogli credere che quella e la realta e 
che le cose devono andare in quella direzione. Le menti che non sono consapevoli che 
esse stesse possono creare una virtualita differente, creano la virtualita che I'alieno 
desidera, rendendosi esse stesse schiave dell'alieno ma soprattutto della loro 
inconsapevole creazione. 

II terzo livello ha a che fare con i grandi eventi cosmici e mondiali. Gli alieni e gli alienati 
sanno perfettamente che essi sono incapaci di modificare concretamente la virtualita per 
mancanza di coscienza, determinata dalla mancanza di parte animica (Genesi dello 
stesso autore Ed. Spazio Interiore). Se dunque il gruppo di pochi esseri al potere deicide 
che per i loro scopi e necessaria una guerra fra occidente ed oriente, creera una serie di 
informazioni, con I'uso dei mass media, che tenderanno a produrre nello spettatore ignaro, 
I'idea che quel conflitto, prima o poi, ci sara. In una sorta di effetto Maharishi al contrario 
( http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/effetto-maharishi.php L I'alieno usera la tua 
inconsapevole mente creatrice che, credendo che quello che gli si dice, accadra 
realmente, lo creera inconsapevolmente. Chi ti comanda, con questo sistema riesce ad 
usare la tua mente per ottenere dalla realta virtuale i cambiamenti che servono a se 
stesso, con il tuo bene placito del tutto inconsapevole. 

Ma nell'istante in cui I'umanita comprende tutto questo, in quell'istante, si aprono le porte 
del mondo felice ed il crollo della societa contemporanea creata dagli alieni e dagli alienati 
cade in un solo istante. Maharishi Mahesh sostiene infatti che: “L’energia si condensa 
nell’essere umano attraverso la coscienza, ovvero attraverso la capacita di 
sperimentare se stessi e il mondo circostante in strati unificati di conoscenza e 
consapevolezza. Soggettivamente, questi stati emergono quando la mente sperimenta 
sistematicamente stadi piu astratti e fondamentali nello sviluppo del pensiero. Pertanto, 

come la mente diviene meno e 
meno localizzata dai limiti 
specifici di un pensiero, la 
consapevolezza diventa 

corrispondentemente piu 

espansa. Quando I’impulso piu 
debole di un pensiero o di una 
sensazione viene “trasceso” in 
questo modo, la coscienza e 
lasciata da sola a sperimentare 
se stessa.” Questo e 
esattamente cio che avviene 
durante I’attivita meditativa!". 

II triade color test dinamico flash 






da noi messo in opera, (vedi Genesi, dello stesso autore Ed. Spazio Interiore) e un 
sistema pratico per utilizzare una simulazione mentale che produce stati di 
consapevolezza irreversibili e che permette a chi lo desideri di uscire dalla trappola che 
riduce I'umanita in una serie di burattini inconsapevoli che costruiscono un mondo che 
nessuno desidera, tranne chi dirige questo pianeta. Nella filmologia di fantascienza viene 
descritta una situazione analoga nel film II Pianeta Proibito. Nel film, una astronave 
terrestre, atterra sul pianeta lontano, dove abitano il professor Morbius e sua figlia; un 
mostro misterioso ha eliminato tutti gli altri componenti della precedente spedizione e la 
razza aliena che abitava originariamente il pianeta. II misterioso mostro non e pericoloso 
per il professore e sua figlia ma ben presto si rende tale per i componenti dell'equipaggio, 
che non riescono a dare forma alia strana creatura che riesce comunque a passare 
attraverso tutte le barriere difensive. Presto si comprendera che il mostro e stato creato 
dalla stessa mente del professore. La sua creazione costringe Morbius a rimanere legato 
alia sua creatura ed alia macchina, che produce sia il mostro e che alimenta il cervello del 
professore, che si sottopone ai trattamenti della macchina aliena, per alimentare ancora di 
piu la sua mente. La mente di Morbius crea il mostro ed il mostro, quale realta virtuale 
blocca Morbius incapace di vivere in un altro contesto. II film termina con la mode di 
Morbius e con I'unificazione di anima e spirito che sono impersonificati dalla figlia del 
professore e dal capitano della spedizione di soccorso. Ancora una volta nel mito filmico, 
ecco apparire la realta della societa odierna. Morbius (il morbo) e la mente schiava di se 
stessa perche poco cosciente e soprattutto alimentata da egoici impulsi di sopravvivenza, 
http://it.wikipedia.org/wiki/ll_pianeta_proibito . 

L'insegnamento che si trae dal film, e la reinterpretazione della sua trama in chiave 
archetipica, dimostra come la mente, se da un lato sia il 
punto piu debole della triade anima-mente-spirito, e anche 
quella che potenzialmente crea I'aspetto della virtualita e 
controlla la sua tridimensionalita. Attraverso dunque il 
controllo di essa ecco che I'alieno o I'alienato possono 
tentare di controllare I'uomo. Ma se la mente diviene 
consapevole ecco che il progetto alieno fallisce e si aprono le 
porte del mondo felice. Questo processo appare inesorabile 
proprio perche la termodinamica dimostra che la 
consapevolezza tende sempre ad aumentare e Tunica 
speranza di ostacolare questo processo non pud essere 
quella di invertirlo ma al limite di bloccarlo indefinitamente, 
come accade nel film a Morbius. Ma nella storia, Anima e 
Spirito si ribellano a quel tipo di mente e riconquistano la loro 
liberta, in un mondo dove I'arma vincente e I'amore tra Anima 
e Spirito. Anima e Spirito volano da una altra parte a 
costruire il loro nuovo mondo abbandonando il vecchio, che rimane deserto cioe 
allegoricamente senza vita. 

Ilya Prigogine e la freccia del tempo. 

Prigogine, premio Nobel per la Chimica ma biologo quantistico, giunge alia conclusione 
che il tempo ha una direzione preferenziale (la freccia del tempo) Nonostante che egli 
comprenda come qualcosa, in questo Universo, non quadri, le cose stanno cosi. La freccia 
del tempo va dal presente al futuro ma tutto questo non torna. L'entropia aumenta sempre 
ma qualcosa continua a non tornare. Perche allora il processo spontaneo sarebbe 
costruire un sistema biologico complesso a bassa entropia a partire da qualcosa di piu 
apparentemente ordinato, come singole cellule libere di non interagire tra loro? In altre 
parole Prigogine si chiede come mai esiste la forma di vita complessa poiche la sua 
formazione e contra termodinamica?. 












In una lezione tenuta dallo stesso Prigogine lo scienziato si esprimeva come segue: 

“La matematica del tempo 

C’e una matematica del tempo. La situazione e in un certo senso simile a quella della 
gravitazione che ha bisogno delle geometrie non euclidee per esse re espressa in forma 
matematica. Al di fuori dello spazio di Hilbert si ottiene una distribuzione di probabilita che 
non pud piu essere espressa in termini di traiettorie, e in questo processo di passaggio al 
limite (termodinamico) si ha la rottura di simmetria temporale. Si ottengono due semi 
gruppi, uno ha a che fare con I’evoluzione dal passato verso il futuro e I’altro con quella del 
futuro verso il passato. Naturalmente si deve fare la scelta di uno dei due semi gruppi. 
In un certo senso questa situazione e simile al problema della materia e dell’antimateria. 
Esiste una simmetria tra la materia e I’antimateria, ma il nostro universo e fatto 
principalmente di materia, mentre I’antimateria esiste solo temporaneamente durante gli 
esperimenti di fisica delle alte energie, almeno per quanto ci e noto a tutt’oggi. E qui noi 
vediamo ancora che I’universo e meno simmetrico di quanto si poteva immaginare. II 
punto di vista classico era che la direzione del tempo non esisterebbe, che il futuro ed 
il passato giocherebbero un ruolo simmetrico. Ora vediamo che cio non e vero, che 
nei sistemi grandi la simmetria temporale e rotta. Cio signifies che le equazioni di 
Newton o di Schrodinger non sono valide nei limite termodinamico. Questo non vuol 
dire che la meccanica classica o la meccanica quantistica sono sbagliate, cio implica 
soltanto che la loro formulazione deve essere modificata per questa classe di sistemi 
dinamici 

Ma Prigogine ancora aggiunge: 

“Quale e il concetto di natura a cui noi stiamo giungendo? II modello Newtoniano di realta 
era quello di un automa. Noi abbiamo ancora gran difficolta a credere di essere degli 
automi. II concetto di natura nella meccanica quantistica corrisponde in un certo senso 
alia visione opposta, di una "realta" da associare alia transizione da "potenze" ad "atti" in 
seguito ai nostri processi di misurazione. Cio signifies che I’osservatore dovrebbe 
essere egli stesso responsabile della realta, cosa, questa, altrettanto difficile da 
immaginare. Quindi noi giocheremmo un ruolo centrale nella creazione della realta. Nella 
nostra teoria la misura ha perso ogni aspetto soggettivo. Per i sistemi termodinamici non 
c’e ne funzione d’onda ne collasso della stessa. Analogamente riguardo alia cosmologia 
nei nostro approccio non possiamo parlare di funzione d’onda dell’universo poiche questo 
e, di nuovo, un sistema grande, e quindi si pud parlare solo di matrici di densita e di 
probabilita. Quindi abbiamo una versione differente del concetto di natura che contiene le 
probabilita e quindi le possibility di novita, e le novita sono le condizioni per poter parlare 
di una storia della natura. Credo che il XXI secolo sara probabilmente il secolo 
dell’esplorazione del meccanismo del "divenire". E’ gia stato detto piu volte che persino 
immaginando che la cosmologia, o anche I’origine della vita, sono associate ad una 
successione di biforcazioni, noi conosciamo molto poco del meccanismo delle 
biforcazioni. Possiamo tranquillamente assumere che qualunque cosa nei nostro 
universo si sta evolvendo nella stessa direzione del tempo: le rocce si evolvono nella 
stessa direzione, le stelle, le galassie, gli ammassi e i super ammassi di galassie, ogni 
cosa si evolve nella stessa direzione. Noi invecchiamo tutti insieme. Possiamo soltanto 
concludere che il nostro universo sembra essere il risultato di un semi gruppo con 
simmetria temporale rotta. Questo e un campo aperto in cui la direzione del tempo gioca 
un ruolo centrale”. http://www.icra.it/publications/Boks/Priaoaine/Discorso.htm 
In poche parole Prigogine vede che la freccia del tempo va in una sola direzione ma e il 
primo a non esserne convinto, e il primo a dire che I'universo e un semi sistema che deve 
avere una controparte di antimateria, e il primo a sostenere che tutto e fatto di fotoni ma 
non puo parlare di antifotoni per paura di essere tacciato di eretico. E il primo a citare 
I'equazione di Klein-Gordon ed a sostenere che I'universo sarebbe fatto solo di numeri puri 
adimensionali ma conclude che le cose, siccome appaiono in un altro modo, allora 



qualcosa non torna. Ma oggi sappiamo che i suoi dubbi erano piu che fondati. La vita 
esiste perche nella materia c'e della antimateria nascosta in un “vestito” di antifotoni. Oggi 
sappiamo che siamo noi i creatori proprio come lui stesso sospettava ma non poteva 
dimostrare. Oggi sappiamo che la simmetria OPT e totalmente rispettata. In fondo bastava 
accettare anche i risultati negativi della stessa equazione di Klein-Gordon: non era difficile 
ma bastava accorgersi che le cose appaiono, nella loro realta, solo quando si e 
consapevoli di cio che si sta osservando. Solo allora le indeterminazioni coscenziali 
svaniscono come neve al sole. 

Applicazioni del modello evideonico alia riprogrammazione della Mente. 

Perche se le cose stanno cosi la gente non riesce ad acquisire consapevolezza ed a 
guarire?. Per questo processo, che poi rappresenta solo la via della auto realizzazione di 
un processo che di mistico ha ben poco ma che di ragionato ha molto, possiamo seguire 
due vie principali. Le due vie principali sono la rappresentazione delle due mappe del 
territorio che ha la parte spirituale e animica di ognuno di noi. In fondo parlare di 
quantistica ci serve per accontentare la nostra razionalita e renderla partecipe della realta, 
da un punto di vista virtuale. Le leggi della fisica ci sono e possiamo usarle. L'emisfero 
destro se ne frega delle leggi della fisica ed al massimo sostiene che, le leggi della fisica, 
le facciamo noi stessi; quindi non esiste nessuna legge. II cambiamento non avviene 
perche so manipolare le leggi della fisica ma perche cambio le leggi della fisica a mio uso 
e consumo. I due approcci sono dunque differenti ma convergenti nell'unico risultato 
possibile. Noi siamo i creatori. Poi se vuoi fare un discorso piu razionale userai il lobo 
sinistro ma se sei piu sensitivo userai piu la parte femminile. La cosa migliore da fare 
sarebbe unificare prima la coscienza di anima mente e spirito e far lavorare la coscienza 
integrata che si ottiene lavorando con il Triade Color Test Dinamico Flash che abbiamo 
creato tempo fa e che ha dato risultati veramente eclatanti. 

Ma comprendo che il tracciare un percorso logico e non semplicemente abbandonarsi alle 
creazioni mentali e per molti di noi piu facile perche piu accettabile, sulle basi delle 
precedenti programmazioni mentali che tutti noi subiamo da quando siamo nati. II soggetto 
estremamente razionale, per acquisire consapevolezza di se e guadagnare quella parte di 
se, quella femminile, che sovente non prende nemmeno in considerazione, deve passare 
attraverso un processo cognitivo razionale. Tale soggetto pud accedere alia coscienza se 
accetta la metodologia e se i suoi schemi mentali razionali vengono appagati dal 
linguaggio utilizzato. In questo contesto I'approccio che utilizzeremo e sostanzialmente 
strumentali e meccanicistico ma non si deve commettere I'errore d pensare neppure per 
un attimo che il sistema possa funzionare se esso non ha una componente coscenziale 
messa in gioco. Non basta dire al soggetto malato “fai cosi e cosi e guarirai” ma gli si 
deve dire: “ mentre fai questo, comprendi che la tua coscienza sta modificando la tua 
realta virtuale perche tu lo vuoi fare e dunque lo fai”. In modo piu chiaro il soggetto che 
cambia il suo presente lo potra fare se lui stesso e il suo presente, e quello che fa e non e 
semplicemente qualcuno che applica una serie di regole che lo portano in un percorso 
tracciato da altri. Lui e il percorso che egli stesso sta creando. 

II modello mentale. 

Abbiamo gia preso in considerazione il fatto che il nostro cervello e solo un pezzo di came, 
una scheda di computer che fa le cose che gli diciamo di fare ed in particolare che la 
Mente, con la sua coscienza e consapevolezza, gli dice di fare. Tutto quello che la Mente 
fa fare al cervello, essa crea. In questa fase la simulazione mentale e un atto creativo non 
una semplice simulazione mentale. I moderni modelli di studio neurofisiologici dimostrano 
chiaramente che gli studiosi stanno arrivando agli stessi risultati sperimentali che da 
tempo abbiamo descritto con I'impiego del TCTDF. 

A questo punto della nostra indagine abbiamo creato un modello mentale dell'Universo 



olografico, sulla base della tendenza dei soggetti esaminati, a descrivere, in modo 
archetipale, tutto cio che li circonda. Nel modello finale abbiamo collegato sostanzialmente 
sei direzioni spaziali, con sei colori archetipici, 6 sensazioni archetipiche ed abbiamo 
cercato di correlare questo modello, alia personality che dobbiamo esaminare. Partendo 
infatti dal contesto che ognuno e creatore del suo universo, ognuno potra verificare se il 
suo universo e eguale a quello creato da un altro. Partendo da un modello base, che 
avrebbe dovuto rappresentare I'universo virtuale, come in realta lo percepisce la persona 
in armonia con la sua stessa creazione, abbiamo dapprima verificato la validita di questo 
modello su base statistica. Successivamente abbiamo analizzato se e come, questo 
modello rappresentazionale, mentale, universale, archetipico, potesse indicare distorsioni 
nella percezione della virtualita. Successivamente, si sarebbe potuto tentare di utilizzare la 
simulazione mentale per raddrizzare e correggere eventuali modelli distorti, ove questi 
fossero rappresentativi di stati di disagio dei soggetti che li producevano. Questo 
approccio avrebbe potuto rappresentare un utile modello meccanico di guarigione, dove 
per guarigione si intendeva insegnare al soggetto disarmonico quale fosse la corretta 
rappresentazione dell'universo, invitandolo, da quel momento in poi, a costruirlo in quel 
modo, dentro di se. In altre parole era come se un malato di qualsiasi malattia credesse 
che la malattia fosse uno stato naturale della sua vita in questa virtualita. Correggere tale 
idea avrebbe permesso al soggetto di esaminare una nuova visione della mappa del 
territorio, fornendogli gli strumenti che avrebbero potuto modificarla a suo favore, 
armonizzandolo nel suo contesto. 


II modello evideonico standard. 

II modello mentale di percezione della virtualita proposto, che rappresenta una percezione 
sensoriale corretta che noi proponiamo ,sulla base di precedenti osservazioni effettuate 



durante diversi anni di applicazione di tecniche di simulazioni mentali e di ipnosi, e 
mostrato nei due disegni sopra riportati. 


Secondo noi, il modello percettivo dell'universo olografico viene percepito da un essere 
umano come un insieme di tre assi che si incrociano a novanta gradi fra loro. II centro 
degli assi che corrisponde alia Coscienza integrata viene posto al centro del cervello. 
L'asse dello spazio va avanti dietro, I'asse del tempo va da destra a sinistra e I'asse delle 
energie va dal basso all'alto. Inoltre le alte energie vengono identificate in alto con il colore 
magenta, le basse energie vengono collocate in basso e rappresentate dal colore verde. 
Lo spazio dell'andare verso (avvicinamento) viene posto davanti all'osservatore mentre la 
sensazione di allontanarsi da viene archetipicamente posta dietro il cervelletto. II tempo 
(per i destri) viene visto essere collocato da sinistra (passato) a destra (futuro). 

Inoltre ai tre assi era stato ancorato il sistema VAK della programmazione neurolinguistica 
ed in particolare, all'asse del tempo era stato collegato I'aspetto sensoriale auditivo, 
all'asse dello spazio I'aspetto sensoriale visivo ed all'asse delle energie quello che era 






I'aspetto cenestesico del soggetto. 

Ma ancora avevamo agganciato a questo sistema di assi cartesiani, la sensazione del 
femminile (asse del tempo), Maschile (asse dello spazio) e Androgino (asse delle energie). 
Questi accoppiamenti erano stati effettuati non arbitrariamente ma su differenti 
considerazioni. La prima considerazione era legata al come i soggetti percepivano se 
stessi durante la meditazione; un secondo aspetto era legato all'analisi che la 
programmazione neuro linguistica ci forniva, in anni di sperimentazione (analisi posturale, 
time line, grammatica trasformazionale, grafologia). Un ulteriore indicazione ci era data 
dall'analisi delle informazioni provenienti dal mito che, essendo un sistema descrittivo 
dell'Universo, era evidentemente uno specchio di come, chi ha costruito il mito, sente 
I'universo stesso, con i suoi tre fondamentali parametri geometrici, che sono: spazio, 
tempo ed energia,. Infine la correlazione di questo modello rappresentazionale mentale 
era paragonato ed agganciato ai risultati del Triade Color Test statico. Per finire avevamo 
preso in esame le regole di simmetria colore della fisica quantistica cromo dinamica per 
correlarle alle sensazioni colori e posizioni. In effetti si sara notato come ogni colore 
corrisponde ad un anti colore agli estremi di uno stesso asse. I colori in fisica sono 
espressioni di valori di simmetria e possono essere paragonati a vettori opportunamente 
collocati nello spazio-tempo, in modo che la somma di tutti i vettori del sistema evideonico 
sia zero. II centro degli assi corrisponderebbe alio zero point energy della fisica 
quantistica. 

In letteratura scientifica, scoprivamo che il nostro modello, che rappresenta una 
descrizione archetipica della rappresentazione della virtualita molto dettagliata, era, 
almeno in parte suffragato da altri lavori meno capillari seppur estremamente 
incoraggianti. 

Risultava infatti corretto I'accoppiamento maschile visivo e femminile auditivo, come ci 
sottolinea Massimo Melani (. http://www.totalita.it/articolo.asp? 

articolo=427&cateaoria=&sezione=&rubrica =b in un articolo su Totalita, un magazine di 
cultura, politica e societa on line. 

Melani infatti scrive: “Visuale e uditiva. Sapete perche le donne cambiano 
frequentemente pettinatura ogni volta, si imbellettano di continuo e usano una camminata 
sensuale? Perche I'uomo e visivo. 

Dall’altra parte la donna e uditiva, e quando comincia a ascoltare una canzone romantica 
non e la prima a sospirare e a fare cuoricini in aria?”. 

In realta I'autore del testo descrive in modo pittoresco una tendenza sostanziale della 
parte femminile che, essendo prevalentemente legata all'aspetto animico, considera I'asse 
del tempo sostanzialmente il suo asse principale. L'asse del tempo e collocato da destra a 
sinistra del cranio solo perche la nostra percezione e legata alia posizione degli organi 
sensoriali adibiti all'udito che sono le orecchie e che sono collocate lateralmente sulle 
pareti del cranio e dirigono i loro sensori a sinistra ed a destra. 

L'uomo invece e legato prevalentemente alia parte maschile del proprio se che e 
archetipicamente quella spirituale,. 

Lo spirito ha asse della energia e del tempo ma non possiede asse dello spazio e dunque 
ha una percezione dello spazio totale e non locale, come la percezione del tempo per la 
femmina. L'asse dello spazio e posto avanti e dietro all'essere umano solo perche esso si 
muove camminando prevalentemente e principalmente in quelle direzioni, a seconda che 
l'uomo voglia avvicinarsi o allontanarsi (unire e dividere, in termini coscenziali, il proprio se 
dall'altro).GIi occhi essendo posti davanti al cranio fanno, dell'asse dello spazio, anche 
quello visivo. 

Una altra conferma delle nostre intenzioni deriva dagli studi recentemente pubblicati (9 
gennaio 2009) dal titolo: Punto Zero: un’indagine fenomenologica nel luogo della 
coscienza ( Francesca Ferri, Franco Bertossa, Marco Besa, Roberto Ferrari Centro Studi 
ASIA - via Riva Reno n.124, 40121 Bologna, Italia, Perceptual and Motor Skills, 2008, 



107, 323-335. (http://www.asia.it/adon.pl?act-doc8<doc-787 ). 

Ha, la coscienza, un “luogo” spaziale che possa essere indagato scientificamente? Si 
chiedono gli autori. Grazie ad un nuovo metodo fenomenologico le persone, quando sono 
incoraggiate ad esplorare questa questione introspettivamente, non solo danno senso 
all’idea che la loro coscienza sia “localizzata”, ma indicano con precisione la sua esatta 
posizione all’interno della testa. 

II metodo, basato sul lavoro di Francisco Varela e sull’approccio della Neuro- 
fenomenologia, utilizza un’intervista strutturata condotta da un esperto mediatore in cui, a 
volontari non addestrati alia introspezione, vengono poste domande preliminari circa la 
localizzazione di oggetti e di parti del corpo e successivamente vengono interrogati circa il 
luogo da cui fanno esperienza di questi oggetti. L’83% dei volontari localizza con sicurezza 
una precisa posizione per I’lo-percipiente nell’area temporale della testa, centrata a meta 
strada dietro gli occhi, che e stato indicato dagli autori con I'etichetta di Punto Zero. Gli 
stessi risultati vengono ottenuti con soggetti ciechi (congeniti e non) e con persone di 
origine non occidentale. L’importanza del luogo di riconoscimento di questa sorgente 
soggettiva dell’esperienza viene discussa mettendola in relazione con i correlati neuronali 
delle attivita consce auto-riferite e della consapevolezza cosciente nella memoria. 

In particolare nel lavoro la maggioranza dei soggetti pone la propria Coscienza dove noi 
poniamo il centro degli assi dell'Evideon 


. . Totale 

Ciechi 

Dove viene localizzato Occidentali non Occidental! Occidentali 


In un punto 
della testa 

Genericamente 
testa 

Genericamente dentro 
al corpo 

Nella panda 1 

Nessuna localizzazione 6 


preciso gg 
nella ^ 

o 


4 

0 

1 

0 

0 


7 

1 

0 

0 

0 


Totale 


46 


8 


num. % 

49 83,0 

2 3,4 

1 1,7 

1 1,7 

6 10,2 

59 100 



Analogamente I'asse orizzontale (avanti dietro) veniva percepito come I'asse della 
spazialita. 

Corroborati da questi risultati indipendenti abbiamo testato dapprima su persone senza 
problemi psichici apparenti, il modello, per verificare se esso rappresentava il modo di 
percepire I'universo virtuale, da parte di persone senza particolari problematiche 
psicotiche. 













Poi avremmo studiato le eventuali alterazioni del modello da parte di menti con particolari 
problematiche psicotiche ed avremmo cercato relazioni tra il modello evideonico standard 
e le deviazioni da esso. 

II test come e stato proposto. 

Evideon Test (ET) 

1) Immaginatevi mentalmente di essere al centra di un gruppo di assi cartesiani come 
illustrato in figura: 



immaginate di avere il numero 1 davanti a voi il 2 alia vostra sinistra ed il 3 guardando 
verso il basso, (chiudendo gli occhi siete al centra degli assi cartesiani). 
dove porreste le seguenti sensazioni rispetto agli estremi degli assi? 

• Caldo 

• tempo passato 

• freddo 

• andare verso 

• allontanarsi da 

• tempo future 

inserire i dati nella tabella sottostante, nella colonna sensazioni. 

2) I tre assi 1-4, 2-5 e 3-6 hanno un senso di rotazione ( lungo il loro asse), guardando 
verso le direzioni 1, 2, 3 (essendo voi al centra degli assi) stabilite se queste rotazioni vi 
appaiono mentalmente in senso orario (O) (delle lancette dell'orologio) o antiorario (A) e 
immettete i dati in tabella 

3) Avete a disposizione 3 triplette di colori che sono: 

• verde grigio magenta denominata con la lettera K 

• giallo blu bianco denominata con la lettera A 

• rosso nero ciano denominata con la lettera V 

mettete le triplette in ordine di preferenza (1, 2 o 3) nella tabella sottostante ed indicate per 
ogni tripletta, con una crocetta sulla tabella, quale dei 3 colori, della tripletta scelta, vi 
piace di piu. Immettete i dati in tabella. 

4) Indicate nella tabella inoltre 

• il sesso (M/F) 

• la tendenza sessuale (O/E) 


M=Maschio, F=Femmina 
0=Omosessuale, E=Eterosessuale 





• la manualita ( destri o mancini) (D/M/A) D=Destro, M=Mancino, A=Ambidestro 
5) Facoltativo. 

Infine: (scelta da effettuare per ultima), assegnate ad ognuna delle 6 posizioni (gli estremi 
dei semiassi cartesiani) uno dei 6 colori seguenti 

• Rosso = R 

• Verde = V 

• Blu = B 

• Ciano = C 

• Giallo = G 

• Magenta = M 

a seconda di come li immaginate all'interno della vostra mente, come se doveste 
posizionare alia fine degli assi, una pallina colorata di quel colore 



Posizio 
ni e 
Colori 

Sensazioni 

Rotazioni 

Assi 

Triplet 

te 

Prefer 

enza 

Colore 
preferito 
della tripletta 

Caratteristiche 

personali 

1 



114 


K 


V 

Grigio 

M 

Sesso 


2 



2|5 


A 


B 

Bianco 

G 

Tendenza sex 


3 



3|6 


V 




C 

Manualita 


4 



Nota:|Addotto|nOn Addottol non SO |indicare con una crocetta) 

5 



Colori delle sfere del Tria 
Color Test 

de 

Mente Spirito Anima 

6 



































La Tabella consuntiva di tutti i dati fa anche riferimento,, nella parte bassa, a destra di chi 
la osserva, al TCT o Triade color Test, che rappresenta una simulazione mentale di 
grande potenzialita, sia per la sua semplicita che per la sua capacita diagnostica 
sperimentata su diverse migliaia di soggetti. 

In pratica si tratta di far simulare nella mente dei soggetti che si apprestano a fare questo 
test, una stanza mentale buia. In questa stanza mentale ci sono tre lampade sferiche 
spente. Ad un opportuno comando mentale vengono accese le tre lampade una per volta 
ed in sequenza a partire dalla prima che rappresenta archetipicamente la mente, seguita 
dalla lampada che impersona lo spirito e per finire la lampada che archetipizza I'anima. II 
soggetto che non sa cosa sia anima, mente e spirito, vede tre sfere di opportuna 
grandezza, poste in tre posizioni sovente molto differenti attorno al proprio se con colori 
particolari. L'analisi delle posizioni, delle grandezze, dei colori delle tre sfere immaginate, 
rappresentano un test che e la sovrapposizione di due test gia conosciuti come il test dei 
cori di Max Lusher e il test della croce degli spazi di Pulver ma costruiti in 3D e non in due 
dimensioni, come negli originali lavori di questi ricercatori. 

Tale test era in grado di mostrare se il soggetto era in equilibrio con se stesso oppure 
mostrava problematiche di tipo psicotico dovute a traumi naturali o ad interventi esogeni 
alia propria coscienza (come nei fenomeni di adduzione aliena). 

II test aveva mostrato una capacita di fotografare la situazione del soggetto che si 
sottoponeva a questa simulazione mentale, sempre esatta al cento per cento dove mai 
errori interpretativi erano stati evidenziati. 

Mettere in relazione il colore delle tre sfere o essenze, del proprio se con la visione 
archetipica dell'Universo, secondo le modalita evideoniche, era un ulteriore parametro per 
verificare la validita del nostro modello a tre assi, qui proposto . 

I soggetti sottoposti al ET, sovente, seppur ponevano il centra degli assi nella scatola 
cranica, quando gli si chiedeva di visionare I'asse dello spazio e di verificarne una 
eventuale rotazione, spostavano il loro punto di osservazione interno in modo da far 
scivolare il centra dell'Evideon al centra del plesso solare. Questo fatto era dovuto 
solamente alia necessity di vedere dall'alto I'estremita dell'asse davanti al proprio se, 
altrimenti non si era in grado di osservarne I'eventuale rotazione. 

Fatto salvo questo problema, era anche necessario comprendere se il soggetto avesse 
consapevolezza della sua situazione ed e per questo che si chiedeva al soggetto che 
compilava la tabella riassuntiva, di segnalare se credeva di essere addotto oppure no. 

Risultati ottenuti. 

Le analisi dei test somministrati via internet a piu di trecento persone ha portato alia 
descrizione di un quadra preciso per certi versi, della situazione. In primis va sottolineato 
come molte persone non sono state capaci di seguire da soli le semplici istruzioni per la 
compilazione del test, denotando scarsa attitudine alia lettura e comprensione di semplici 
testi. Un secondo aspetto della questione e legata all'insieme di persone, che e stato 
utilizzato come fonte da dove attingere i test. 

La fonte principale e stata Internet e piu specificamente quei settori di Internet che 
seguono le nostre ricerche e che sono caratterizzati dall'essere spesso popolati da 
persone con scarsa consapevolezza di se. Soggetti sovente addotti, un buon numero di 
depressi cronici, persone in cerca di se stessi, ed in quel contesto, poche persone che 
hanno una idea della loro consapevolezza. I soggetti dunque analizzati appartengono non 
ad un insieme che si puo prendere come media della situazione generale ma come un 
insieme dove le persone equilibrate, evideonicamente parlando, sono al di sotto del 
cinquanta per cento dell'intero insieme. 

Abbiamo cominciato ad esaminare i test verificando se i soggetti che si autodefinivano non 
addotti, senza particolari problematiche, avrebbero costruito nella loro mente uno spazio 
mentale come noi avevamo previsto. 



• I soggetti cos] scelti mostravano un orientamento assiale in perfetto accordo con 

I'orientamento delle sensazioni da noi previsto. L'asse caldo-freddo veniva 

identificato in quello verticale, l'asse temporale passato-presente in quello 

orizzontale e l'asse avanti-dietro come asse dello spazio, dove I'avanti era “I'andare 
verso” e dietro la schiena si posizionava la direzione “allontanarsi da”. 

• Sorprendentemente e contrariamente alle nostre previsioni, i sensi di rotazione dei 

tre assi, guardando in direzione della posizione 1,2 e 3 risultavano sempre pertutti, 
orari. (noi avevamo invece previsto sulla base di simmetrie universali una 

costellazione oraria, antioraria, antioraria, per spazio, tempo ed energia 

rispettivamente). 

• I maschi e le femmine davano lo stesso tipo di risposta alle rotazioni 
(contrariamente a quanto avevamo ipotizzato sul piano puramente teorico). 

• Non e dunque possibile stabilire una relazione tra I'aspetto sessuale, maschile e 
femminile sulla base delle rotazioni degli assi. 

• Di tutti questi soggetti, solo una stretta minoranza colloca in modo corretto tutti i sei 
colori archetipicamente costruiti per I'Evideon. Alcuni soggetti, pur mantenendo una 
configurazione evideonica dei colori e delle sensazioni corretta, ruotavano di 90 o 
180 gradi, tutto il sistema di riferimento evideonico cos] da avere struttura mentale 
ordinata e simmetricamente ben definita ma orientata in modo non corretto rispetto 
alia maggioranza, che vede l'asse dello spazio davanti a se, I'energia in verticale e 
sul I'altro asse il tempo. 

• Come ci si poteva attendere dalla analisi dei mancini e da quello che la PNL diceva, 
i mancini spostano il passato al posto del futuro ma, se non esistono altre patologie 
(adduzioni, psichismi particolari) hanno anche un altro asse capovolto. 

• In altre parole II mancino, siccome ha una visione speculare del tempo, per 
mantenere una corretta orientazione dell'Evideon (che ricordiamolo rappresenta il 
fotone e non I'antifotone, per questa zona dell'universo), ha necessity di 
specularizza re anche un secondo asse, che non sempre e l'asse dello spazio ma 
puo anche essere quello della energia. Questo ci fa pensare che esistano due 
tipologie di mancino: quello che vede il freddo in alto e quello che vede I'andare 
verso, dietro. Lo spostamento di due assi fa rimanere il soggetto in questa parte 
dell'universo e le orientazioni delle rotazioni dei singoli assi “tendenzialmente” non 
cambiano. 

• Non esisteva nessuna correlazione tra il tipo di canale preferenziale utilizzato (VAK) 
e la posizione degli assi. 

Se questi erano i punti chiari da prendersi come risultati sicuri del nostro test, d'altro canto, 
avevamo potuto notare come, una volta stabilita la forma archetipale corretta per la 
rappresentazione dell'universo, tutte le altre forme dovevano rappresentare sistemi 
rappresentazionali non corretti e non armonici. Essendo il sistema evideonico legato 
formalmente alia visione archetipale dell'universo, potevamo mettere in evidenza come 
piu del cinquanta per cento dei soggetti che avevano risposto al questionario mostravano 
grossi problemi di comprensione della realta virtuale con la quale si ponevano in modo 
distonico. I punti salienti che si evincevano dalla analisi dei test erano i seguenti: 

• Tutti i soggetti che avevano una visione non archetipale dell'universo erano da 
considerarsi non armonici. 

• Tutti gli addotti risultavano costruire un modello evideonico formalmente disassato, 
caratterizzato dalla errata posizione delle sensazioni cenestesiche spazio temporali. 

• Quasi sempre, questa errata posizione, era accompagnata da una rottura della 
simmetria evideonica non solo sui colori ma anche sulle sensazioni. II soggetto che 
e traumatizzato, pone per esempio la sensazione di caldo e di freddo su due assi 



completamente differenti. Oppure il presente ed il passato non risiedono sullo 
stesso asse od ancora Tandare verso” e Tallontanarsi da”, vengono ancora posti 
su assi differenti. 

• La quasi totalita delle persone esaminate non relazionava correttamente i colori 
alle posizioni spaziali. I colori erano relazionati anche alle sensazioni corporee 
secondo il test di Lusher ma in questo caso le correlazioni di Lusher appaiono 
totalmente inesistenti. Questo accade perche non e stato detto di correlare le 
sensazioni ai colori ma le posizioni ai colori e chi 
compilava il test, non si e minimamente accorto 
che le posizioni erano anche correlabili alle 
sensazioni. In questo contesto, sembra che il 
cervello umano analizzi due canali per volta e non 
sia in grado di analizzare tutti e tre i canali VAK 
contemporaneamente. II cervello fa correlazioni 
binarie tra due insiemi ma non riesce 
spontaneamente a fare correlazioni tra tre insiemi 
contemporaneamente. Questo parametro e legato alia capacita di effettuare 
operazioni binarie in tempo rapido ma la dualita dell'Universo virtuale costruisce un 
cervello sostanzialmente duale. Bisogna far notare che I'aumento di 
consapevolezza produce un cervello che, guidato da una mente non duale, sara in 
grado di correlare piu parametri assieme in un solo istante. 

• Alcuni soggetti, definiti disassati, avevano piu assi o semiassi sovrapposti ad altri 
assi, come nel caso dei derealizzati. 

• In particolare i derealizzati mostravano una conformazione evideonica ad “assi 
spezzati” dove sovente lo spazio si sovrapponeva con altri assi. In altre parole essi 
mostravano per esempio il tempo passato su un asse ed il tempo futuro in una altra 
posizione su un altro asse, che magari si sovrapponeva con un asse delle energie o 
dello spazio e dove alcune delle sei posizioni dell'Evideon non venivano utilizzate. 

• I disassamenti e la rottura della simmetria archetipale sembrava sempre dovuta, 
almeno nei casi esaminati, a traumi psicologici subiti, nel corso di particolari eventi 
traumatici accaduti nel corso della propria vita. 

La cura. 

Si e potuto constatare da una prima analisi condotta su soggetti derealizzati, che i 
disassamenti, per semplice rotazione di quei semiassi posti in direzioni non corrette, 
producono sempre gravi problematiche di relazione, non solo evidentemente con altri 
componenti della societa, ma confusioni sui concetti di spazio tempo ed energia. La 
impossibility a correlarsi sara collegata all'uso preferenziali di canali VAK. In questo caso 
se un soggetto, con una corretta disposizione evideonica, si correla con un soggetto che 
possiede una differente situazione evideonica, avra difficolta comunicative enormi poiche 
mentre per esempio il primo si muovera nello spazio I'altro credera che il soggetto stia 
dando informazione nell'asse delle energie. 

Attraverso una corretta simulazione mentale e possibile rimettere gli assi nelle corrette 
direzioni. A seguito di questa manovra mentale corrisponde sempre una guarigione del 
soggetto. Tale guarigione pud essere definitiva o durare solo poche ore. In questi ultimi 
casi il modello evideonico che era stato “corretto”, automaticamente tende a ritornare nella 
mente del soggetto, identico a prima del trattamento. La causa di questo problema e 
sempre legata alia comprensione che deve sempre accompagnare il soggetto nel suo 
processo di guarigione. II recupero del trauma che ha sostanzialmente prodotto la rottura 
della simmetria nell'Evideon mentale, deve essere ricordato, compreso e sublimato con 
un processo di tipo psicoterapeutico. Solo allora I'Evideon corretto rimarra stabile. Soggetti 
che sono stati capaci di ottenere questo risultato, possono essere considerati guariti. In 



quel contesto la guarigione risulta immediata o comunque collegata al tempo necessario 
per acquisire la propria consapevolezza. Questi dati sono da considerarsi, alio stato 
attuale, preliminari ma gia e possibile constatare come il modello evideonico, mentalmente 
ricostruito, sia in grado di identificare immediatamente persone con problematiche 
psichiche di vario genere. II soggetto addotto ha sempre un Evideon distorto e per questo, 
tale approccio, e da considerarsi integrativo del test TCT da cui peraltro prende spunto. 
Questi primi dati sono stati ottenuti con la collaborazione di Caruso Colzi e Mira Veltroni. 
Inoltre I'analisi delle deviazioni dal modello standard evideonico, ci permette di 
comprendere rapidamente, come il soggetto analizzato, senta e veda I'Universo, potendo 
cos! giustificare alcune tipologie comportamentali di difficile inquadramento da un punto di 
vista psicoanalitico. 

Pur non essendo questa la sede per allargare questo aspetto del discorso, vogliamo fare 
un unico esempio esplicativo. Abbiamo incontrato un certo numero di soggetti che 
presentavano la mancanza, nella sua posizione archetipale, dell'asse del tempo, che 
invece era posto sopra I'asse dello spazio. La posizione di “andare verso” era anche la 
posizione di passato. I soggetti che possiedono questa costellazione, avevano una 
caratteristica in comune. II trauma che aveva probabilmente distorto I'Evideon originale si 
era cristallizzato nel presente. II soggetto di questo tipo non riesce ad analizzare il suo 
trauma con lo scorrere del tempo ma lo vive in un eterno presente traumatizzato. Non 
riesce a vedere la vera natura del trauma nel passato se non come evento distruttivo e lo 
ripropone in continuazione nel presente. Se gli si chiede di immaginarsi il futuro, ecco che 
vede lo stesso problema irrisolto. Una frase significativa di uno di questi soggetti fu: 
“questa e la mia situazione assiale, a me piace cosi e non voglio assolutamente 
cambiarla”. Si evinceva cos! che, se da un lato la rottura della simmetria evideonica 
produce una impossibility al cambiamento, poiche il percorso consapevole e difficilmente 
raggiungibile, dall'altro dimostra come e la volonta del guarire che ti fa fare il salto 
coscenziale. Questi soggetti sono sovente destinati a rimanere ancorati in un eterno 
presente immutabile, senza possibility di evoluzione. 

Entropia e guarigione: Coscienza e libero arbitrio. 

Per concludere, questa analisi sulla malattia, che parte dalla fisica degli antifotoni, passa 
attraverso la coscienza e giunge anche a proporre percorsi mentali atti a verificare la 
possibility di modificare la propria realty virtuale, ci dobbiamo rendere conto di come tutto 
alia fine sia legato ad alcuni concetti fondamentali che abbiamo sovente trascurato. 

II primo spunto ce lo da il cosi detto libero arbitrio. Da un punto di vista coscenziale 
nessuno, neanche la piu retriva religione monoteista, ha il coraggio di sostenere I'idea che 
il libero arbitrio non ci sia e che siano in realty gli Dei che decidono tutto. Nel mito piu 
antico infatti c'e scritto a chiare lettere, che I'Uomo e il Creatore e pertanto, se esiste 
qualcuno che decide, esso e proprio e solamente lui e la sua Coscienza. 

Da un punto di vista della fisica si comprende sempre piu come esista una forte 
interazione tra I'osservatore e I'osservabile in quanto essi sono parte integrante di un unico 
insieme di cui sono solamente I'aspetto prettamente duale. Dunque essendo che io sono 
anche la cosa che osservo, io decido come I'osservabile possa trasformarsi di fronte alia 
mia consapevolezza. In parole povere ecco che io vedo la virtualita cos! come me la sto 
costruendo. 

Da un punto di vista fisico, il secondo principio della termodinamica, introducendo il 
concetto di entropia come la misura del disordine dell'Universo, mette in relazione 
I'entropia con I'energia del sistema e, I'energia, di conseguenza con la consapevolezza, 
che ognuno di noi ha, del sistema. Dunque, il secondo principio della termodinamica 
sostiene che I'entropia aumenta sempre cioe I'Universo diviene sempre piu consapevole 
di se. 

Antonella Vannini in un suo articolo (Syntropy 2006, 1, pag. 1-15 ) Dal titolo, “Super- 



causalita e libero arbitrio, sostiene che, sia nella formula estesa dell'energia di Einstein 
(E2 = c 2 p 2 + m 2 c 4 ) che nella equazione della energia di Schrodinger, che nella variante di 
Klein Gordon, la radice quadrata della energia prevede due soluzioni ed il fatto che la 
soluzione negativa sia stata arbitrariamente eliminata, ha prodotto la impossibility di 
comprendere come esistano fenomeni antientropici ad energia negativa. Se si considera, 
da questo punto di vista, la vecchia idea della linea del tempo ed il principio di causa 
effetto, come una manifestazione della dualita, in cui siamo immersi, ci rendiamo conto 
che mentre le soluzioni di energia positive sono indicatori del fatto che nel presente 
subiamo gli effetti di una causa posta nel passato, ecco che i valori di energia negativa ci 
dicono che noi siamo anche contemporaneamente soggetti ad effetti, nel presente, la cui 
causa risiede nel futuro. 

La duplice soluzione dell’energia, sostiene la Vannini, creo non pochi problemi ai fisici 
degli anni ’30. Ecco cosa scrive Heisenberg al proposito: “II capitolo piu triste della fisica 
moderna e la teoria di Dirac” (Heisenberg 1928). L’elettrone negativo di Dirac ha fatto 
diventare Jordan melanconico”. Considero la teoria di Dirac come spazzatura che non pud 
esse re presa seriamente”. 

L’energia a segno negativo, era infatti considerata semplicemente inaccettabile, assurda. 
Invece accettando la soluzione negativa per I'energia abbiamo di fronte non solo una 
retrocasualita cioe una causa che da i suoi effetti nel presente ma che e collegata nel 
futuro, come diversi esperimenti dimostrano (L'interazione macchina operatore, le risposte 
neurofisiologiche prima dello stimolo che le causa, eccetera). Siamo invece di fronte 
anche ad una supercausalita (Khris King, Chaos, Quantum-transactions and 
v ' _’^Consciousness 1989). 

\ e' La Vannini continua dicendo: “Nasce in questo 

X. i jT modo la descrizione di un universo simmetrico 

\ ^ /\ ^ /\ a relativamente al verso del tempo e della 

V \/ W \y V" Qfe.propagazione delle onde: da una parte onde che 
X O si propagano dal passato verso il futuro, dall’altra 

jt onde che si propagano dal futuro verso il 

passato. Questo modello fu formalizzato nei 
' ^ famosi diagrammi di Feynman e Stueckelberg, 

_*. f nei quali si vede che lo stato presente e causato 

dall’incontro di onde e particelle provenienti dal passato e dal futuro. 

King utilizza il modello della supercausalita per descrivere le strutture cerebrali. Secondo 
King queste strutture si trovano costantemente di fronte a biforcazioni generate 
dall’incontro tra informazioni che provengono dal passato (onde divergent, cause) e 
informazioni che provengono dal futuro (onde convergent!, attrattori). In ogni momento, le 
strutture cerebrali devono decidere quale strada, quale biforcazione, seguire. Secondo 
King, da questa attivita costante di scelta, da questo indeterminismo di base, nasce 
I’apprendimento, il libero arbitrio e la consapevolezza. Questa ormai comprovata 
interazione costante tra passato e futuro crea un paradosso insolubile in termini di 
determinismo temporale: come mostrato anche da Penrose, la descrizione spazio- 
temporale emergente da questi dati e incompatibile con il concetto usuale di causalita e di 
determinismo. Ad esempio, il fatto che esista una causalita a ritroso porta il futuro a non 
essere determinato, in quanto il futuro pud essere influenzato e modellato dalle scelte 
soggettive attuali. Se la realta seguisse solo la causalita classica, in cui esistono solo le 
cause collocate nel passato, I’universo coinciderebbe con un grande e complesso 
meccanismo, totalmente determinato dai suoi stati passati. L'incontro di cause passate 
(push - spinte) e di cause future (drive - attrattori) si risolve invece nella necessity di 
processi soggettivi di scelta e in un futuro che e ancora da creare. King sottolinea che la 
coscienza soggettiva e una necessaria conseguenza della supercausalita che nasce 
dall'equazione energia/momento/massa. L'interazione tra cause passate e cause future 



consente di comprendere la differenza tra coscienza soggettiva e capacita 
computazionali. Mentre la coscienza soggettiva e intesa come interazione tra cause 
collocate nel passato e cause collocate net futuro, la computazione si basa 
esclusivamente su processi "meccanici" di elaborazione di informazioni che provengono 
dal passato. Secondo King il motivo per cui, nella filogenesi, la coscienza soggettiva e 
stata selezionata al posto della mera computazione e che, essendo basata su 
"informazione anticipata", risulta vitale nei sistemi viventi per I'anticipazione di situazioni 
cruciali e quindi per la sopravvivenza stessa del sistema. A conferma dell’esistenza della 
simmetria del tempo, dalla quale discende la supercausalita, anche Giuseppe e Salvatore 
Arcidiacono, sottolineano che la duplice soluzione dell’energia aggiunge, accanto alia 
causalita meccanica, un altro tipo di causalita che Giuseppe e Salvatore Arcidiacono 
stessi chiamano causalita finale. In questo modo si arriva a descrivere la vita non piu 
come un fenomeno lineare bensi circolare, fatto che implica sia la causalita che la finalita. 
Cid significa che la vita e un sistema in costante interazione tra cause poste nel passato 
(onde convergent) e cause poste nel futuro (onde divergent), ed entrambe queste cause 
influenzano gli organismi viventi: nelle fasi di sviluppo I'interrogativo se siano le cellule a 
determinare i tessuti o vice versa si risolve, infatti, solo ammettendo entrambe le 
alternative. Cid consente di considerare I'individuo, non solo simile ad una macchina 
(espressione di cause poste nel passato), ma anche dotato di pensiero inventivo (principio 
di finalita o cause poste nel futuro). In sintesi, Giuseppe e Salvatore Arcidiacono 
sottolineano che i sistemi viventi si trovano in uno stato costante di scelta boleana, 
nei quali sono present solo due tipi di alternative (ad esempio si/no, vero/falso, 
presente/assente), tra le quali il sistema deve costantemente operare una scelta, tra 
le informazioni provenienti dal passato e le informazioni provenienti dal futuro”. 

E' chiaro come questa autrice metta in evidenza la struttura duale dell'Universo Virtuale. 
Gia in questo contesto si pud comprendere come la natura dell'antifotone sia di estrema 
importanza tanto da non poterne fare a meno. Inoltre si evidenzia come il concetto di 
libero arbitrio dipenda dalla esistenza stessa dell'antifotone che non solo e il fautore 
dell'esistenza del tempo simmetrico rispetto al presente ma e il cardine portante della 
visione duale dell'llniverso stesso. Ma il fatto che il futuro possa avere dentro di se 
informazioni che creano il presente e anche indice che nei processi di guarigione, noi 
abbiamo gia scelto (causa nel futuro) di guarire (effetto nel presente). 

Ma se analizziamo tutta questa faccenda comprendendo che I'Universo non e duale e 
percio non pud essere locale, allora non esiste ne lo spazio ne il tempo se non nel qui, 
ora. 

In questo contesto, noi stessi siamo, in questo istante, i manipolatori del nostro presente 
che si forma per sovrapposizione delle due funzioni d'onda del passato e del futuro, dando 
sempre una coppia di soluzioni del tipo vero/falso, si/no eccetera, che ci permettono di 
scegliere (libero arbitrio) quella che noi desideriamo rendere evidente (virtualmente reale). 
In questo contesto noi siamo coloro che decidono se, I'Evideon che stiamo creando, si 
creera e siamo quelli che decideranno se i due fotoni entangled che costituiscono il 
prodotto di scissione dell'Evideon, debbano o no manifestarsi. 

I nostri stati quantici di quello che noi interpreteremo erroneamente come il nostro futuro, 
ci diranno come noi vogliamo che il nostro presente sia. A questo scopo va notato come la 
new age dice esattamente il contrario sostenendo che: dobbiamo pensare al presente 
immaginandoci di creare un futuro gradevole ed il nostro pensiero creatore, creera il 
futuro. In realta dobbiamo modificare il nostro futuro, che e sovrapposto al passato, nel 
nostro presente per scegliere, tra le due possibility, quella che vogliamo. Creare dunque il 
futuro per dar vita al presente e non il contrario. II processo di guarigione prevede che tu ti 
veda sano nel futuro, perche quel futuro, di te, sano e non malato, possa influenzare il 
presente, creandolo immediatamente. Ancora una volta la new age ti da I'idea di una verita 
altamente distorta proprio perche non desidera che tu comprenda il meccanismo della 



guarigione e non prenda consapevolezza di te stesso. 

Ma la new age e legata agli Angeli del piano di sopra (Genesi, dello stesso autore, Spazio 
Interiore Editore) che non possono dire menzogne, poiche la nostra consapevolezza se ne 
accorgerebbe. 

Che cosa vuol dire tutto questo in termini di scelta ed entropia? 

Costruiamo un modello semplice di scelta termodinamica. 

Ammettiamo di avere un acido che puo reagire con una di due basi presenti in soluzione. 
L'acido scegliera di reagire con quella delle due basi che e energeticamente piu simile a 
lui, a prescindere dal guadagno energetico finale. 

Dunque a livello di contenuti entropici si puo dedurre, da questo semplice esempio, che il 
simile sceglie il simile (in chimica si dice che l'acido hard preferisce reagire con la base 
hard e non con quella soft secondo la legge di attrazione universale). 


Di-simmetrizzazione dello spaziotempo. 

Se ammettiamo di avere una collina simmetrica con la punta perfettamente arrotondata e 
da un elicottero facciamo cadere sulla punta della collina una sfera che vada ad atterrare 
proprio sul punto piu alto della collina, ecco che potremmo avere che la sfera rotoli o sulla 
destra o sulla sinistra, percorrendo i due fianchi della collina, con una identica probability. 
Se la collina avesse la sua meta sinistra fatta di antimateria e la sua parte destra fatta di 
materia e facessimo cadere sul cocuzzolo un fotone virtuale, in guisa di pallina, ecco che 
esso, se atterra sulla sommita della collina come antifotone, non potrebbe che cadere a 
sinistra mentre, se cadesse come fotone, eccolo scendere solamente sulla destra. Cio 
accade sempre perche la collina e simmetrica. In quel contesto statisticamente I'entropia 
totale del sistema rimane sempre zero poiche somma di tutte le entropie positive e 
negative. Se pero la collina non ha la stessa perfetta simmetria sui due fianchi ma, da una 
parte la pallina cadrebbe piu in basso rispetto alia altra parte, allora le cose cambiano 
perche, siccome si deve fare in modo che la simmetria sia rispettata, cadrebbero piu 
palline da una parte e meno dall'altra; il fotone virtuale si comporterebbe piu da antifotone 
e meno da fotone (o vice versa in dipendenza di dove si trova la buca piu profonda da 
raggiungere) In pratica il nostro fotone rappresenta il complesso attivato che potrebbe 

; andare a cadere verso i reagenti (passato) o verso i prodotti 
i(futuro). 

(In condizioni normali, mezzi fotoni virtuali si comportano da 
ffotoni e mezzi da antifotoni, per cui non si ha formale 
«■ (spostamento del presente, che oscilla con frequenze 
Idell'ordine del tempo di Planck intorno ad una posizione 
—Mpresente.(andare avanti e indietro nel tempo velocemente non 
produce nessuno spostamento temporale asimmetrico). Ma se un antifotone, cadendo 
nella sua buca di sinistra (parte di antimateria corrispondente al passato equivalente ad un 
fotone che viene dal futuro verso il nostro presente), incontra un tessuto biologico malato 
cioe con basso contenuto entropico, mentre la sua altra formula di risonanza fotonica, 
cadendo dalla parte opposta, incontra un tessuto sano (cioe con alto contenuto entropico), 
per mantenere alia fine il conto della entropia sempre nullo, si dovra far cadere piu 
antifotoni a sinistra e meno fotoni a destra. In altre parole il fotone virtuale non sara piu 
probabilisticamente costituito da due formule di risonanza dello stesso peso ma stara piu 
sotto forma antifotonica, spostando il baricentro del presente verso il passato. 

Di fatto il presente e la somma di due situazioni che sono malato-non malato e noi 
scegliamo quale delle due situazioni vogliamo diventi virtuale. 

Questo effetto fara di fatto spostare il baricentro del tempo nel passato virtuale. La 
asimmetria che si crea cosi verra automaticamente compensata dalla entropia che 
disimmetrizzera anche il numero di cadute a destra e sinistra del nostro fotone virtuale. 









La scelta. 

Esistono due aspetti della fisica del fotone virtuale che ci aiutano a comprendere cosa 
accade quando uno di questi oggetti interagisce, a livello spazio temporale, con altri 
oggetti. Innanzitutto il presente che noi ci creiamo, e in equilibrio costante tra passato e 
futuro. La curva che descrive questo equilibrio ci fa capire come il fotone virtuale oscilli tra 
passato e futuro come una pallina in una buca. Se noi viviamo una situazione 
termodinamicamente corretta, le pareti della buca saranno speculari, sia a destra (futuro) 
che a sinistra (passato). II fotone virtuale cos! oscillera armonicamente tra passato e futuro 
e la sua entropia media totale sara sempre nulla. Far assumere alia entropia il valore zero 
vuol dire minimizzarla, sia da parte delle energie positive sia da parte di quelle negative, 
poiche, se consideriamo il fotone e I'antifotone, il secondo principio della termodinamica 
vede andare I'universo verso I'eterno presente e non verso il futuro. Dunque I'entropia 
generale non aumenta solo perche I'universo si raffredda ma aumenta anche perche la 
entropia dell'altro semi universo, sommandosi alia entropia di segno contrario di questo, 
produrra sempre come valore finale un valore nullo. 

Nel nostro semi universo, I'entropia tende ad aumentare ma nell'altro semi universo 
I'entropia negativa tendera egualmente a diminuire cioe. Le due entropie, collegate 
assieme, saranno invece volte ad essere sempre nulle. II valore nullo e invariato nel tempo 
poiche I'entropia e collegato alia coscienza ed essa e sempre immutata e non ammette 
variazioni. Dunque, mentre la variazione di entropia, e una misura della consapevolezza, 
I'entropia assoluta, e la coscienza stessa. E non a caso e in questo universo non 
misurabile. 

La prima scelta legata alia presenza del libero arbitrio, a sua volta esistente, poiche esiste 



I'anti universo, e quella di far comportare il fotone virtuale come onda o come particella.. 
Siccome la scienza sostiene che, da un punto di vista entropico, quando la riduzione del 
pacchetto d'onda avviene, e I'onda si tramuta in particella, I'entropia aumenta, cio significa 
anche, come abbiamo avuto modo di dire nei precedenti lavori, che il fotone onda 
rappresenta poca consapevolezza della creazione, mentre il fotone particella rappresenta 
una elevata consapevolezza. Siccome noi siamo quello che creiamo, siamo anche il 
fotone onda e/o particella. (http://www.altrogiornale.org/entropia-quantistica-teoria-di- 
bohm/ II potenziale quantico di Bohm e la entropia quantistica) In questo contesto se 
abbiamo, in questo semi universo o nell'altro semi universo, due insiemi caratterizzati da 
entropia differente, ecco che vedremo il fotone onda illuminare uno di questi stati (quello a 
entropia piu bassa) mentre il fotone particella fara il contrario. Secondo Bohm I'entropia 
stabilisce la formale piegatura dello spazio-tempo, cioe stabilisce se un fotone si 


comportera da onda o particella. II fotone virtuale onda preferisce illuminare sempre 
I'evento collocato spazio temporalmente nella time line, piu vicino a se, che sara sempre 
I'evento ad entropia piu bassa. In parole povere il fotone virtuale onda preferisce illuminare 
sempre un tessuto malato rispetto ad un tessuto sano. 



L'illuminazione del tessuto rappresenta la creazione dello stato di malattia. La non 
consapevolezza dunque crea lo stato di malattia. II fotone virtuale particella invece 
scegliera di cadere nella buca di potenziale piu profonda (entropia alta, corrispondente alio 
stato di tessuto sano) a causa del fatto che la derivata della funzione energia, che porta a 
valori piu bassi della stessa, e piu grande. 



II che vuol dire che, se una pallina puo cadere a destra od a sinistra, preferisce cadere 
dove la buca e piu profonda perche, da quella parte, la pendenza della curva e piu 
accentuata. 

Come si puo notare dal disegno, il centra degli assi spazio temporali risulta non collocato 
al centra del sistema. Dire infatti che il tessuto a bassa entropia, e piu vicino al fotone 
equivale, in termini spaziali, a dire che lo spaziotempo non e armonico e che noi non 
siamo collocati al centra dove entropia e sintropia si dovrebbero annullare. Due oggetti a 
entropia differente non sono equidistanti dall'osservatore nella linea temporale poiche 
I'entropia e collegata alia freccia del tempo e I'oggetto ad entropia piu bassa, si pone 
lievemente piu indietro nel tempo di quello ad entropia alta. La rapida oscillazione del 
fotone virtuale ci impone di vedere oggetti a valori di entropia differente coesistenti in un 
eterno presente che oscilla attorno alle misure di Planck. 

II secondo tipo di scelta e legato all'aspetto fotone o antifotone. Si dimostra che un 
osservatore in questo universo vede la sua entropia aumentare ma si puo dimostrare che 
un osservatore nell'antiuniverso avrebbe della sua anti entropia la stessa sensazione. Gli 
esempi riportati sopra mostrano un fotone virtuale alle prese con un duplice evento ad alta 
o bassa entropia ma collocati nel suo stesso semi universo. Cosa accade invece quando 







un sistema di anti materia interagisce con uno o piu sistemi di materia caratterizzati da 
entropie positive differenti? Ce lo dicono alcuni lavori scientifici pubblicati recentemente 
( http://www.mdpi.eom/1099-4300/16/3/1191/pdf L (One Antimatter: Two Possible 
Thermodynamics, Alexander Y. Klimenko and Ulrich Maas , Entropy 2014, 16, 1191-1210; 
doi:10.3390/e16031191). In questo interessante articolo si indica come antifotoni che 
colpiscono un qualsiasi sistema del nostro semi universo, riportano indietro nel tempo il 
sistema stesso. Si evince inoltre che se un sistema di antimateria (come gli anti fotoni) in 
bassa quantita ed opportuna energia colpiscono un sistema di molta materia, si ottiene un 
effetto di abbassamento di entropia generale piuttosto eclatante. 

Per i non addetti ai lavori di termodinamica questo vuol dire che gli antifotoni che 
interagiscono con i tessuti malati a bassa entropia alzano il valore della stessa (cioe 
guariscono i tessuti malati). 

“A different situation appears when each particle and each antiparticle represent an 
autonomous thermodynamic subsystem (i.e., having a large number of comparable 
internal degrees of freedom, substantial ergodic mixing and Kolmogorov-Sinai entropy, 
dramatically amplifying the effect of time priming). In this case, the thermodynamic 
time runs in opposite directions within particles and antiparticles (and in the normal 
direction for the whole mixture). While the thermodynamic subsystems can, in principle, be 
placed in thermal equilibrium when the intrinsic temperature of the antiparticles is negative 
(this is possible when internal energy levels of antiparticles are bounded;), but this 
equilibrium is typically unstable’’ 

Dunque e logico sostenere come i fenomeni di guarigione siano sostanzialmente dovuti a 
anti fotoni a bassa energia, forniti da biofotoni virtuali, ottenuti in situ o meccanicamente 
con opportune apparecchiature o coscenzialmente prodotti dalla mente umana. 

Eternita ed immortalita. 

Estrapolare la possibility di utilizzare I'aspetto virtuale degli antifotoni per guarire, tornando 
indietro nel tempo, ovvero seguendo un percorso nell'eterno presente, che segue le leggi 
della simmetria della termodinamica, potrebbe portare il lettore a pensare che si possa 
diventare immortali. In qualche modo, tornare indietro nel tempo e ringiovanire quando, 
ogni tanto ci si sente vecchi ed inadatti a vivere, all'interno di una societa in continua 
evoluzione entropica, potrebbe rappresentare I'inconscio desiderio di molti. II concetto di 
fare in modo che il tempo arrivi fino ad un certo punto e poi effettuare un reload per 
tornare giovani, potrebbe erroneamente apparire I'ideale per non morire. In termini 
cinematici questo processo sarebbe come avere una buca con dentro una pallina. 
Prendere la pallina e tirarla su sul bordo della buca ed attendere che ricada nel fondo della 
buca, poi riprenderla e farla risalire per attendere che ricada all'infinito. II processo 
spontaneo sarebbe contrastato da una energia antientropica (quella che si sviluppa 
quando un antifotone agisce nel nostro semi universo fatto di materia), 

L'energia necessaria per tornare indietro nel tempo, sarebbe ottenuta dall'atto di volonta 
coscenziale che agirebbe sul mare di particelle virtuali, creando, a piacere, ma localmente, 
una di-simmetrizzazione della simmetria CPT. 

Da un punto di vista bohmiano essendo I'universo non locale dovrebbe immediatamente 
rifarsi su qualche altro parametro che, a sua volta, dovrebbe di-simmetrizzarsi in senso 
contrario per mantenere I'entropia totale del sistema sempre nulla. 

L'errore che fondamentalmente si fa e credere che il processo di invecchiamento sia da 
considerarsi come una malattia che avanza. 

II giovane e piu sano del vecchio. Considerare I'avanzamento di eta come una malattia e 
assolutamente errato ma la confusione nasce dal fatto che solitamente i vecchi sono 
statisticamente piu malati dei giovani e poi muoiono perche hanno il corpo che smette di 
funzionare. 

Ma le cose non stanno cosi. Lo stato di malattia e I'eta non hanno niente a che fare tra 



loro anzi. L'invecchiamento produce sovente anche aumenti di entropia e cioe aumento di 
consapevolezza. Da questo punto di vista I'invecchiare vuol dire comprendere e cioe 
guarire. In fondo la vita e una esperienza che si fa proprio per aumentare la propria 
entropia. Tornare indietro nel tempo vorrebbe dunque dire tornare piu malati di prima cioe 
meno consapevoli di se. In altre parole il tornare giovani ci farebbe ritornare piu cretini, 
oscillando eternamente tra stati di consapevolezza piu alti e piu bassi. Non muori ma 
rimani scemo pertutta I'esistenza. In media il processo sarebbe possibile perche I'entropia 
non aumenterebbe nel nostro semi universo ma nemmeno statisticamente e mediamente 
diminuirebbe. La cosa che I'entropia alia fine del tempo non puo fare e diminuire in 
assoluto ma diminuire e riaumentare per ridiminuire e riaumentare in eterno, questo lo 
potrebbe fare. 

Questo e il percorso che ha scelto I'alieno o comunque I'alienato che non vuole morire non 
comprendendo che nella morte c'e I'atto di consapevolezza della vita eterna. Rinunciare 
alia immortalita vuole dire consequenzialmente accettare la consapevolezza di essere 
eterni. 

Dunque I'idea cristica di resuscitare i morti rappresenta il peggior aiuto che un Dio ci 
potrebbe dare perche evita cosi che noi si termini il percorso di consapevolezza entrando 
a gamba tesa nel processo di comprensione. 

Anche se sembra possibile tornare indietro nel tempo, (modificare la non localita) 
meccanicamente, e anche vero che tutto cio riportera nel tempo il soggetto guarito a 
riammalarsi, come il soggetto ringiovanito a ri-invecchiare una altra volta, seguendo il 
percorso obbligato che vuole che I'entropia in questo semi universo vada a zero. 

Un esempio di cio nella nostra biologia. 

Esiste nel nostro mondo un essere immortale. Esso nasce invecchia e torna indietro nel 
tempo all'infinito ringiovanendo. Si tratta di una piccolissima medusa dal nome Turritopsis 
Nutricula ( http://www.findinadulcinea.com/news/science/2009/feb/lmnnortal-Jellvfish- 

Invading-World-s-Water.htmO . _ 



L'unico essere immortale del pianeta di cui sono a conoscenza, e una piccola medusa 
che, come tutte le meduse ha capacita di emettere fenomeni di chemioluminescenza cioe 
biofotoni. Nessuno ha ancora affrontato lo studio su questa medusa che potrebbe 
emettere biofotoni quando ha raggiunto la sua maturita sessuale ed, a quel punto, 
attraverso reazioni chimiche che producono biofotoni, tornare indietro nel tempo. Questo 






essere vivente ha la caratteristica di non evolvere ma rimanere da sempre cosi. Inoltre 
essendo immortale compensa il fatto di riprodursi con il problema dei predatori che se lo 
mangiano in gran quantita. Se non esistessero infatti i suoi predatori, questo essere non 
potrebbe essere immortale (I'entropia deve sempre risultare nulla alia fine di tutti i percorsi 
evolutivi possibili). Questo essere ovviamente sta invadendo il pianeta cioe il suo mondo 
ed e destinato ad estendersi non solo su tutto il pianeta ma sicuramente anche oltre, se 
solo lo potesse fare. La sua fine coincidera con la fine del suo mondo. La sua esistenza 
(che entropicamente potremmo definire come uno stato stazionario) serve a noi che la 
osserviamo, per farci capire come sia inutile guarire, tornando indietro nel tempo. La vera 
guarigione e nell'andare avanti comprendendo che la malattia non serve se non a capire 
cosa non abbiamo capito. A quel punto la malattia non regredira ma avanzera ad un nuovo 
successivo stadio di guarigione. II meccanismo posto in essere nella virtualita per ottenere 
la guarigione sara sempre lo stesso (il bio antifotone) ma I'utilizzo consapevole di esso 
porta non alia regressione della malattia ma bens] al necessario scavalcamento di essa. 
Nessun soggetto consapevole mettera in atto un processo antifotonico per non morire 
poiche la morte non e una malattia e non deve essere impedita. 
( http://www.coscienza.ora/scienza/immortalit%C3%A0.htm ] . 

La bioluminescenza. 

Le meduse sono alcuni fra gli esseri viventi che sovente si manifestano con forti emissioni 
di luce. La bioluminescenza e quel fenomeno che fa parte della chemioluminescenza. Un 
fenomeno che, da alcune reazioni chimiche, produce fotoni a bassa energia (biofotoni) che 
potrebbero essere (e secondo noi sono) la chiave di lettura dei fenomeni che, creando 
antifotoni virtuali, producono i processi di guarigione. 

La chemiluminescenza nel contesto biologico e legata ad alcune reazioni chimiche nelle 
quali avviene una ossidoriduzione con formazione di nuovi legami chimici, dove gli 
elettroni che formano questo legame si trovano ad essere in condizioni di antilegame in un 
orbitale ad alta energia. I due elettroni scendono nell'orbitale di legame a piu bassa 
energia dando luogo alia “formale emissione” di due fotoni. 


Il famoso luminol ne e un esempio eclatante. ( http://it.wikipedia.org/wiki/Luminon 



In questo contesto va segnalato come la bioluminescenza umana ha different concause 
ma si ritiene che il maggior responsabile di tale effetto sia il DNA. 
http://www.omeopatiapossibile.it/ricerca-scientifica/dna-come-sorgente-di-radiazione/ ] 


“Poiche il DNA funziona come un foto accumulatore, lo srotolamento determina una 
maggior emissione di biofotoni. Dati sperimentali hanno confermato questa ipotesi. 

Ci si aspetta che col procedere del grado evolutivo aumenti anche il contenuto del DNA. 
La quantita del DNA viene espressa in pico grammi (1pg=10-12g) e definita coefficiente C. 
Analizzando piu di mille specie viventi, non si sono messe in evidenza significative 
differenze; si definisce questo inaspettato risultato: “paradosso del coefficiente C”. 







II DNA consta di una parte biologicamente molto attiva (eucromatina) utilizzata come 
matrice nella sintesi proteica e della restante parte ritenuta geneticamente inattiva 
(eterocromatina). La parte geneticamente attiva del DNA negli organismi superiori 
ammonta a circa il 2% del totale; pertanto le differenze tra la parte attiva e inattiva sono da 
attribuire essenzialmente all’eterocromatina (DNA inattivo). II fatto che il 98% del DNA sia 
costituito da materiale di “scarto” risulta alquanto strano. Va dunque ricercata un’altra 
soluzione. I risultati sperimentali di Popp, indicano che il DNA e la molecola centrale 
dalla quale procedono la regolazione biologica e I’emissione fotonica. Le basi 
nucleotidiche costituiscono efficaci foto accumulatori, adatti come ottimo materiale laser, 
infatti possiedono un ancoraggio stabile e un’elevata periodicita reticolare delle coppie di 
basi. Quando una delle basi assorbe luce, lo stato di attivazione che ne segue 
normalmente decade subito alio stato normale emettendo un fotone. Anche a temperatura 
ambiente, pud accadere che invece di decadere alio stato normale, la molecola normale, 
si accoppi con una molecola vicina (generalmente attivata anch’essa) a formare una 
nuova unita: I’eccimero. Non appena I’eccimero, riemettendo un fotone, torna al suo stato 
primitivo, i due partner, che erano precedentemente collegati mediante il fotone, si 
respingono e decadono nei propri stati normali (monomeri), ad uno stato energetico piu 
basso. Nei sistemi aperti I’inevitabile dispersione fotonica viene continuamente 
compensata mediante rinnovata attivazione degli eccimeri decaduti. Questo apporto di 
energia (pompaggio), deve compensare nell’aggregato cellulare I’energia dispersa della 
radiazione cellulare ultra debole. Lo stato di eccitazione dei monomeri viene raggiunto 
mediante pompaggio, per esempio di energia chimica proveniente dagli alimenti. La 
trasformazione in eccimeri soddisfa le condizioni laser. ” 

II DNA assorbirebbe da un lato la luce dai fotoni esterni e si accorcerebbe costituendo un 
magazzino di energia fotonica. Si allungherebbe in seguito rifornendo fotoni coerenti 
(laser) II DNA ha una struttura tale per cui guardandolo dall'alto si presente come una 
ruota simmetrica con un buco nei mezzo. Ebbene quel buco in realta e riempito da protoni 








che, attraverso legami a idrogeno, oscillano (vibrano tra le due basi puriniche e/o 
pirimidiniche (Adenina, Timina, Guanina, Citosina. Uracile :A, T, G, C, U). 

L'accorciamento o I'allungamento 
della catena del DNA dipende dalle 
oscillazioni del legame a ponte 
idrogeno tra le due basi azotate che 
si avvicinano o si allontanano nella 
vibrazione. Guardando dall'alto il 
DNA cosl, possiamo scoprire che il 
“buco” che si osserva in realta e 


Cytosine [~C~| 

NM 2 

«jA. 

AA 

I 

H 

Guanine | G | 

O 

/Sc-Av* 

•VsAr- 

H H 

Adenine | A | 

NH 2 

H -< L i 

H 

Thymine m 


HA. 


1 l 


c< 



|~C~| Cytosine 
NH 2 

-A. 

AA 


| G I Guanine 


A- 


*VsAr* riempito dagli orbitali molecolari dei 
" protoni, ognuno con un elettrone 
[a] disponibile. 


Nitrogenous 

Bases 



DNA RNA 

Deoxyribonucleic acid Ribonucleic acid 

La lunghezza di questo settore e di circa 34 Angstrom (un Angstrom equivale a 10 9 metri). 
Cio significa che ogni scalino e distante dall'altro solo 3,4 Angstrom. 

Da calcoli teorici sulla funzione di Shrodinger, si stabilisce che un elettrone che sta nel 
primo livello energetico (I'orbitale atomico denominato Is), ha a disposizione un raggio 
atomico pari a 1,4 Angostrom. 


n 

Shell 

raggio 

(angstroms) 

Numero di 
elettroni 

1 

K 

1.4 

2 

2 

L 

4.8 

8 

3 

M 

10.3 

18 

4 

N 

17.8 

3 


http://chemwiki.ucdavis.edu/Phvsical Chemistrv/Quantum Mechanics/09. The Hydrogen 

Atom/Vi rtual%3A_Atomic_Orbitals/Sizes_of_Atomic_Orbitals 

Come I'elettrone Is si eccita e passa al livello energetico con n=2 ecco che si pud 
constatare come gli orbitali del protone dello scalino sottostante si sovrappongono con lo 
scalino superiore. In pratica esiste un filo elettrico interno al DNA di elettroni di frontiera 
mobili a temperatura ambiente. Questi sono gli orbitali che vengono messi in moto quando 
gli elettroni saltano da uno scalino all'altro assorbendo fotoni ed emettendo luce coerente. 
Chiaramente questo meccanismo portera alia dispersione di energie in entrata (il fotone 
esterno al DNA entra nell'orbitale molecolare del protone, aumentando I'energia 
dell'elettrone che salta ad un livello energetico numero due. II fotone viene riemesso come 
biofotone e I'energia in piu serve a far elongare ed accorciare la catena che viene messa 
in vibrazione. ( http://www.animacosmica.Org/david-wilcock-scoperte-sul-dna-dalla-russia/ 1 . 
( http://www.sciencedirect.com/science/article/pi/S0959440X020Q3275 1. 

Tutto cio equivale a dire che il nostro stesso DNA, all'interno delle cellule malate, pud 
essere fonte di fotoni virtuali che, sotto forma di anti biofotoni, possono produrre 
localmente il processo di guarigione dei tessuti malati. Ma perche la cosa funzioni bisogna 














































che i biofotoni siano consapevoli, siano particelle e non onde, per garantire la possibility di 
scelta. 

Conclusioni: i tre passi verso la consapevolezza 

Se da un lato ora possiamo postulare una serie di meccanismi virtuali che ci fanno capire 
come la nostra coscienza agisce sulla virtualita, ora possiamo immaginare nella 
simulazione mentale di tutti i giorni, come fare con consapevolezza a cambiare la virtualita 
e creare il mondo felice che desideriamo. Scopriamo che essere immortali, a noi non 
serve, perche siamo gia eterni ma scopriamo che capire serve a ricordarcelo. Scopriamo 
che guarire senza consapevolezza e impossibile e non perdiamo tempo a farci guarire da 
eventi esterni, medicine dottori macchine, perche se non comprendiamo cosa la malattia 
vuole insegnarci, ci riammaleremo presto. Lasciamo I'immortalita della esistenza alle 
meduse e comprendiamo che dietro il bosone d Higgs c'e solo I'antifotone, come ci fa 
pensare I'analisi dei prodotti di decadimento del bosone stesso, secondo la parola della 

fisica corrente. E come dice Wikipedia inglese '"Candidate 
Higgs boson events from collisions between protons in the LHC. 
The top event in the CMSexperiment shows a decay into 
two photons (dashed yellow lines and green towers). The lower 
event in the ATLAS experiment shows a decay into 4 muons (red 
tracks). “ 

Si, avete capito bene. II bosone di Higgs decade in due unita 
fotoniche forse dovute alia interazione di Evideoni che 
rilasciano fotoni e antifotoni che non si vedono perche vanno 
indietro nel tempo? 

( http://en.wikipedia.org/wiki/Higgs_boson ^ . 

II bosone decade anche in quattro muoni che, essendo leptoni, 
secondo la visione evideonica della fisica particellare, sono 
composti ciascuno di un fotone ed un antifotone. Tutto questo ci fa ritenere che il famoso 
bosone di Higgs sia solo il prodotto del collasso di un paio di gluoni (4 unita fotoniche 
secondo Evideon) appena nati, cioe usciti dal mare di particelle virtuali (Vedi Appendice 2). 
Analizzando pero i prodotti di collisione dei due protoni che avrebbero prodotto il bosone di 
Higgs ci si rende subito conto che le cose sono molto piu complesse e che 
I'interpretazione che porta al bosone di Higgs e veramente aleatoria. 
( http://profmattstrassler.com/articles-and-posts/relativity-space-astronomy-and- 

cosmology/dark-matter/searching-for-dark-matter-at-the-lhc/ t . 

Nei vari cammini iniziatici di cui ci rimane traccia testimoniale, attraverso scritti moderni ed 
antichi, il guru o santone di turno, sciorinava le sue ricette su come effettuare il cammino 
iniziatico che avrebbe portato il lettore, I'adepto, il fedele o il semplice curioso, al risultato 
finale, rappresentato dalla sua illuminazione. Ebbene, alia fine di questo lungo percorso 
che ho fatto a partire da Genesi ad Evideon, credo di aver compreso quali siano le tappe 
di questo cammino. II percorso iniziatico, come qualcuno lo chiama, dove il termine 
iniziatico viene interpretato quale momento di iniziazione cioe partenza per un'altra tappa 
della conoscenza e non certo un punto d'arrivo, e costituito dalle tre fasi entropiche 
deN'Universo. Esiste una prima fase in cui il sistema che stiamo esaminando ha una sua 
entropia. Segue una fase in cui I'entropia sembra diminuire ed una terza fase in cui 
aumenta a zero, ma non e cosi. Per esempio, un soggetto ignorante non si fa domande 
perche non sa nemmeno che ci si puo fare domande. In un secondo momento, il soggetto 
comincia a farsi domande. In questo passaggio si potrebbe credere che I'entropia sia 
diminuita perche, mentre prima non esisteva dualita poiche non c'era differenza tra 
domanda e risposta (poiche esse non esistevano), successivamente si e creato uno stato 
entropico differente, con conseguente creazione di dualita e ovvio incremento della 
energia quale misura della separazione dei due stati entropici (domanda e risposta). In 







realta il secondo step ha una entropia piu alta del primo. 

L'entropia si definisce come il logaritmo dei microstati esistenti: 

S = Log(W) 

Dunque all'inizio dove non ci sono ne domande ne risposte non esistono microstati e 
l'entropia e pari a meno infinito. Nell'istante in cui si formula una domanda, nasce la ipotesi 
di duality e i microstati W appaiono come la somma pesata di due microstati che 
corrispondono alle due soluzioni del problema duale. (esempio si/no). W dunque sara, 
legato alia somma dei possibili microstati che saranno due: uno che identifica lo stato di 
domanda e I'altro che identifica quello di risposta. In questo secondo caso, l'entropia 
assume sempre valori tra zero e meno infinito e piu precisamente -log2, cioe -0,30. Alla 
fine, nel terzo step, quando la risposta e stata data, esiste solo uno dei due stati entropici 
possibili ed il logaritmo di 1 e zero. Dunque l'entropia aumenta sempre anche se nel 
secondo step, a prima vista, si poteva supporre che diminuisse.. Analogamente il fotone 
dapprima e onda, poi passa attraverso uno stadio intermedio in cui e sia onda che 
particella per esempio con probability al cinquanta per cento, ed alia fine, quando la 
consapevolezza e giunta al grado massimo, il fotone e solo particella. Nel primo step il 
fotone onda e la rappresentazione di infiniti microstati, ognuno con una probability di 
esistere praticamente zero. Zero per infinito tende a zero ed ancora una volta l'entropia di 
partenza vale il logaritmo di zero cioe meno infinito. Nello step intermedio il fotone e 
mezzo onda e mezzo particella a livello probabilistico. In questo caso (Infinito x 0)/2 + % e 
eguale a 0,5 il cui logaritmo e un numero negativo, piu piccolo di zero. Alla fine il fotone 
particella e un solo stato ed il logaritmo di 1 e zero. Nel caso del paziente sano che 
diventa malato per tornare consapevolmente sano, i tre step sono identici. Nel primo step 
il paziente sano ma inconsapevole ha una entropia piu bassa del paziente malato ma 
consapevole di dover risolvere con la domanda, “perche sono malato?”, il suo problema. 
Nel terzo step il paziente torna sano aumentando l'entropia del sistema. Questo tipo di 
percorso e comune a tutti i processi universali. Per esempio, quando dico che uno 
psichiatra inconsapevole, all'inizio della camera non ha clienti, intendo che egli non sa 
ancora che ha scelto di fare lo psichiatra per capire, attraverso i problemi degli altri, i suoi. 
II secondo step e quando lo psichiatra si chiede perche si confronta sempre con un certo 
tipo di pazienti, facendo aumentare la consapevolezza della esistenza del suo problema. II 
terzo step e quando ha risolto il suo problema e non ha piu clienti che vengono a 
specchiarsi da lui. 

Come si nota in tutti questi esempi lo step iniziale ed il finale sono identici ma 
entropicamente differenti. Se non fosse cosl non ci sarebbe necessity del fare per 
comprendere e non ci sarebbe stata nemmeno la necessity di continuare questa 
creazione. La porta del labirinto in entrata ed in uscita e la stessa ma chi esce dal 
percorso iniziatico ha compreso. 

Da questo punto di vista, I'analisi della entropia dei tre step, ci porta a concludere che il 
percorso iniziatico ci conduce inesorabilmente alia creazione del mondo felice in cui 
l'entropia sara zero e non meno infinito, come quando la coscienza, un attimo prima di 
dividersi in due, ha messo in atto il processo di auto-divisione. Non si ritorna all'uno se non 
in questo modo. 

L'Uno di partenza non e I'Uno di arrivo. II mondo felice e quel mondo dove ognuno e 
responsabilmente consapevole di se stesso e consapevole di essere parte di un Tutto. La 
somma di tutte le coscienze cioe dei microstati, sara la somma di tanti piccoli Uno che, 
sommati assieme, fanno un grande Uno ad entropia zero e consapevolezza massima. 

La consapevolezza sara frattalica e tutto I'insieme avra la stessa consapevolezza di ogni 
singolo pezzo. 



Ringraziamenti. 

La stesura di questo articolo e stata possibile per I'aiuto di Caruso Colzi, Mira Veltroni, per 
la parte del test ET e con i contributi di Adriana Gabriela Balbarrey per le discussioni e gli 
approfondimenti durati piu di sette anni, per 365 giorni all'anno. Durante questo periodo ho 
potuto approfondire con lei tutti i temi trattati e prepararmi per la costruzione del nostro 
mondo felice. 

Appendice 1 (Natura ed origine della quantizzazione) 

Origine della quantizzazione. 

Nell'universo evideonico si nota come il fotone virtuale e I'unico oggetto esistente. Nella 
realta virtuale misurata dalla fisica si nota come tutto il mondo delle particelle subatomiche 
metta in mostra un fenomeno detto di quantizzazione dove I'energia non e legata ad una 
manifestazione continua bensl va a scalini, a quanti cioe a piccoli pacchetti ben 
determinati e determinabili da misure fisiche. 

L'origine della quantizzazione non si conosce ma si sa che I'Universo e fato cosi. 
Nell'universo evideonico invece si pud verificare la natura della quantizzazione e verificare 
se essa da gli stessi identici risultati ottenuti dai fisici. 

La natura della quantizzazione non pud che derivare dalla natura dell'unico oggetto che 
esiste cioe il fotone virtuale. L'unico aspetto modificabile di questo oggetto e I'asse delle 
energie che puo accorciarsi o allungarsi dando origine a different aspetti della energia e 
della “massa apparente” che noi percepiamo sovente sotto forma di gravitazione. 

L'evideon e un oggetto caratterizzato da vettori ed in particolare, ogni colore dei 6 colori 
fondamentali corrisponde ad una tripletta di vettori. Tali vettori sono oggetti geometrici 
rappresentativi solo di “forma e simmetria”. La “forma” e la rappresentazione mentale della 
virtualita che altrimenti non potrebbe in alcun modo essere descritta, mentre la “simmetria” 
e Tunica regola esistente sotto forma della legge di conservazione. 

Per quanto riguarda I'asse delle energie i vettori che fino ad ora abbiamo preso in 
considerazione sono i vettori 3, 6 e 9. Ricordo che questi oggetti sono archetipi simbolici 
di se stessi, il che vuol dire che il vettore 3 si chiama tre, vive sull'asse tre, e lungo tre 
unita adimensionali. II che vuol dire null'altro se non che e la meta del vettore sei o un 
terzo del vettore nove. La differenza tra i valori di testa e coda corrispondenti ai colori 
magenta e verde, dell'Evideon, fornisce un numero a sua volta costituito da vettori che 
rappresenta in unita assolute I'energia del fotone che stiamo prendendo in 
considerazione.. Nei precedent lavori (Evideon 2) abbiamo fatto notare come per la 
conservazione della simmetria che peraltro rappresenta anche la conservazione della 
classica energia, il tre vettori possono modificare il loro aspetto con Tunica regola che la 
loro somma deve sempre rimanere invariata (18). In questo contesto i tre vettori possono 
assumere altri valori al di fuori del tre, nove e sei, ma la somma dei tre vettori deve sempre 
dare diciotto (18).Inoltre i tre vettori devono essere numeri differenti tra loro perche ogni 
vettore e caratterizzato dal suo nome che e anche il suo valore e siccome i vettori devono 
sempre essere tre poiche I'universo olografico e per definizione tridimensionale, tutti i tre 
vettori devono essere non zero e differenti tra loro. 

Esistono dunque differenti combinazioni per questi vettori. 

Dalla analisi della tabella di seguito riportata si nota come esistano sette livelli energetici 
possibili per il fotone virtuale, cioe sette possibilita di far assumere ai diversi vettori 
opportuni valori. Per esempio, per la tripletta di vettori 3, 9 e 6, che rappresenta un livello 
quantico primario (a prescindere dall'ordine con cui i tre vettori vengono proposti) abbiamo 
tre sotto possibilita per il fotone caratterizzate dal fatto che i tre valori negativi ed i tre 
valori positivi si annullano. Non solo ma due valori positivi si annullano con un opportuno 
valore negativo e viceversa per ogni livello energetico. La simmetria, espressa dai segni 
positivo e negativo viene conservata. Ma I'analisi di questa situazione ci ricorda il 



comportamento degli orbitali atomici. Infatti per ogni livello energetico calcolato per la 
equazione di Schrodinger esiste un primo orbitale atomico sferico (detto “s”) seguito da tre 
orbitali atomici detti “p” con caratteristiche di simmetria particolari. I lobi di questi orbitali 
hanno infatti la caratteristica di possedere un segno ed un segno “+” come semplice 
caratteristica di simmetria. Mentre I'orbitale “s” e sferico i tre orbitali “2p” si suddividono in 
p x , p y e p z ed hanno due lobi (uno positivo e I'altro negativo). II segno ricavato dalla 
equazione di Schrodinger serve solo ad indicare che questi orbitali non hanno un piano di 
simmetria nonostante appaiano della stessa forma. 

Tabella degli stati quantici del fotone. 


Livelli 

i 

2 

3 

4 

5 

6 

1 

396 

369 

639 

693 

936 

963 

1 

639 

936 

963 

369 

693 

396 

energie 

243 

567 

324 

-324 

-243 

-567 


486 

468 

648 

684 

864 

846 

L 

648 

846 

864 

468 

486 

684 

energie 

162 

378 

216 

-216 

-378 

-162 


576 

567 

657 

675 

765 

756 

j 

657 

756 

765 

567 

576 

675 

energie 

81 

189 

108 

-108 

-189 

-81 

A 

387 

378 

738 

783 

873 

837 


738 

837 

873 

378 

387 

783 

energie 

351 

459 

135 

-405 

-486 

-54 

c 

594 

549 

459 

495 

945 

954 


459 

954 

945 

549 

594 

495 

energie 

-135 

405 

486 

54 

-351 

-459 


279 

297 

927 

072 

792 

729 

O 

927 

729 

792 

297 

279 

972 

energie 

648 

432 

-135 

-675 

-513 

243 

n 

189 

198 

918 

981 

891 

819 

1 

918 

819 

891 

198 

189 

981 

energie 

729 

621 

-27 

-783 

-702 

162 






















I segni dei due lobi degli orbitali “p” vengono evidenziati con due colori differenti nel grafico 
che mostra la forma degli orbitali. Dunque per ogni orbitale sferico “s” esistono tre orbitali 
“p”, caratterizzati da una parte positiva ed una negativa. 

Ma la combinazione a triangolo di tre valori per i tre vettori che corrispondono ad un livello 
energetico principale (per esempio il 3, il 6 ed il 9), danno luogo alia costruzione sul piano, 
di quattro triangoli, caratterizzati dal fatto che ciascun triangolo ha tre lati caratterizzati da 
tre differenti vettori. 



Di questi quattro triangoli, tre esterni sono simili geometricamente, poi c'e il triangolo 
all'interno dei primi tre ed infine il triangolo grande che contiene tutti gli altri triangoli. Non 
esiste altro modo per porre i tre vettori sul piano. Questa disposizione e identica a quella 
riscontrabile nei cinque orbitali “d” dove tre di questi hanno i loro lobi (caratterizzati da 
opportuni segni positivi e negativi quali descrittori di simmetria, che nel grafico sono 
indicati con colori differenti), posizionati sul piano x-y, x-z ed y-z. (di, d 2 , d./) II triangolo 
esterno rappresenta I'orbitale d. 2 , mentre quello interno rappresenta I'orbitale d 0 .. 

Collegare tre vettori assieme sotto forma di triangoli in cui ogni triangolo ha lati diversi, in 
uno spazio tridimensionale ha una sola possibility. 



Esistono esattamente sette triangoli che corrispondono agli orbitali “f che sono infatti 
sette. I triangoli sopra al piano orizzontale, corrispondono agli orbitali denominati: fi, f 2 , f 3 : 
il triangolo nel mezzo, al' f 0 , mentre i tre triangoli al di sotto del piano orizzontale 
corrispondono al f_i, f. 2 , f. 3 , in perfetto accordo con la simmetria proposta da Schrodinger. 









Come si pud notare per gli orbitali di tipo “d”, i differenti vettori hanno sempre la stessa 
direzione tra di loro. Cosi per gli orbitali “f tutti e tre i vettori 9 (per esempio), hanno tra 
loro una angolo di 90 gradi nello spazio, cosi come gli altri vettori tra loro.(tutti gli assi 3 
hanno una inclinazione di 60 gradi sia rispetto ai 9 che ai 6. 

Si puo notare che i diversi orbitali s, p, d ed f, hanno valori di energie differenti e vettori 
differenti a seconda del livello energetico a cui appartengono e questo aspetto e ancora in 
accordo con le funzioni di Schrodinger, come si puo facilmente constatare dalla analisi 
delle forme dei differenti orbitali, che appaiono dipendenti dai valori del numero quantico 
primario “n” (che va da zero a sette). 



s (i= 0) 


d (1=2) 

f(t=Z) 


m=0 

m=0 

m=± 1 

m= 0 

m=± 1 

m= 

■±2 

m=0 

m=±1 

m=± 2 

m=± 3 


s 

Pz 

Px 

Py 

d z 2 

djrz 

dyz 

^xy 

dj^-y 2 

f z 3 

fxz 2 

V 

fxyz 


^xix^-Zy 2 ) 


n=1 

- 
















n =2 

* 

Z 

m 

• 













n=Z 

• 

X 

M 

• 

* 

s 

z 

m 

m 








n =4 

• 

X 

M 

• 

* 

X 

X 

m 

00 

# 


* 

at 

n 

m 

o 

n =5 

• 

X 

H 

% 

* 

X 

z 

m 

00 








n =6 

• 

X 

M 

00 













n=7 

• 

















Dunque la vera natura della quantizzazione e intrinseca in Evideon ed essendo che esso 
descrive la quantizzazione del fotone, essa si riversa con le stesse regole di simmetria 
sull'elettrone che e costituito da una unita fotonica ed una antifotonica. La corrispondenza 
tra il modello evideonico e quello di Schrodinger e dovuta al fatto che la quantizzazione 
classica viene vista solo come una quantizzazione sull'asse delle energie poiche 
nell'Evideone lo spazio ed il tempo (che sono quantizzati) sono comunque fissi ed il loro 
rapporto e sempre unitario. 

Questo fatto ha portato la fisica a definire un modello standard in cui solo I'energia 
risultava quantizzata. 

La quantizzazione sullo spazio e sul tempo invece si mostra passando da un livello 
universale all'altro (come mostrato in Evideon 2, dello stesso autore) I veri numeri quantici 
non sarebbero dunque quelli della equazione di Schrodinger ma i numeri da 1 a 9 che 
esprimono i vettori di Evideon. II modello evideonico e un modello piu generale che 
contiene il modello standard, che ne rappresenta un caso particolare. Evideon da una 
forma all'energia oltre che alio spazio ed al tempo ma questa forma risulta ben poco 
comprensibile nel modello standard dove mentre un orbitale ha una forma precisa per lo 
spazio e I'energia, essa si manifesta solo attraverso un numero. II tempo nella prima 
stesura del modello di Schrodinger non e contemplato ma il modello regge egualmente 
alia prova delle misurazioni in campo virtuale. Cio accade perche I'asse dello spazio non 
solo e fisso cioe invariante ma I'asse del tempo e egualmente fisso ed invariante ed 
identico a quello dello spazio. In altre parole, i dati spaziali sono comprensivi di quelli 
temporali. Questo e un modo di dire che la forma degli orbitali e avulsa dal tempo. (Se 
dovesse variare qualcosa sullo spazio il tempo seguirebbe questa variazione annullandola 
di fatto). 






























Va inoltre segnalato come tutti i valori che rappresentano le lunghezze degli assi delle 
energie siano strettamente collegati sia con il concetto di quantizzazione che con il valore 
evideonico della quantizzazione. Se per esempio si prendono tutti i valori piu alti di ogni 
serie (righe) della Tabella dei valori, si potra notare come essi siano tutti divisibili 
perfettamente per il valore di 13.5. Tale valore e stato calcolato in Evideon 2 ed e pari a 
137/(27ia), dove 137 rappresenta I'inverso della costante di struttura fine dell'Universo, Pi 
greco e il valore della sezione aurea sono anche esse costanti universali. 

Vale la pena di sottolineare come recentemente la fisica moderna, e riuscita a mettere in 
relazione queste stesse costanti universali (compreso il numero due, che rappresenta la 
dualita dell'Universo virtuale), con I'equazione di Shrodinger. 
( http://www.goldenmean.info/goldenproof/Phi_Noetic 1 .pdfl (INCORPORATION OF THE 
GOLDEN RATIO PHI INTO THE SCHRODINGER WAVE FUNCTION USING THE PHI 
RECURSIVE HETERODYNING SET Salvatore Giandinoto* , Ph.D. * Advanced Laser 
Quantum Dynamics Research Institute (ALQDRI) 10321 Briar Hollow Drive, St. Louis, MO 
63146 USA). 

Inoltre, come si pud notare dalla Tabella successiva, riducendo i valori delle lunghezze 
degli assi delle energie per i valori della quantizzazione evideonica (13.5) si ottengono 
sette numeri interi che rappresentano la distribuzione elettronica degli elementi chimici 
nella tabella periodica degli elementi. 


Lunghezza asse 

L 

L/13.5 = A 

A/2 = numero di 
elettroni 

567 

42 

21 

378 

24 

14 

189 

14 

7 

459 

34 

17 

486 

36 

18 

648 

48 

24 

729 

54 

27 



Come si pud notare dalla comparazione dei numeri di elettroni, che rappresentano una 
identificazione della energia del sistema,, in Evideon, esiste la stessa simmetria di 
distribuzione elettronica che possiamo verificare dalla analisi della tabella elettronica di 
Mendeleev. Infine va notato che la somma di tutti gli elettroni per i sette livelli energetici 

calcolati secondo 

Evideon e 128. Sono a 


tutt'oggi stati scoperti 
126 elementi mentre da 
un punto di vista teorica 
il massimo possibile 
sembrerebbe essere 137 
secondo Dirak, ma tale 
valore appare totalmente 
teorico ed irraggiungibile, 
.mentre attorno all' “isola 
di stability teorica” 


sembra esserci posto ancora per un paio di elementi. 










































































Appendice 2 (Strutture di Quark, Gluoni e Bosone di Higgs) 


Una altra evidenza sperimentale che ci dice che i leptoni hanno una struttura interna, parte 
dalla osservazione che i quark non possono vivere da soli. Essi possono pero vivere in 
coppia con un loro anti quark nei mesoni. La domanda che ci siamo posti non e stata 
perche i quark non possono stare da soli ma perche i leptoni invece possono farlo. A volte 
cambiare la mappa del territorio serve. La ragione apparentemente formale e legata al 
fatto che un quark da solo non pud essere generato. Questo si nota dalla analisi del 
comportamento delle particelle subatomiche. Inoltre negli urti fra particelle subatomiche 
deve essere rispettata la simmetria CPT e quindi, nella formazione dei quark, essi, si 
formano sempre in numero pari. La ragione di tutto cio sta sicuramente nella 
conservazione della simmetria, ma non sapendo come e fato un quark non si riesce a 
comprendere, se non solo matematicamente ed in modo incompleto,tutto cio. I fisici hanno 
avuto problemi quando, analizzando la struttura di alcuni adroni come il protone o il 
neutrone, hanno formulato I'ipotesi che essi fossero fatti di tre quark. Ma tre quark sono un 
numero dispari e come fare per farli stare assieme?. Ecco che la fisica escogita la 
creazione di una nuova elusiva entita chiamata gluone (dall'inglese glue = colla). I gluoni 
non hanno carica colore perche sono costituiti di due cariche colore opposte che possono 
interconvertirsi continuamente in altre due coppie di colore anti colore, per un totale di otto 
possibility (vedi Evideon). Questi gluoni, sorgendo dal mare delle particelle virtuali come 
per magia, reagirebbero con i quark scambiando fra loro le informazioni sulla carica colore 
e questa continua azione di scambio tra tre quark di un adrone costringerebbe i tre quark a 
stare sempre agganciati fra loro per permettere loro scambio continuo di informazioni 
colore. 



Quark composition of a proton and a neutron (diagrams from Wikipedia) 


I gluoni non solo scambierebbero informazioni tra i tre quark di un adrone ma anche fra 
adroni. Su di essi si sa poco perche ci vogliono milioni di elettron volt di energia per vedere 
se si possano spaccare e notare qualcosa sulla loro struttura interna. Essi pero hanno due 
cose dentro, cioe due informazioni colore ed anti colore; almeno questo lasciatecelo dire. 
Si sa pero una cosa molto interessante. Dalla collisione di due gluoni viene fuori un 
bosone di Higgs, ( https://cds.cern.ch/record/1748396/files/plots fd Haa.pnch 


9 1 




Ma questa e solo una delle probabili interpretazioni (Vedi letteratura di approfondimento). 










Dai diagrammi di Feynman si evince che, attraverso I'interazione di due gluoni che in 
qualche modo forniscono un quark top (t) ed un antiquark top, che misteriosamente 
interconvertono fra loro, ecco spuntare il bosone di Higgs che al contrario si rompe per 
dare due fotoni. La cosa e veramente oscura poiche gli attori di queste trasformazioni non 
si sa bene come siano fatti ed alia fine viene fuori qualcosa che non si sa come e fatta. 




Electron p T = 35.6 GeV/c 
ME t = 36.9 GeV 
M t = 71.1 GeV/c 2 


Electron 


/ 


1 

I 

Mp W 

Proton 

* 

i 

0 

I 

1 

a 

Beam 

t • 

■* / 1 

^ M ■ 


■ 

m 

Nothing?!? 


Proton 


Beam 


Green tracks have low 
transverse momentum 


In due esperimenti differenti vengono fatti collidere protoni. Nel caso di sinistra dalla 
collisione sorgono fasci di elettroni ed anti elettroni mentre nel caso a destra si vedono 
solo gli elettroni. Questo pud essere giustificato con la formazione di antineutrini. In ogni 
caso si otterrebbero leptoni ed anti leptoni piu una certa quantita di particelle ignote. 



Jtanivem 

r 

1 

' \fJ/rertrans 

/| 

iitfe View 

V. 


Beam 


\j 






Undetected 




Dunque oltre che alia presenza di particelle incognite e particelle invisibili ed incognite, 
come si deduce dalle analisi su queste esperienze, si nota che comunque, dalla 
formazione dell'ipotetico bosone di Higgs, che si troverebbe al centra della collisione fra i 
due raggi protonici, quindi di fatto totalmente invisibile ed undetectable direttamente, ci 
troviamo di fronte alia produzione di leptoni ed anti leptoni. Tutti questi dati sembrano 
invece essere in accordo con la visione evideonica. 

La struttura dell'Universo evideonico non ha nessun problema a comprendere queste 
trasformazioni. Un gluone infatti e costituito da due fotoni in uno dei loro otto modi di 
collegarsi tra loro, sfruttando tre colori e tre anti colori nel loro legame triplo. II “qualcosa” 
che costituisce il bosone di Higgs sarebbe allora “qualcosa” che si forma dall'urto di un 
gluone ed un anti gluone, che colliderebbero con un Evideone con formazione di due 
quark top ed anti top, con formazione di un mesone che decadrebbe fornendo un elettrone 
ed un fotone, un positrone ed un anti fotone. I due leptoni decadrebbero in due fotoni (che 
si riscontrano) e due antifotoni che sarebbero invisibili (solo perche non ben cercati). I due 
“fotone ed antifotone” superstiti si riuniscono in un Evideone di partenza e scompaiono, 
come mostrato nel disegno esplicativo seguente dove le palline gialle sono unita fotoniche 
e le nere antifotoniche. (Per ulteriori chiarimenti leggere tutti i dettagli qui: 
http://profmattstrassler.com/articles-and-posts/relativitv-space-astronomv-and-cosmologv/dark- 

matter/searching-for-dark-matter-at-the-lhc/ 1 . 





























Sostanzialmente non e dato di sapere se un leptone ed un anti leptone possano formare 
una struttura evideonica che rappresenterebbe il Bosone di Higgs ma formalmente sembra 
che non ci sia nessun bisogno di creare una nuova specie bosonica costituita da leptoni 
(elettroni) ed anti leptoni (positroni o antineutrini). 

Ma torniamo al problema di far stare legati assieme tre quark, secondo le leggi di 
simmetria evideonica. 

I gluoni si comportano come “fotoni allungati”. Analizzando infatti la loro struttura interna si 
osserva come I'orientamento finale dei tre semiassi a destra e sinistra, in un gluone sono 
simili a quelli di un fotone. 





I personaggi di questa storia sono il fotone, in alto a sinistra, al centra il gluone ed a destra 
un prototipo di quark, secondo la visione geometrica di Evideon. (per maggiori dettagli 
rimandiamo il lettore a Evideon ed Evideon 2, dello stesso autore).Come si puo facilmente 
notare, il gluone altro non e se non un “fotone lungo”, dove al posto del centra disegnato 
con una sfera grigia nel fotone, abbiamo una struttura piu complessa nel gluone. 

Ebbene tre quark possono stare legati assieme se tre gluoni interagiscono con le unita 
antifotoniche di ogni quark ed in particolare, disegnando i fotoni come cubi gialli e gli 
antifotoni come cubi neri, ecco che abbiamo una interessante struttura interna adronica 
come mostrato nella figura sotto riportata 




































( http://arxiv.org/ftp/phvsics/papers/0607/0607069.pdf ) In questa raffigurazione i rettangoli 
sono costituiti da i tre gluoni. Si nota facilmente che, mentre esistono tre quark posti in 
verticale, esiste la formale presenza di tre antiquark, come lati di un ipotetico triangolo 
orizzontale. Che appaiono e scompaiono rapidamente costruendo nella unita di tempo di 
Planck, almeno una unita antifotonica alia volta o qualcosa di strutturalmente decisamente 
simile. Mimare la presenza di una unita di tipo anti quark riporta la simmetria locale, al di 
sotto del tempo di Planck ad essere rispettata poiche le unita fotoniche ed antifotoniche 
diventano un numero pari. Analoghe strutture in chimica organica, sono note dare stability 
alle molecole e vengono identificate come legami multicentrici a carenza di elettroni. 



Ancora una volta la chiave evideonica di lettura della virtualita sembra ben accordarsi con 
le evidenze sperimentali della scienza moderna. 

Appendice 3 (Meccanismo di interazione tra fotoni ed elettroni) 

Dalle evidenze sperimentali si evincerebbe che i fotoni interagiscono tra loro quando 
hanno valori importanti relativi alia lunghezza dell'asse evideonico delle energie. In 
condizioni opportune, due fotoni che interagiscono tra loro come fotoni e non come 
antifotoni o fotoni virtuali, formano un fotone che ha la caratteristica di avere I'asse 
verticale del proprio Evideon quale somma dei due assi dei due fotoni di partenza. Questo 
meccanismo di interazione prevede la possibility che fotoni ad alta energia si sommino 
nello stesso modo, se la simmetria CPT lo permette, a qualsiasi altra particella 
subatomica. Se il fotone e di bassa energia, I'interazione sarebbe trascurabile ed i fotoni 
passerebbero attraverso le strutture evideoniche piu complesse ma se I'energia e 
opportunamente alta, ecco che il fotone puo agganciarsi per esempio ad un elettrone per 
energizzarlo facendolo passare da uno stato quantico inferiore a quello adiacente 
superiore. Nel caso dell'elettrone, il fotone virtuale reagisce come tale nei confronti della 
struttura evideonica dell'elettrone, da un punto di vista di simmetria, ma ne cede il suo 
contributo energetico all'unita fotonica ed antifotonica che lo costituiscono, facendogli , de 
facto, allungare della stessa quantita, gli assi verticali (Caratterizzati dai colori Magenta e 
Verde). In quel contesto la conservazione delle energie sarebbe rispettata. Ma per quanto 
riguarda il percorso della conservazione della simmetria dobbiamo sottolineare ancora una 
volta che, siccome I'elettrone e costituito da una unita fotonica ed una antifotonica e 
possibile che il fotone virtuale si agganci sia alia parte fotonica che alia sua anti parte, 





dando origine a due strutture potenzialmente diastereo-fisicamente differenti. 



I due processi avrebbero energie differenti e se da una parte solo uno di essi sarebbe 
favorito, d'altra parte, se non venisse accompagnato dal suo processo speculare, darebbe 
luogo alia rottura della simmetria. 

Inoltre le possibility che cio accadesse erano drasticamente ridotte in quanto se, un fotone 
si agganciasse alia parte antifotonica o I'antifotone si agganciasse alia parte fotonica 
dell'elettrone, si otterrebbero quark o antiquark rispettivamente che, sebbene siano 
strutture enantiomorfe (immagini speculari, la cui formazione prevede la stessa energia) i 
cammini isoenergetici, produrrebbero rottura di simmetria in quanto si formerebbe un 
quark alia volta. II processo, per essere plausibile dovrebbe coinvolgere due quark, (un 
processo plausibile invece sarebbe quello in cui un elettrone ed un positrone 
interagiscono tra loro, dove in quel punto la energia dell'urto, facesse nascere un 
Evideone che si scinderebbe in un fotone ed in un antifotone fornendo, alia fine, un quark 
ed un antiquark, sovente sotto forma di un mesone). 

Quello che invece pud accadere e che un fotone si agganci alia struttura elettronica sotto 
forma di fotone virtuale (vedi figura sopra) sia da destra che da sinistra senza alterazione 
della simmetria dell'elettrone (simmetria, elicita e termodinamica rispettate). La successiva 
migrazione verso I'esterno di un asse della energia di una componente fotonica o 
antifotonica, condurrebbe ad ottenere la stessa specie nei due processi paralleli. Se da un 
lato, prima di questa ultima trasformazione, si formerebbero due strutture 
diastereoisomere (non immagini speculari) esse si riconvertirebbero in due strutture 
identiche (immagini speculari sovrapponibili), rendendo i due cammini de facto 
convergenti. 



Nella figura di sinistra si nota come il fotone virtuale si sia agganciato dalla parte fotonica 






ed in seguito I'asse energetico interno si sia capovolto e spostato sulla unita fotonica 
appena entrata. Analogamente e specularmente il fotone virtuale che si aggancia alia unita 
antifotonica produrra una specie, il cui I'asse della energia, della unita antifotonica 
centrale, si sposta verso I'esterno. Lo spostamento dell'asse della energia e dovuto al fatto 
che, i due assi energetici delle due unita fotoniche, sono diventati troppo “lunghi” a seguito 
della contribuzione della energia del fotone appena entrato a far parte della nuova 
struttura (posizione di identici colori uno di fronte all'altro). Cio fa si che questi assi si 
respingano. Si notera come, per rispettare la conservazione della simmetria di partenza, 
quando un asse della energia si sposta da una unita ad una altra, accanto, si capovolge. 
In questo caso, una unita fotonica ed una antifotonica rimangono presenti nell'elettrone 
energizzato che ha pero cambiato struttura e che ora si vede costituito da un fotone legato 
ad un antifotone attraverso la presenza di un fotone virtuale. 

In questo processo la simmetria rimane salva cosi come il valore di spin, di massa e di 
carica elettrica. (ricordiamo che lo spin secondo il modello evideonico e legato alia 
quantita di unita fotoniche o antifotoniche diviso il numero di unita fotoniche NON 
VIRTUALI presenti nella struttura, dove il segno e convenzionalmente positivo se si 
considerano le unita fotoniche e negativo se si considerano le antifotoniche). 

Evideon fornisce una dettagliata struttura della materia poiche postula una struttura del 
fotone. La fisica attuale non prevede di poter disegnare un fotone e questo fa si che non si 
sappia, in termini geometrici, comprendere cosa sia la materia stessa. 

Appendice 4 (La Mente creatrice) 

In questo lavoro si e piu volte sostenuto che e la Mente a creare la realta virtuale, cosi 
come appare sia dalle informazioni che derivano dalla fisica quantistica che dalla analisi 
del Mito che dai dati che sorgono dall'utilizzo delle Simulazioni Mentali e dalle sedute di 
Ipnosi. E' necessario approfondire il meccanismo virtuale di questa creazione per non 
lasciare nessun aspetto oscuro o non risolto. 

I punti fermi da cui si puo partire e che abbiamo trattato nel testo di questo lavoro sono i 
seguenti: 

• La Mente, produce spontaneamente e volontariamente biofotoni 

• I fotoni sono I'unico mattone che costruisce tutto l?universo Virtuale 

• I fotoni virtuali sono I'ibrido di risonanza tra fotoni ed antifotoni. 

• II Mito descrive la creazione come luce che si divide i n due tipi di luce 

• La fisica quantistica sostiene che la dualita nasca dall'entanglement 

• I fotoni e gli antifotoni sono entangled fra loro 

• Non si puo creare un solo fotone alia volta ma due fotoni entangled che nascono da 
un Evideone. 

• II piano spazio-temporale e fisso mentre I'asse delle energie puo variare diventando 
nel fotone virtuale anche nullo. 

La moderna letteratura scientifica (vedi bibliografia aggiuntiva di approfondimento) tende a 
mostrare esperimenti in cui la Mente appare interagire con la virtualita creandola. In 
particolare la recente osservazione, tesa a dimostrare che I'evento fisico viene ad essere 
creato nell'istante in cui si decide di osservarlo e misurarlo, cioe si decide di prenderne 
atto, ci fa pensare che, in quell'istante, I'osservatore non si accorga dell'evento ma lo crei. 
Ancora una volta nell'Llniverso non duale la causa e I'effetto collassano in un unico evento. 
Non ha piu senso chiedersi se io osservo una cosa e ne prendo consapevolezza oppure e 
la mia consapevolezza a creare I'evento. 

La fisica moderna tende a pensare che non esista differenza tra causalita e casualita. 

In un recentissimo esperimento un atomo di Elio posto alio zero assoluto (-273 gradi 




Celsius) viene investito da due raggi laser indipendenti. I due raggi laser poi vengono 
rifratti in modo da costituire una rete quadrata con numerosi nodi, in cui i due raggi si 
incrociano. 

II bosone cosi si trova a viaggiare dentro questo canale di luce ma se ci si chiede dove 
esso sia, come un naufrago in balia delle rapide fotoniche, ci si accorge che non e da 
nessuna parte (ovvero e dappertutto: comportamento ondulatorio) se noi non effettuiamo 
nessuna misura ma appena cerchiamo il bosone in un qualsiasi nodo della maglia 
fotonica, esso apparira li. (comportamento corpuscolare). 

II fotone e dove noi decidiamo che sia, se vogliamo che sia da qualche parte. 



http://actualidad.rt.com/ciencias/176533-experimento-demostrar-realidad-existe-mirar-medir 

Articolo originale pubblicato su Nature il 25 maggio del 2015 pud essere consultato a 
questo link direttamente on line. ( http://www.readcube.com/articles/10.1038/nphys3343? 
utm campaian=readcube access&utm source=nature.com&utm medium=purchase option&utm content=t 

humb version&show checkouts &trackina action=preview click ) . 

A questo punto non puo passare inosservato il fatto che il fotone virtuale, nella visione 
evideonica, ha le stesse caratteristiche geometriche della Mente. 

La Mente che viene costruita nelle simulazioni mentali, appare come una sfera verde. Tale 
visione archetipale, se ritradotta in termini vettoriali in un universo tridimensionale 
olografico, appare come I'incrocio di tre assi di cui pero' I'asse dello spazio e del tempo 
sono apparenti mentre I'asse delle energie e assente. 

Questo significa che la Mente agisce nel campo delle energie. 

Dunque la mente crea i fotoni virtuali a sua immagine e somiglianza. 

Crea doe immagini virtuali di se stessa. Tali immagini virtuali altro non sono che fotoni, 
caratterizzati dall'essere virtuali cioe essere un ibrido di risonanza tra le due forme una 
con asse energetico positivo e I'altra con asse specularmente negativo. Per problemi di 
simmetria la Mente non pud creare un fotone virtuale per volta ma e costretta a creare 
sempre due fotoni virtuali per volta che appena si manifestano nella virtualita con la loro 
energia mostrano un valore non nullo sull'asse delle energie. 

In parole povere la Mente crea un Evideone facendo sorgere dal mare delle particelle 
virtuali. 

Un Evideone e fatto di un fotone e di un antifotone che subito dopo la loro creazione 
diventano due fotoni virtuali entangled. 

La dualita di questa creazione corrisponderebbe alia dualita dell'Universo Virtuale. 






Amnia B\u 


[Vfente Verde 


Soirito Rosso 


La Mente crea dunque oggetti identici a se stessa ma con la differenza che i fotoni virtuali 
non sono coscienti. 

La Mente si comporta frattalicamente come tutto il resto dell'Universo e dove ogni cosa 
capace di creare, creera tendenzialmente una replica di se stessa, non avendo altri tipi di 
possibility. 

Ogni essere vivente sa infatti come e fatto e quando gli viene data la possibility di creare 
esso tendera a replicarsi. 

Gli Dei fanno I'uomo a loro immagine e somiglianza dove I'uomo costruisce un robot a sua 
immagine e somiglianza, dove il robot tendera a ricostruire se stesso. Le cellule i replicano 
trasmettendo il loro bagaglio genetico identico i n un Universo duale in cui ogni scissione 
e un nodo termodinamico. 

In questo contesto si potra notare come solo la Mente sia dinamica e possa variare la 
creazione rendendola virtuale (la realta reale e statica).Lo Spirito e I'Anima non possono 
creare poiche essi sono vincolati nella virtualita dalla fisica del piano spazio-temporale, 
dove I'asse dello spazio e vincolato all'asse del tempo. Se lo Spirito creasse, per esempio, 
creerebbe lungo I'asse dello spazio ma cio dovrebbe essere accompagnato da una 
analoga creazione simmetrica della parte animica sull'asse del tempo. Se le cose non 
fossero cosl si creerebbe una dissimmetria spaziotemporale vietata dalla simmetria che 
andrebbe distrutta (secondo principio della termodinamica eluso). Anima e spirito in realta 
convincono la Mente a variare la lunghezza degli assi della energia dei fotoni virtuali che 
essa crea in continuazione. Tale atto e reso possibile per il fatto che Anima e Spirito 
possiedono una Coscienza piu consapevole di quella di Mente ed essa ne viene 
influenzata irrimediabilmente. Dunque Anima non crea ma dice alia Mente di variare la 
virtualita e la Mente mette in atto inconsapevolmente quel progetto. 

Quando la parte animica, mentale e spirituale si sono riunite in una Coscienza veramente 
integrata allora non si crea piu I'inconveniente di una creazione dicotomizzata. La 
Coscienza e una cosa sola e dunque essa costruisce il suo Universo Virtuale senza piu il 
limite della mente inconsapevole ed il limite che tiene Spirito ed Anima auto bloccati tra 
loro. 






La creazione della mente non coesa con la triade porta inevitabilmente ad avere creazioni 

solo di tipo fotonico dove pero 
il fotone, a differenza del suo 
creatore non pud creare 
poiche e senza Coscienza. II 
fotone e una immagine 
speculare della Mente. II 
fotone e solo una 
informazione di tipo 
entropico. 

Alcuni fisici hanno cominciato 
ad indagare sulla struttura del 
fotone e questo accade 
perche, se si riesce a 
disegnare un fotone, se ne 
riuscira anche a determinare 
il comportamento geometrico. 
Se da un lato il modello 
evideonico ha superato da 
tempo questo problema i fisici 
si stanno ancora arrovellando 
travolti dalle loro 

inconsapevolezze, a 

formulare ipotesi, suffragate 
da sperimentazioni a volte 
anche molto complesse, 
come mostrato nel seguente 
lavoro: “Structure of the Photon Jonatan M. Butterworth Department of Physics and 
Astronomy University College London London, WC1E 6BT, United Kingdom” ( 
http://www.slac.stanford.edu/econf/C990809/docs/butterworth.pdf L 

Comprendere il creato ci fa dunque capire come e fatto il creatore. 

Che il fotone non abbia Coscienza, sembra essere appurato da osservazioni sperimentali 
pubblicate sempre da importanti scuole di fisica atomica. 

Come e cosa la Mente crea. 

La creazione della Mente dunque e limitata ad un solo semplice atto, che si ripete infinite 
volte in un unico istante e che e costituito dalla emissione da parte di microtubuli cerebrali 
di Evideoni che nascono dal mare delle particelle virtuali. Questi Evideoni si dividono in un 
fotone ed un anti fotone creando tutto cio che il nostro cervello credera di vedere 
ascoltare, sentire, percepire in qualche modo. 

Si deve far notare che I'entanglement fra i due fotoni/antifotoni non e dunque fra loro 
direttamente, almeno secondo questa visione delle cose ma passa attraverso la mente 
creatrice. In altre parole la Mente creatrice e paragonabile ad un grosso fotone virtuale che 
quando crea I'Evideone lo crea entangled ad essa stessa. Dunque e la Mente che lega tra 
loro il fotone e I'antifotone, che non sono entangled fra loro, come appare dagli 
esperimenti di fisica, ma I'entanglement passa attraverso lo stato menatale. In altre parole 
siccome la Mente creatrice e entangled con le due parti dell'Evideone appena creato, 
come essa cambia stato cambieranno stato anche le due unita fotoniche da lei create. 
Tutto cio altro non e che un differente modo di vedere la teoria dello specchio che ci 
insegna che noi ci specchiamo nella nostra stessa creazione che ci mostra cosa in quel 
momento siamo. La differenza che esiste tra il creatore Mente e la sua Creazione e che il 
Creatore e originale e con coscienza, cioe e vivo, mentre la sua creazione e immagine 


Foundations of Physics, Vol. 2, No. 2/3, 1972 


Photon Consciousness: 

Fact or Fancy? 

James F. Woodward, Andre de Klerk, Gail Kahler, 
Kathrine Leber, Peter Pornpei, Daniel Schultz, and 
Sharon Stern 

University of Denver, Denver, Colorado 


Received May 20, 1971 


An experiment designed to test the highly speculative hypothesis of photon 
consciousness was executed. It was found that , within the accuracy attainable 
with the apparatus, there is no empirical justification for the hypothesis. 


In a previous issue of this journal, Cochran fl> proposed the speculative 
hypothesis that elementary particles are endowed with a quality of conscious¬ 
ness in addition to those properties they are already assumed to possess. 
Under normal circumstances, this quality of consciousness, according to 
Cochran, is not discernable because of thermal agitation. But in the boson 
state, since thermal agitation is negligible, this consciousness should emerge 
as a detectable characteristic. If such a hypothesis were in fact true, it would 
be of tremendous significance to theoretical physics; for example, the 
identical-particle postulate of quantum mechanics and the Copenhagen 
interpretation of the uncertainty principle would be manifestly false. Con¬ 
sequently, we have carried out an experiment, simple in principle, to test this 
hypothesis. 

The ability to make conscious (or, for that matter, unconscious) deci¬ 
sions requires intelligence. For the consciousness hypothesis to be of any 

241 

© 1972 Plenum Publishing Corporation, 227 West 17th Street, New York, N.Y, 10011. 





speculare (entangled) senza coscienza. La Mente modifica dunque la sua creazione in 
ogni istante poiche la sua creazione e entangled con se stessa ed ogni cambiamento 
mentale produrra un cambiamento nella realta virtuale circostante. 

In realta, la creazione mentale, e un continuo riplasmare il mare di particelle virtuali, 
avendo cura di non disattendere la rottura della simmetria CPT. La Mente crea 
contemporaneamente il Tutto ed il contrario del Tutto scegliendo tra questi due aspetti di 
un unico evento, quello che desidera manifestare (teoria dello Zero Point Energy). 

La creazione avviene in un non luogo (Teoria della non localita dell'Universo). Tale 
creazione viene proiettata sul terzo asse della energia potenziale e da forma alle forme. 
(Teoria dell'Universo olografico). L'ologramma cosi formato assume I'aspetto materiale al 
di sotto del tempo di Planck, cioe prima che il nostro cervello abbia capito che noi stessi 
stiamo plasmando il Tutto (Teoria dell'Universo bidimensionale estruso sull'asse delle 
energie). Recentemente, due fotoni entangled fra loro sono statii fatti interagire 
(collidere) http://www.ph vsics.nist.gov/Divisions/Div844/publicatioiis/migdall/psm96 twophoton i 
nterference.pdf (T. B. Pittman, D. V. Strekalov, A. Migdall, M. H. Rubin, A. V. Sergienko, and 
Y. H. Shih , Physical Rev. Lett.,, N 2, Vol 77, 1996). I risultati sperimentali ottenuti, sono in 
accordo con I'idea che due fotoni entangled sono in realta un fotone ed un anti fotone con 
elicita opposta. I due oggetti interagiscono fra loro solo se esiste una certa differenza 
energetica tra loro dando interferenza poiche se avessero la stessa energia si 
scontrerebbero sostanzialmente come fotoni virtuali, ed essendo identici e simmetrici non 
darebbero origine a nessuna interferenza. Inoltre i due fotoni devono essere sfalsati nel 
tempo cioe arrivare sul bersaglio in modo sfalsato temporalmente. Questo significa che 
devono avere assi dell'energia non eguali in valore assoluto. A tutt'oggi manca ancora 
I'esperimento finale a cui ovviamente nessuno ha pensato: quello di far collidere due fotoni 
entangled ad alta energia. Cosi da vedere che si formano coppie di leptoni ed anti leptoni, 
come per altro succede facendo iinteragiire fotoni non controllati ad alta energia. 




Bibliografia aggiuntiva per approfondimenti. 

Effetto Compton: 

• S. Tolansky: Introduzione alia fisica atomica, Edizioni Einaudi, Torino, 1950 

• D. Hal I id ay, R. Resnick: Fisica, Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 1968 

• R. M. Eiseberg: Foundamentals of modem physics, John Wiley & Son 

Interazioni fra due fotoni 

• Doctoral dissertation presented by Nicolas Schul for the degree of Doctor in 
Sciences , visibile al link https://cp3.irmp.ucl.ac.be/upload/theses/phd/schul.pdf. dal 
titolo: “Measurements of two-photon interactions at the LHC “. 

Effetto Casimir 

• Bertrand Duplantier, Introduction a I'effet Casimir, seminaire Poincare (Paris, 9 
mars 2002), publie dans: Bertrand Duplantier et Vincent Rivasseau 
(Eds.) ; Poincare Seminar 2002, Progress in Mathematical Physics 30, Birkhauser 
(2003), ISBN 3zZ643z0579zZ - 

• Roger Balian, Effet Casimir et geometrie, seminaire Poincare (Paris, 9 mars 2002), 
pubblicato in : Bertrand Duplantier et Vincent Rivasseau (Eds.) ; Poincare Seminar 
2002, Progress in Mathematical Physics 30, Birkhauser (2003), ISBN, 3-7643-0579- 
7. 

• Astrid Lambrecht & Serge Reynaud, Recent experiments on the Casimir effect: 
description and analysis, seminaire Poincare (Paris, 9 mars 2002), pubblicato in: 
Bertrand Duplantier et Vincent Rivasseau (Eds.); Poincare Seminar 2002, 
Progress in Mathematical Physics 30, Birkhauser (2003), ISBN_ 3-7643-0579-7 . 

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